venerdì, Ottobre 22, 2021
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Parliamo di Didattica con Rosanna Galdi: l’intervista

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Parliamo di Didattica con Rosanna Galdi: l’intervista

Lockdown per il settore istruzione nel periodo autunnale: ne parliamo con un esperto di didattica che di mestiere si occupa anche di management e di comunicazione: Rosanna Galdi. Vincitrice di una Borsa di Studio all’Università di Bari dopo la Laurea in Lettere Moderne, si è specializzata in pedagogia musicale e management. Nel 2015 vince una selezione pubblica alla quale partecipano più di 1700 candidati ed entra a far parte del Cda del Conservatorio Statale di Musica “G.B. Pergolesi” di Fermo.

Durante il periodo della pandemia ha lavorato con successo in una delle scuole più grandi di Firenze: l’istituto onnicomprensivo “Beato Angelico”. 1400 allievi, 42 insegnanti. La Dott.ssa Galdi ha una lunghissima esperienza didattica e pedagogica, ed è la fondatrice e la direttrice di un’associazione culturale  no profit che ha divulgato a partire dal 2008, senza la benché minima spesa di un euro pubblico, i “Laboratori di Propedeutica Musicale per bambini dai 0 ai 10 anni”. Chi non si ricorda la rassegna che ha messo in moto il Teatro di Capodarco? “Vieni a conoscere uno strumento musicale”.

I “Laboratori di Propedeutica Musicale per bambini dai 0 ai 10 anni” sono un’esperienza strutturata, meditata e sviluppata nell’arco di un lungo lavoro di studio e di ricerca durato oltre 20 anni. Lavoro che è sintetizzato in uno studio che sta per essere presentato in America.

Parliamo di didattica Dott.ssa Galdi e di modalità di insegnamento durante questo triste periodo di lockdown. Qual è la differenza principale fra didattica in presenza e didattica attraverso DAD. Ce lo può illustrare brevemente e ci può dare il suo punto di vista?

Certo. L’anno passato è stato un anno durissimo per tutti. Famiglie, allievi, personale scolastico e docenti. La didattica a distanza avvantaggia solo le relazioni cognitive degli alunni, non le relazioni emotive. Resta escluso questo aspetto importantissimo per la crescita di un adolescente. Le restrizioni nella mia materia, educazione musicale, non hanno permesso a me e a tutta la mia categoria di programmare come avrebbero voluto. Non si poteva cantare o suonare liberamente. Un grosso oltraggio alla libertà d’insegnamento, alla libertà individuale. Non pienamente giustificato e trasparente da un punto di vista medico-scientifico.

E quest’anno?

Quest’anno si preannuncia problematico come il 2020. Tant’è che chi ha potuto è andato in pensione. Anche anticipata.

Purtroppo le cattedre vacanti sono ancora molte. Vedo però che la segreteria del Ministro Bianchi si sta impegnando molto. L’impegno va sempre riconosciuto. Parimenti la segreteria del Sottosegretario Sasso. Vedo delle persone disponibilissime ed efficienti. Così come dev’essere la pubblica amministrazione.

Com’è stata la sua esperienza di insegnamento a Firenze?

Un’esperienza bellissima, mi ha arricchito molto. Ho avuto un grave lutto in famiglia: è morto uno dei miei fratelli per una disgrazia nel 2020. Eravamo legatissimi, quasi gemelli. Ho sofferto molto. Per me, allontanarmi dal dolore che provavo quando mi è arrivata la nomina, alla fine di settembre, ha avuto dei grandi benefici. Lavorando tutto il giorno, il mio dolore si è alleviato. Mi sono trasferita a Firenze in meno di 12 ore.

E poi….cos’è successo?

Dopo quasi 5 mesi intensi di lezione, un giorno vengo chiamata in Presidenza e al cospetto del Direttore amministrativo e di un impiegato, mi hanno comunicato il licenziamento. In tronco. Perché secondo loro, mancava un titolo. L’abilitazione all’insegnamento. Gli altri titoli erano tutti in ordine.

