giovedì, Ottobre 21, 2021
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Anticipazioni per i Grandi Sceneggiati TV con Nando Gazzolo del 16 agosto alle 15.45 su RAI 5: “Sherlock Holmes – L’ultimo dei Baskerville – Terza parte”

l'ultimo dei baskerville

Anticipazioni per i Grandi Sceneggiati TV con Nando Gazzolo del 16 agosto alle 15.45 su RAI 5: “Sherlock Holmes – L’ultimo dei Baskerville – Terza parte

Sherlock Holmes - Lo sceneggiato - S2E3 - L'ultimo dei Baskerville - Video  - RaiPlay

Per i Grandi Sceneggiati in TV con Nando Gazzolo in onda oggi lunedì 16 agosto alle 15.45 su Rai 5 “Sherlock Holmes – L’ultimo dei Baskerville parte 3″ con la regia di Guglielmo Morandi e la interpretazione anche di Gianni Bonagura nella versione andata in onda nel 1968 sulla Rai.

Sherlock Holmes è una miniserie televisiva italiana del 1968, composta da due episodi di tre puntate ciascuno: La valle della paura e L’ultimo dei Baskerville. La serie fu diretta da Guglielmo Morandi e interpretata da Nando Gazzolo nel ruolo di Sherlock Holmes e Gianni Bonagura in quello del Dottor Watson.[1]

L’ultimo dei Baskerville

Regia: Guglielmo Morandi
Sceneggiatura: Edoardo Anton dal romanzoIl mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle
Interpreti: Nando Gazzolo (Sherlock Holmes), Gianni Bonagura (Dottor Watson), Leonardo Severini (Ames), Cesarina Gheraldi (Mrs. Allen), Anna Miserocchi (Ivy Douglas), Mario Erpichini (Cecil Baker), Francesco Paolo D’Amato (Jack McDonald), Antonietta Lambroni (Mrs. Clarke), Francesco Sormano (Ispettore McDonald), Enrico Ostermann (Ispettore Mason), Giuseppe Mancini (Jackson), Mario Laurentino (Sergente Wood), Ernesto Colli (Turner)

Trama

Sherlock Holmes riceve una richiesta di aiuto da parte di sir Charles Baskerville, che teme di essere ucciso, ma pochi giorni dopo il nobiluomo viene trovato morto, apparentemente per cause naturali. Non credendo a una coincidenza, il detective, accompagnato dal fido Watson, parte per la tenuta constatando che l’uomo è morto in circostanze misteriose che coinvolgono una leggenda di famiglia vecchia di secoli e un fantomatico cane demoniaco. Fingendo di lasciare il solo Watson in aiuto dell’erede Henry Baskerville, nipote della vittima, Holmes conduce l’indagine mettendo poi insieme i suoi risultati con quelli del fidato amico. Alla fine individuerà il colpevole in John Stapleton, un vicino in realtà discendente dei Baskerville che, conoscendo la malattia di cuore di sir Charles, gli ha scatenato contro un vero grosso cane provocandone la morte per attacco cardiaco e attuando poi lo stesso piano contro il nipote allo scopo di diventare l’erede della proprietà. Salvato sir Henry per un soffio, Holmes e Watson inseguono Stapleton ma l’assassino commette l’errore fatale di entrare nella palude della brughiera in piena notte non emergendone più. Il duo non potrà far altro che rassegnarsi alla dipartita ormai certa del colpevole.

Il mastino dei Baskerville (The Hound Of The Baskervilles) è il terzo romanzo di Arthur Conan Doyle ad avere per protagonista il detectiveSherlock Holmes. Cedendo alle pressanti richieste dei lettori e dell’editore, Doyle resuscitò con questo romanzo la sua creatura letteraria, che aveva “ucciso” nel racconto L’ultima avventura. Il romanzo venne originariamente pubblicato a puntate sulla rivista The Strand Magazine dall’agosto 1901 all’aprile 1902.[2] In questa prima edizione Doyle volle inserire una nota a piè di pagina, dove ringraziava l’amico Bertram Fletcher Robinson per avergli fornito spunti importanti sia per la stesura del soggetto sia per l’ambientazione della trama.

Trama

Il signor James Mortimer chiede a Sherlock Holmes e a John Watson di indagare sulla recente morte del suo caro amico Sir Charles Baskerville. L’uomo è stato trovato senza vita nel parco della sua proprietà, situata nel mezzo della selvaggia brughiera di Dartmoor, nel Devon. Secondo la polizia e il medico legale, il decesso è da imputare ad un infarto, tuttavia Mortimer è rimasto profondamente turbato dall’espressione di puro terrore dipinta sul volto dell’amico e da una serie di impronte trovate nel terreno bagnato vicino al cadavere, come orme lasciate da un cane gigantesco. Mortimer è convinto che Sir Charles sia stato aggredito da un cane demoniaco che, secondo una vecchia leggenda, perseguita da secoli gli eredi maschi della famiglia Baskerville, conducendoli ad una fine prematura e violenta.

Mortimer teme per la vita di Sir Henry, ultimo membro vivente dei Baskerville, appena giunto a Londra dal Canada per reclamare la sua eredità. Pur scettico circa la veridicità del racconto ascoltato, Holmes accetta di incontrare Sir Henry e scopre con piacere che si tratta di un giovane sensato e per nulla impressionabile. Tuttavia l’uomo ha appena ricevuto un’anonima minaccia di morte e, poco dopo il loro incontro, Holmes e Watson sventano un attentato alla sua vita. Questi due episodi, più una terza insolita circostanza, convincono Holmes ad occuparsi del caso, ma impegni precedenti lo inducono ad affidare l’indagine al dottor Watson, che accompagna Mortimer e Sir Henry a Dartmoor.

Mentre veglia sulla vita di Sir Henry, Watson cerca pazientemente di raccogliere tutti i possibili indizi e l’indagine lo porta ad esplorare i dintorni di Baskerville Hall, per scoprire chi tra gli abitanti del vicinato poteva avere motivi di rancore verso la vittima. Con il passare dei giorni tuttavia, misteriose apparizioni, lugubri ululati e lo spettrale paesaggio delle alture punteggiate dai Tor e del terribile acquitrino conosciuto come Grimpen Mire, dove basta un passo falso per affondare inesorabilmente nelle sabbie mobili, inducono il dottor Watson a trovare assai più credibile l’idea che un qualche mostro possa infestare la brughiera.

Sarà Sherlock Holmes, entrando in scena nel momento meno atteso, a trovare il nesso tra gli indizi raccolti dal fedele Watson e a svelare il mistero, non prima però che il cane infernale abbia ucciso per la seconda volta.