lunedì, Settembre 20, 2021
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Anticipazioni per “Il lago dei cigni” di Čajkovskij del 10 settembre alle 10 su Rai 5: dal Teatro Nuovo di Spoleto

il lago dei cigni

Anticipazioni per “Il lago dei cigni” di Čajkovskij del 10 settembre alle 10 su Rai 5: les Ballets Trockadero de Monte Carlo dal Teatro Nuovo di Spoleto

Don Giovanni" di Mozart del 2 giugno RAI 5: dal Teatro Nuovo di Spoleto

Il ciclo dedicato al Festival dei Due Mondi di Spoleto si conclude oggi venerdì 10 settembre alle 10 su Rai 5 con la compagnia “en travesti” Les Ballets Trockadero de Monte Carlo. In programma “Il Lago dei cigni” di Čajkovskij, “Acque di Primavera” di Rachmaninov, “Pas de quatre” di Pugni, “Morte del Cigno” di Saint-Saëns, e “Sì Virginia” di Chopin. Regia tv di Fernanda Turvani.

Il lago dei cigni è uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bol’šoj di Mosca il 20 febbraio 1877, con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger.

Il libretto di Vladimir Petrovic Begičev, direttore dei teatri imperiali di Mosca insieme al ballerino Vasil Fedorovič Geltzer, è basato su un’antica fiaba tedesca, Der geraubte Schleier (“Il velo rubato”), seguendo il racconto di Johann Karl August Musäus.

Primo dei tre balletti di Čajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876. Viene rappresentato in quattro atti e quattro scene. Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, la maggior parte delle compagnie di danza basa l’allestimento, sia dal punto di vista coreografico che musicale, sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San PietroburgoRussia.

In occasione di questo revival, la musica di Čajkovskij venne rivisitata dal maestro di cappella dei Teatri Imperiali, Riccardo Drigo.

Storia del balletto

La prima esecuzione assoluta fu accolta tiepidamente a causa di molteplici problemi: l’orchestra e il direttore, un semidilettante, lamentavano le difficoltà di una partitura “complicata” e diversa dalla consuetudine. Lo stesso avvenne da parte dei danzatori avvezzi a standard meno impegnativi. Pure l’allestimento scenico fu debole e assemblaggio di precedenti spettacoli; la coreografia di Reisinger fu banale e insignificante.[1] Ad aumentare la dose le due prime protagoniste, che si alternarono nella successione delle recite, avevano doti coreutiche minori o si trovavano in età tecnicamente avanzata. Le critiche del tempo banalizzavano l’esito coreografico: “un’ammirevole abilità [del coreografo, ndr] nell’arrangiamento degli esercizi ginnici”; la Gazzetta Teatrale del 22 febbraio 1877 ammetteva “qualche momento riuscito” ma affermava che “in generale la musica è piuttosto monotona, noiosa… interessante probabilmente solo per i musicisti”.[2]Un bozzetto di S. Sudekin, 1911, per “Il lago dei Cigni”

Il punto della situazione e la verità dei fatti è rintracciabile nelle memorie (1896) di un critico quotato amico del compositore, Nikolaj Dmitrievič Kaškin:

«Il Lago dei Cigni ebbe successo, non grande ma certamente lo ebbe, e continuò ad essere eseguito per molti anni fino a quando il decorativismo fu completamente sorpassato per non essere più riportato in auge. Non solo se ne minimizzò questo elemento; la musica soffrì sempre più, fino a quando circa un terzo di essa venne sostituita da musica di altri balletti, non necessariamente buoni”»
(riportato da Warrack, p. 22)

Ol’ga Iosifovna Preobraženskaja nel ruolo di Odette (1895)

Dopo la morte del compositore, nel 1895, il balletto passò nelle mani di Marius Petipa, coreografo che si era distinto egregiamente anche nell’altra opera di Pëtr Il’ič Čajkovskij (La bella addormentata), e in quelle di Lev Ivanov.

Il 15 gennaio 1895, ebbe luogo il primo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Petipa curò il primo e il terzo atto, mentre Ivanov curò gli atti bianchi, il secondo e il quarto. Inoltre vennero apportate anche modifiche alla sequenza dei numeri e furono aggiunti brani del musicista trascritti dal compositore italiano (e direttore d’orchestra in tale occasione) Riccardo Drigo[3]. Questa volta fu un successo e Il lago dei cigni entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita, e col tempo in quello internazionale, divenendo una pietra miliare del balletto classico.

La musica

L’orchestra de Il Lago dei Cigni è composta da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due cornette, due trombe, tre tromboni, una basso tuba, una serie di timpanitriangolotamburellonacchererullantepiattigrancassagongxilofonoarpa e archi.