Tuttavia so che i miei titoli li avevano controllati ad ottobre, quando ho sottoscritto il contratto.

Mi è dispiaciuto immensamente lasciare quella scuola senza dare a nessuno delle spiegazioni. Volevo vederci chiaro, avevo bisogno di tempo per riflettere da buon capricorno. Mi sono sentita anche male nell’ufficio di Presidenza. Per contro, ho trovato un corpo docente preparato, collaborativo, cordiale. Dei colleghi davvero preparati. Sotto ogni punto di vista.

E adesso cosa succederà? Tornerà nella stessa scuola ad insegnare?

In effetti potrei….si devono esprimere 20 preferenze per ogni graduatoria. 20 scuole. Sto aspettando che il MIUR faccia chiarezza sull’intera vicenda. Mi sono nuovamente inserita in 1 fascia GPS con riserva, come prevede la legge. Allegando tutta la normativa.

Avevo chiesto di poter rimanere per poter portare a compimento i progetti avviati. C’è una modalità: la MAD. Non mi è stato consentito di fare domanda. Dicendomi espressamente che non si poteva fare niente, era inutile ormai….dovevo tornarmene a casa.

Sa….in periodo di Covid rimanere senza lavoro è ancor più drammatico.

Come ha tirato avanti?

Con l’aiuto della mia famiglia. Avevo dei risparmi da parte. E con il sussidio di disoccupazione.

Parliamo di cose belle. Circola il suo nome come nuovo Direttore generale AFAM e Università. La prima donna a capo di una Direzione molto importante. Come stanno in realtà le cose?

Sono molto scaramantica. In questo momento il Ministro Messa sta esaminando la mia candidatura. Ho presentato due lettere di presentazione prestigiose. Sono molto motivata.

Tra l’altro, credo che sia l’onestà a dover fare la differenza. Il settore AFAM e Università è importantissimo. Parliamo di formazione superiore. L’istruzione è fondamentale, parte tutto da lì. E, per quanto mi riguarda, mi sono messa in gioco per contribuire a fare in modo che la lotta per la legalità sia il punto cardine del sistema.

A tutti gli studenti, italiani e stranieri, va garantito ad ogni modo, un eccellente servizio. Le tasse scolastiche le pagano per questo motivo. Per noi all’estero avere una buona Università e sistema AFAM efficienti significa una pubblicità buona, prestigiosa. Le famiglie pagano tasse molto alte, per avere dei servizi. E’ una carriera difficile la nostra. I docenti non devono lavorare sotto vessazioni, minacce, aggressioni anche fisiche. Da noi si entra perché hai talento, non perché, eventualmente, paghi una tangente. Il lavoro è importante per tutti. Tutti devono avere la possibilità di lavorare bene. E la libertà intellettuale e d’insegnamento è importante e va rispettata.

I docenti di Fermo credevano molto nelle mie capacità. La GdF è entrata un mesetto fa negli uffici. Mi hanno immediatamente chiamato. E per quello che so io, la GdF ha già effettuato delle perquisizioni in un’abitazione privata. Non ci speravamo più. La lotta per la legalità alla fine ha dato i suoi buoni frutti. Da soli, non si va da nessuna parte. E’ stata durissima.

Mi fa piacere che a distanza di anni il rapporto fiduciario con gli studenti e i docenti della sede di Fermo, sia  intatto. Secondo la legge italiana non si può demansionare, trasferire o licenziare chi segnala degli illeciti. Sono stata addirittura costretta a non andare più in sede negli ultimi anni.

Ad ogni modo si può sbagliare, si può sempre rimediare…..difendo tutti i miei docenti.

In che rapporti è con la Magistratura italiana?

Eccellenti direi…..ho un rapporto estremamente amichevole con la maggior parte dei Giudici e i Procuratori. Ricordo con sincera stima l’operato del Giudice Molfese a Fermo e del Giudice Mensitieri, amante della cultura e del canto lirico a Pesaro. Il Procuratore Iannella è una persona elegante, molto competente e un gran lavoratore. La Procura di Fermo ha acquistato autorevolezza con la sua nomina. Gratteri in Calabria un uomo coraggioso, non ha paura di niente. Un mito.

