domenica, Ottobre 24, 2021
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Il presidente tunisino Saied licenzia il direttore della televisione pubblica

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Tunisia, silurato il direttore tv nazionale dal Presidente Saied

Prosegue da 5 giorni senza soluzione di continuità la crisi istituzionale scatenatasi in Tunisia dopo che il Presidente Kais Saied a seguito di forti proteste della popolazione contro il governo, ha esautorato il Primo Ministro ad interim Hichem Mechichi, licenziato i ministri della Difesa e della Giustizia,[4] e sospeso i lavori del Parlamento invocando l’art. 80 della Costituzione tunisinal’allontanamento del

Oggi il presidente Saied, da domenica anche a capo dell’esecutivo dopo aver congelato il Parlamento per 30 giorni e silurato il premier Mechichi,ha licenziato il direttore della tv pubblica nazionale sostituendolo con un giornalista che in precedenza aveva ricoperto già questo incarico ad interim, Awatef Dali.

Lo rende noto la presidenza Poco prima a un attivista dei diritti umani e a una rappresentante del sindacato dei giornalisti è stato negato l’ accesso alla sede dell’emittente, dove erano stati invitati a una trasmissione Silurati ieri 20 funzionari di governo.

Kaïs Saïed (in arabo: قيس سعيد‎; Tunisi22 febbraio1958) è un politico e giuristatunisino, professore di diritto costituzionale ed attuale presidente della Repubblica Tunisina[2].

Kaïs Saïed è il figlio di Moncef Saïed, originario di Béni Khiar (Capo Bon), e Zakia Bellagha. La sua famiglia è di origine piuttosto modesta, ma intellettuale e appartenente alla classe media. Suo zio paterno Hicham Saïed fu il primo chirurgo pediatrico in Tunisia, noto in tutto il mondo per aver separato i gemelli siamesi negli anni ’70. Saïed è professore all’Università di Tunisi. È stato segretario generale dell’Associazione tunisina di diritto costituzionale tra il 1990 e il 1995 e ne è vicepresidente dal 1995. Saïed è stato anche decano del dipartimento di legge dell’Università di Sousse, come esperto legale per la Lega araba e l’Istituto arabo per i diritti umani. Era anche membro del comitato di esperti che era stato invitato a offrire commenti al progetto di Costituzione della Tunisia nel 2014.

Professore invitato in diverse università arabe, ha rifiutato nel 2013 di far parte della commissione di esperti la cui missione era quella di trovare una soluzione legale al problema dell’autorità superiore indipendente per le elezioni. Si è ritirato nel 2018.

Candidato alle elezioni presidenziali del 2019, supera il primo turno di votazioni, in base ai risultati preliminari. Affiliato senza formazione politica, guida una campagna con mezzi molto limitati, ha una voce timbrata, un ritmo ascetico e si esprime in un arabo letterario (mentre i suoi avversari parlano spesso in dialetto); presenta un programma anticorruzione e denuncia il mancato rispetto delle leggi costituzionali. Il nucleo del suo elettorato sono i giovani laureati. Appassionato di arabo letterario, è soprannominato “Robocop” per le sue caratteristiche fisiche e il suo discorso monotono, legato ai suoi temi preferiti di campagna elettorale su diritto e giustizia. Parla anche in lingua francese, rilasciando anche diverse interviste in questa lingua durante la campagna.

Conduce il primo round con il 18,40%, davanti a Nabil Karoui (15,58%), uomo d’affari incarcerato. Nel mezzo tra i due round, Saïed riceve i supporti dei candidati Abdelfattah Mourou, Hechmi Hamdi, Moncef Marzouki, Lotfi Mraïhi, Seifeddine Makhlouf e Mohamed Abbou. Il 5 ottobre, ha annunciato che avrebbe smesso di fare una campagna per il secondo turno per rispettare le pari opportunità con il suo avversario Nabil Karoui, che era in prigione dalla fine di agosto, e quindi aveva fatto campagna attraverso sua moglie. Ha partecipato l’11 ottobre a un dibattito televisivo contro il suo avversario rilasciato pochi giorni prima del secondo turno.

Kaïs Saïed ha ampiamente vinto nel secondo turno di votazioni, il che è confermato dai risultati preliminari: ottiene infatti il 72,71% dei voti contro il 27,29% del suo avversario.

Il 23 ottobre 2019 entra in carica come nuovo presidente[3].