venerdì, Luglio 23, 2021
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SS. Cosma e Damiano: 55enne ai domiciliari tenta il suicidio

alto adige

SS. Cosma e Damiano: 55enne ai domiciliari tenta il suicidio: salvato dai carabinieri

SS. Cosma e Damiano – Nella giornata di ieri, nel primo pomeriggio, a SS. Cosma e Damiano, un 55enne del luogo, sottoposto agli arresti domiciliari, ha tentato il suicidio salendo sul tetto della propria abitazione da dove era intenzionato a lanciarsi.

L’insano gesto e’ stato interrotto solo grazie al tempestivo intervento dei carabinieri della locale stazione carabinieri, intervenuti dopo essere stati allertati da uno stretto congiunto. L’uomo e’ stato successivamente sottoposto alle cure del personale sanitario dell’ospedale di Formia.

Santi Cosma e Damiano è un comune italiano di 6 820 abitanti[1] della provincia di Latina nel Lazio, dal 2002medaglia d’oro al valore civile. Il nome deriva dai due santi patroni Cosma e Damiano.

Le prime notizie storiche su Santi Cosma e Damiano vengono dal Codex diplomaticus cajetanus, in particolare da una stipula dell’anno 830 dove viene citato un certo Negrutius filius de Gentile de Casale, e dal testamento del 954 di Docibile II duca di Gaeta dove è menzionata una vinea de Casale presso la terra posita in Ventosa e la terram … Santum Cosmate.

I Casali di Santi Cosma e Damiano crescono come villaggio autonomo adiacente alle fortificazioni del Castrum Forte, punto di vedetta a guardia della foce del Garigliano dal X secolo; come conseguenza di ciò, oggi i centri storici dei due comuni Santi Cosma e Damiano e Castelforte formano un unico agglomerato urbano. Gli insediamenti si iniziarono a sviluppare sulle cime delle colline e soltanto dopo la Seconda guerra mondiale nella valle del Garigliano sottostante.

Esistono in tutto il territorio di Santi Cosma e Damiano una grande quantità di vestigia antiche, ma non si hanno molti dati storici esatti sui primi insediamenti nel territorio. È noto che le sorgenti termali del Veseris, oggi Suio, frazione di Castelforte, erano già conosciute ed utilizzate nell’antichità preromana. È nota anche la presenza di ville rurali romane e di porticcioli e scafe sul fiume.

L’antico popolo che abitava la valle dal Monte Circeo al Monte Massico era il popolo degli Ausoni, detti anche Aurunci. Alcuni storici considerano il territorio di Santi Cosma e Damiano in epoca preromana appartenente alla città di Vescia; indicano poi come campo della battaglia del Veseris, episodio chiave della Guerra Latina, la zona tra le attuali contrade di San Lorenzo e Taverna Cinquanta. Tale battaglia vide opposti i Romani e la lega degli Aurunci nel IV secolo a.C. ed è descritta da Tito Livio negli Annales.

Cicerone transita su queste terra e ci dà notizia del pons tiretius che assieme ad altri permetteva di varcare il Garigliano. Tale ponte fu distrutto dai Goti e nel medioevo fu sostituito da un porto; ricostruito in legno in periodo aragonese, nel 1636 fu sostituito da una scafa.

Devastazioni barbariche le subì anche il casale Ceracoli, uno dei più antichi sul territorio comunale: si ha notizia della sua distruzione ad opera degli Ungari nel 937. Lo stesso casale fu distrutto dai Turchi nel 1552.

Il territorio nel Medioevo è appartenuto anche alla Terra di San Benedetto, cioè era sotto l’influenza dell’abbazia di Montecassino. Le origini degli insediamenti sull’altura sono da mettere in relazione al questo centro politico-culturale: prima dell’anno 830, i benedettini realizzano una cella, piccolo monastero agricolo, a Ventosa.