Torniamo alla didattica. Quali sono i progetti ai quali stava lavorando a Firenze?

Ho protocollato il mio progetto di propedeutica musicale per i bambini fino ai 10 anni per le scuole elementari e l’asilo alla Beato Angelico. E stavamo lavorando alla Giornata della Memoria con la Prof.ssa Barbetti. Senza’altro svilupperò il progetto per la Giornata della Memoria a Firenze. La Comunità ebraica si è dimostrata molto disponibile. Sono esperienze molto formative per gli studenti. La musica li porta a sviluppare il loro senso logico. A “sentirsi”. Sviluppa le loro capacità cognitive. Altri progetti stavano nascendo. Ci siamo divertiti tanto con la bodypercussion! Gli allievi mi hanno trasmesso una carica e un’energia bellissime. Mi sono mancati molto in questi mesi. Si era creato un rapporto fiduciario. Sono adolescenti molto talentuosi. Bisogna solo trovare la giusta chiave di comunicazione con loro. La chiave che ti fa entrare nel loro mondo.

Com’è Firenze durante la pandemia?

Bellissima. Il silenzio esalta ancora di più la bellezza architettonica di questa città che è la seconda per importanza artistica dopo Roma. Amo molto Firenze e i toscani in generale. Avevo un compagno fiorentino, per un certo periodo ho anche pensato di viverci stabilmente. Poi mi mancano irrimediabilmente le Marche, dove sono cresciuta, il mare….e torno a casa di corsa! (ride)

A quali progetti sta lavorando con la sua associazione no profit attualmente?

Ho programmato i festeggiamenti per il decennale. Vediamo l’andamento della pandemia. E’ tutto pronto.

E i suoi studi in America?

(Ride) Verranno pubblicati presto. Nature sembra molto interessata alla pubblicazione. Stiamo organizzando una videoconferenza con Londra. E naturalmente l’America. Sono ricerche e studi durati oltre 20 anni….

Cosa pensa di questi adolescenti?

Il mio lavoro mira a fare acquisire loro la capacità logica. In maniera piacevole, attraverso la musica. Abbiamo affrontato tanti argomenti. Sono una gioventù bellissima. Piena di positività, di sogni. Il loro gap è dovuto alle scarsa qualità delle riforme scolastiche degli ultimi anni, scarsa qualità che non gli permette di fare A=B=C e dunque A=C, come avevamo la possibilità di fare noi.

Pensi solo alla Riforma Gelmini. Ha addirittura abolito la storia dalla scuola! Nell’adolescenza il concetto del gruppo è forte, soprattutto da un punto di vista sociale. E questo fa sì che i ragazzi, confrontandosi, crescano. Si arricchiscono di esperienze positive. E alle scuole medie questo scambio comincia a diventare importante. Si lavora molto per imitazione. Per questo è importante farli lavorare in gruppi equilibrati. Alla scuola pubblica tutti devono acquisire delle competenze. Non solo i più bravi!

E’ vero che i ragazzi in segno di rispetto, quando entra lei in classe, si alzano in piedi?

E’ vero. I patti sono stati chiari fin da subito con loro. Massimo rispetto, ci divertiamo con argomenti belli, piacevoli, ma si lavora. Anche in tempi di emergenza. I più bravi….studiano sempre. Da quello che mi hanno detto i miei colleghi hanno superato gli esami di terza media tutti molto bene. E mi fa piacere pensare che anche il mio input li ha aiutati.

Mi hanno fatto emozionare tante volte. Sono spontanei. Una classe ha addirittura scritto sulla lavagna una frase bellissima, con tutti cuori e mi ha pregato di non abbandonarli. Si crea un legame fortissimo fra il docente e il discente. Percepivano che sono stata sempre dalla loro parte. Il rispetto  reciproco è alla base di tutti i rapporti. Mi hanno parlato di argomenti importanti, difficili come  le elezioni americane. Non ero pronta alla loro apertura mentale, data la giovane età. Da formatrice sono stata sbalordita delle loro capacità di apprendimento.

