sabato, Settembre 18, 2021
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Il punto di Roberto Napoletano. Regioni, la variante più pericolosa

il punto di roberto napoletano

Il punto di Roberto Napoletano. Regioni, la variante più pericolosa. Covid e investimenti – La demagogia dei governatori e dei partiti che lavorano sott’acqua 


Se non viene riequilibrata la situazione facendo partire subito investimenti pubblici e sostenendo in modo speciale l’impresa meridionale che combatte avendo tutto contro, allora la forbice si allarga ulteriormente. Si deve passare da un settore pubblico vissuto come assistenzialismo alla spinta di un settore pubblico che crea valore aggiunto, che non punta più solo a stipendi che vanno in consumi ma in servizi di valore restituendo alle imprese private del Mezzogiorno il contesto necessario per esprimersi al meglio


Il punto di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia

In questo Paese Arlecchino dove i venti capi di stato ombra non sono in grado nemmeno di mettersi d’accordo tra di loro per una proposta unitaria sul green pass e continuano a dare lezioni a tutti, c’è per fortuna un governo Draghi che tiene la barra dritta e dà al Mezzogiorno dopo decenni il 50% delle risorse del trasporto pubblico locale e, cioè, quanto prenderanno insieme Nord e Centro. Ovviamente questa scelta non taciterà capipopolo e Accademia meridionalista anche perché lo sceriffo De Luca e suoi consulenti faranno in modo di non spenderli e di gridare contro il governo. Come i tanti che lavorano sott’acqua e non mollano la demagogia per passare al fare.

Due sono le questioni dirimenti. Punto uno. I frenatori di sempre sono all’opera. Un comitato a livello parlamentare che riscontra i problemi di coerenza rispetto alla finalità di transizione ecologica del progetto e può bloccarlo con un voto contrario dei due terzi della commissione parlamentare. Tradotto vuol dire potere di interdizione e, siccome la rappresentanza parlamentare Cinque stelle è certamente la più rilevante e si muove in combutta con quella del Pd, anche le maggioranze così qualificate non sono affatto irraggiungibili. Ha ragione di preoccuparsi il ministro Cingolani perché lui non asseconda i progetti dell’ ecologismo sognante nostrano e sa che i Cinque stelle intransigenti del no ai termovalorizzatori e a tutto si mobiliteranno. Sa che avranno a fianco le anime belle del Pd e sa che è reale il rischio di finire imbrigliato nel solito pantano italiano.

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