Tra l’881 ed il 915, i Saraceni si erano stabiliti nella pianura del Garigliano sulla riva destra con un campo trincerato. Nella località tuttora chiamata Vattaglia (voce dialettale di battaglia), si ebbe nell’agosto 915 la dura battaglia tra i Saraceni e le truppe della lega cristiana guidata dal papa Giovanni X alla quale avevano aderito Niccolò Picingli, i fratelli Landolfo I ed Atenolfo II di BeneventoGuaimario II di SalernoGregorio IV di Napoli e suo figlio Giovanni IIGiovanni I di Gaeta e suo figlio Docibile I e l’imperatore Costantino IX Monomaco tramite lo stratega Niccolò Picingli. Oltre alla località Vattaglia, Saracinisco e Vellota, sussistono cognomi e diverse voci dialettali che, ancora oggi dopo un millennio, ricordano l’occupazione saracena del territorio.

Dopo la battaglia il territorio entra a far parte del Ducato di Gaeta. Nel 1023 viene fondata la Contea di Suio di proprietà del conte Ugo. Nel 1078, a seguito di successive donazioni parziali, la contea viene acquisita da Montecassino. Nei secoli successivi Montecassino e Gaeta perdono l’autonomia, il territorio entra nell’orbita normanna nel 1140 e seguirà nei secoli le vicende del nuovo regno.

Dobbiamo aspettare secoli per rilevare eventi storici significativi che coinvolsero direttamente la popolazione locale, eventi che ancora oggi vivono nei racconti popolari. Dopo la proclamazione della repubblica Romana (15 febbraio 1798) le truppe napoleoniche del Gen. Rey occuparono Napoli e vi proclamarono la Repubblica Partenopea: la popolazione della Terra di Lavoro, fedele al re borbonico e alla Chiesa, insorge contro quelli che ritiene invasori. “I Casali” si schierano con due compagnie di volontari nelle truppe a massa comandate dall’itrano Michele Pezza, detto Fra’ Diavolo. Tra le azioni di disturbo attuate da queste truppe contadine c’è la distruzione di un ponte provvisorio che le truppe napoleoniche avevano costruito strategicamente sul Garigliano nei pressi di Santi Cosma e Damiano. Castelforte, assediata per ritorsione dalle truppe franco-polacche del generale Dombrowski, fu espugnata nel giorno di Pasqua del 1799. A questi scontri partecipò anche la popolazione di Santi Cosma e Damiano e di Ventosa. Si racconta che a Ventosa la popolazione per difendersi dall’avanzare delle truppe si difese a colpi di pietre. Ai caduti negli scontri vanno aggiunti i vecchi e i bambini inermi uccisi all’interno delle loro case; il parroco fu giustiziato venendo gettato dal campanile e le storiche statue lignee dei santi nella chiesa patronale furono sfregiate.

Santi Cosma e Damiano doveva ancora tragicamente trovare un posto nella storia nel 1943-44, durante la risalita delle truppe alleate verso Roma. Trovandosi sulla Linea Gustav, per oltre nove mesi il territorio fu sottoposto a bombardamenti che cancellarono gran parte dell’abitato. Gli abitanti furono sottoposti a vessazioni dagli occupanti tedeschi e poi sfollati; i pochi rimasti furono tormentati dal passaggio delle truppe marocchine. Il Comune di Santi Cosma e Damiano è stato insignito dal Presidente della Repubblica della Medaglia d’Oro al Valor Civile perché centinaia di sancosmesi sono morti sotto i bomabrdamenti alleati o per le mine tedesche, per gli stenti e, a combattimenti conclusi, per gli scoppi di residuati bellici.Centro storico

La storia di Santi Cosma e Damiano e quella di Castelforte sono necessariamente legate, ma tra la gente dei due comuni, soprattutto in passato, c’è stato un complesso rapporto di fratellanza e ostilità legata a questioni territoriali. Documenti storici del 1623 affermano l’indipendenza dei Casali dalla confinante università di Castelforte, attestando che già a quell’epoca esistevano contenziosi territoriali tra le due località.

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