Sono molto, ma molto talentuosi. Ad un certo punto però non riuscivamo più a lavorare bene con le classi. Un calo d’attenzione notevole. Io e tutti i miei colleghi eravamo preoccupati. Questo calo dell’attenzione era dovuto, secondo me, a questa situazione emergenziale. Alla paura costante di morire e di ammalarsi. La prima lezione feci fare dei temi, con lo scopo di tastare le classi, anche per programmare il lavoro. Non si possono divulgare messaggi di paura così deleteri. Gli adolescenti hanno bisogno di vivere la loro età, la loro spensieratezza. Non possono stare rintanati a casa tutto il giorno. Con la museruola per 6 ore a scuola. Le restrizioni sono un danno enorme alla loro crescita.

Non si lavora bene con la paura. I docenti che hanno lavorato di questo periodo nelle scuole, di ogni ordine e grado, sono dei veri e propri eroi. Il contatto prevalente è il loro con la classe. Non viceversa. All’inizio non eravamo neanche ben tutelati. Speriamo in un anno migliore. La pandemia dovrebbe terminare nel 2025 dalle mie informazioni. Abbiamo tutto il tempo di organizzarci.

Come farà ad organizzare il lavoro, qualora diventasse il nuovo Direttore generale AFAM e Università?

Penso all’enorme potenzialità del lavoro da remoto. Costituirò il mio staff, operativo 24H/24H. Necessariamente aprirò due sedi di rappresentanza. Di cui una sicuramente a Firenze, per agevolare i docenti che non sono mai stati ricevuti e ascoltati. Il traffico di Roma è troppo congestionato. Mi sposterò io negli uffici Ministeriali di Roma. E mi sposterò io di sede in sede in tutta Italia……ho in mente già 3-4 punti chiave della Riforma AFAM e non vedo l’ora di confrontarmi con tutto il personale compreso il Ministro, per poterli sviluppare. Questa legge 205 permetterà l’assunzione di nuovo personale, che da anni voleva entrare stabilmente nell’AFAM. Una vera e propria boccata di aria nuova per tutto il settore.

E per l’Università? 

Il livello dell’Università italiana è molto alto. Devo ancora rendermi conto delle priorità. Mentre per il settore AFAM il quadro è piuttosto chiaro, per l’Università ci sarà bisogno di maggior confronto. Le risorse non mancheranno sicuramente. Ad ogni modo prevedo la distribuzione di fondi ministeriali alle Università più virtuose. Mi sono piaciuti molto in questi anni i Rettori di Camerino e Macerata. Che ho incontrato a dei convegni. Hanno bisogno di sostegno in quelle zone. Il terremoto ha distrutto tutta l’economia.

La sua candidatura a sindaco di Porto San Giorgio è ufficiale?

Sì. Sto già formando le liste. Credo molto nell’attivismo politico civico. Ad un certo punto…..il richiamo del sangue è stato troppo forte. Fermo libera nel 2001 portò al centrodestra quel risultato necessario, il 25% dei voti per vincere le elezioni amministrative. Un risultato mai più ottenuto. Lo stesso anno Deputato, Senatore, e sindaco della città di Fermo al centrodestra. Io vengo da quell’esperienza. Mi interessava che le cose cambiassero. L’amministrazione uscente aveva ridotto un colabrodo il Teatro dell’Aquila. Quando mi chiamarono per partecipare ero appena rientrata dalla Francia. Ero già un esperto. Avevo appena vinto una borsa di studio prestigiosa. Mi sembrò doveroso partecipare. Fu una gran bella battaglia.

E Porto San Giorgio?

Le mie liste per le amministrative a Porto San Giorgio saranno formate da cittadini perbene che vogliono bene al proprio paese e si spendono disinteressatamente per la crescita del territorio.

Sto creando un ponte turistico commerciale che collega la Toscana alle Marche. Per rilanciare le economie del territorio. Vince la squadra. Non ho mai creduto agli uomini o le donne unici al comando.

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