A causa delle varie interpolazioni, tagli, manomissioni che la musica subì prima e dopo la morte dell’autore, il balletto presenta molte incognite musicali e drammaturgiche. La posizione dei vari brani (come il Passo a due, che oggi vediamo nel III atto, detto “del cigno nero”) e “numeri” della partitura (ossia la stessa struttura del balletto in sede rappresentativa), è tuttora argomento di dibattito[4]. Non marginale poi lo svolgimento narrativo, in particolar modo riguardo alla conclusione del balletto, ove ebbe a suo tempo un ruolo determinante, al fine di una variante “positiva”, il fratello del musicista, Modest, dopo la scomparsa di Čajkovskij. In una lettera a Hermann Laroche del 1894 disse: «È fatto talmente male [il libretto] che ho dovuto cambiare l’intero testo», come ricorda Thomas Kohlhase[5].

Struttura del balletto

Atto I

Introduzione: Moderato assai – Allegro non troppo – Tempo INo. 1 Scène: Allegro giustoNo. 2 Valse: Tempo di valseNo. 3 Scène: Allegro moderatoNo. 4 Pas de troisI. Intrada: AllegroII. Andante sostenutoIII. Allegro simplice – PrestoIV. ModeratoV. AllegroVI. Coda: Allegro vivaceNo. 5 Pas de deuxI. Tempo di valse ma non troppo vivo, quasi moderatoII. Andante – AllegroIII. Tempo di valseIV. Coda: Allegro molto vivaceNo. 6 Pas d’action: Andantino quasi moderato – AllegroNo. 7 SujetNo. 8 Danse des coupes: Tempo di polaccaNo. 9 Finale: Sujet: Andante

Atto II

No. 10 Scène: ModeratoNo. 11 Scène: Allegro moderato – Moderato – Allegro vivoNo. 12 Scène: Allegro – Moderato assai quasi andanteNo. 13 Danses des cygnesI. Tempo di valseII. Moderato assaiIII. Tempo di valseIV. Allegro moderatoV. Pas d’action: Andante – Andante non troppo – Tempo I – AllegroVI. Tempo di valseVII. Coda: Allegro vivoNo. 14 Scène: Moderato

Atto III

No. 15 Scène: Allegro giustoNo. 16 Danses du corps de ballet et des nains: Moderato assai – Allegro vivoNo. 17 La sortie des invités et la valse: Allegro – Tempo di valseNo. 18 Scène: Allegro – Allegro giustoNo. 19 Pas de six. Intrada: Moderato assaiVar. I. AllegroVar. II. Andante con motoVar. III. Moderato

Var. IV. AllegroVar. V. Moderato – Allegro simpliceCoda: Allegro moltoAppendix I. (19a) Pas de deux. Intrada: Moderato – AndanteVar. I. Allegro moderatoVar. II. AllegroCoda: Allegro molto vivaceNo. 20 Danse hongroise. Czardas: Moderato assai – Allegro moderato – VivaceAppendix II. (20a) Danse russe: Moderato – Andante simplice – Allegro vivo – PrestoNo. 21 Danse espagnole: Allegro non troppo (Tempo di bolero)No. 22 Danse napolitaine: Allegro moderato – Andantino quasi moderato – PrestoNo. 23 Mazurka: Tempo di mazurkaNo. 24 Scène: Allegro – Valse – Allegro vivo

Atto IV

No. 25 Entr’acte: ModeratoNo. 26 Scène: Allegro non troppoNo. 27 Danses des petits cygnes: ModeratoNo. 28 Scène: Allegro agitato – Molto meno mosso – Allegro vivaceNo. 29 Scène finale: Andante – Allegro agitato – Alla breve. Moderato e maestoso – Moderato“Il lago dei cigni” nella versione di Rudolf Nureyev

Trama

Odette

Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma, che rimpiazza la tradizionale ouverture. La melodia d’apertura è il primo tema del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe sui due amanti, a cui non potranno sottrarsi.

Il movimento agitato che appare simboleggia il sortilegio del mago su Odette e la sua trasformazione in cigno. In talune revisioni librettistiche e coreografiche, comunque non conformi all’originale, la breve scena viene rappresentata sul palcoscenico, come antefatto (ad esempio in Nicholas Beriozoff, Milano, 1964).

Atto I

In un giardino di fronte al palazzo reale, il principe Siegfried festeggia con i suoi amici il suo compleanno. Si avvicinano delle contadine per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Arriva la Regina Madre, che regala al figlio una balestra, dato che egli è molto amante della caccia, e lo esorta a trovarsi una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio. La festa continua con scherzi e balli del giullare di corte. Gli ospiti rientrano nel castello ed il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della “fanciulla cigno”.

Atto II

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio mago Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr’acte, divenne in seguito un tableau scenico. I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, stregato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d’action, la cui musica è tratta dall’opera giovanile Undine, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l’alba, e le fanciulle si ritrasformano in cigni.

Atto III

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti dalla Regina Madre e da Siegfried. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l’arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie a una magia del padre, ha assunto l’aspetto di Odette. L’intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume, che nel caso di Odile è nero. Ciascuna ragazza balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali. Con il suo fascino, Odile è riuscita a far innamorare Siegfried, che la presenta alla madre come sua futura sposa e regina. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’oscurità fra l’orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Atto IV

Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e sul lago, tornato tranquillo, appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.