martedì, Agosto 3, 2021
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Monteprandone: insultata, aggredita, maltrattata. Scatta la denuncia

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Monteprandone: insultata, aggredita, maltrattata. Scatta la denuncia

MONTEPRANDONE – Insultata, umiliata, aggredita anche fisicamente. Alla fine non ce la fa più e decide di denunciare. Una decisione difficile, scaturita dall’ennesimo episodio, probabilmente il più violento, i cui dettagli sono contenuti nella denuncia spiccata a carico del compagno. Vittima degli episodi, ormai purtroppo sempre più frequenti nel nostro tessuto sociale, una 33enne residente a Monteprandone. La relazione con il compagno ha inizio nel 2016. Nel 2020 nasce la loro bambina e decidono così di andare a convivere nell’abitazione di lui. Da lì, stando a quanto raccolto dalla denuncia, sarebbero iniziati gli episodi di insofferenza da parte dell’uomo, forse non ancora pronto ad avviare una vita di coppia più stringente e a diventare padre. Da quanto dichiarato dalla parte offesa, sarebbe infatti stato solito, anche per futili motivi, insultare la compagna utilizzando epiteti quali “handicappata” e “cerebrolesa”.

Sarebbe anche stato solito anche prendere a pugni la mobilia dell’abitazione, tutto in presenza della figlia minore. Nella denuncia si fa riferimento ad un particolare episodio risalente a gennaio, in cui la donna si sarebbe vista costretta a chiudersi in bagno a seguito di violenze fisiche subite e a chiedere aiuto telefonicamente alla sorella, che avrebbe allertato poi i carabinieri.

La denunciante dichiara anche di non aver chiesto l’intervento dei sanitari per paura di subire ulteriori violenze e a causa delle minacce da parte del compagno (che avrebbe fatto leva sulla propria superiorità economica) di farle perdere la bambina chiedendo l’intervento dei servizi sociali.

Successivamente la situazione si sarebbe calmata, tanto che i due avrebbero deciso di intraprendere un percorso di terapia di coppia. L’idillio sarebbe durato però ben poco, tanto che sarebbero ben presto ripresi gli episodi vessatori. L’ultimo e ed il più grave si sarebbe verificato il 29 giugno. In questo frangente la violenza sarebbe esplosa con tutta la sua forza, tanto che la 33enne, dopo essere riuscita miracolosamente ad uscire di casa con in braccio la figlia, avrebbe allertato la sorella, con successivo arrivo in loco di carabinieri ed ambulanza. La donna avrebbe riportato dall’episodio vari traumi, e si dice terrorizzata all’idea di uscire di casa.

La 33enne chiede l’allontanamento dell’ex compagno e la possibilità di rientrare a casa, in quanto al momento è ospite della sorella. In tutto questo, la giovane si sarebbe rivolta in più occasioni ai genitori dell’uomo per avere aiuto, ma le richieste non avrebbero avuto alcun seguito.

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