lunedì, Ottobre 25, 2021
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Salvini e Meloni al contrattacco, abbraccio tricolore a Roma

salvini e meloni

Salvini e Meloni sotto attacco si abbracciano per la chiusura elettorale a Roma

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Dopo i martellanti attacchi mediatici abbattutisi negli ultimi giorni sui leader del centrodestra, miranti da una parte a mettere in difficoltà il leader della Lega Salvini per il caso Morisi e dall’altra a colpire la leader di Fratelli d’Italia Meloni per il caso Fidanza ed i suoi legami con il “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini, giunge un forte abbraccio fra i due in stile “l’unione fa la forza” in occasione della chiusura della campagna elettorale a Roma.

L’abbraccio tra Salvini e Meloni è intervenuto alla periferia di Roma durante il meeting a sostegno del candidato di Centrodestra,Michetti. Il gesto vuole buttare acqua sul fuoco delle polemiche giornalistiche dopo i presunti dissapori di ieri a Milano dove i due leader non si erano incontrati a causa di un ritardo aereo di Giorgia Meloni “

C’è affetto politico, siamo destinati a governare assieme” ha detto Salvini. “Mi aspetto meravigliose sorprese dal voto”.E Meloni: “Non stiamo insieme per interesse. Non come il Centrosinistra che occupa poltrone solo per evitareSalvini: la Lega blocca l’obbligo del vaccino

Salvini: grazie a noi no obbligo vaccinale

Il leader della Lega Matteo Salvini smentisce spaccature interne al movimento e nega recisamente che l’estensione del Green Pass a tutto il mondo del lavoro sia stata una sconfitta per il suo partito.

“La Lega è riuscita a evitare quello verso cui qualcuno voleva andare: l’obbligo vaccinale di massa. Siamo riusciti a ottenere che i tamponi non durassero solo due giorni,ma tre. Siamo riusciti a impegnare il governo ad avere tamponi rapidi salivari gratuiti o sottocosto per chi non può o non ritiene di vaccinarsi. Abbiamo scongiurato problemi nel trasporto pubblico”

Green pass: scatta l’obbligatorietà per dipendenti pubblici e privati

Una “condivisione sostanziale” dell’impianto del provvedimento di estensione dell’obbligo di Green pass è stata raggiunta nella cabina di regia a Palazzo Chigi. L’estensione scatterà, probabilmente dal 15 ottobreper tutti i lavoratori pubblici e privati.

La data sarà sul tavolo del prossimo Cdm di oggi, chiamato a confermarla. 

Tra le novità, la sospensione dal lavoro, e quindi dallo stipendio, dopo 5 giorni di accesso senza certificato. Per le farmacie verso l’obbligo di prezzi calmierati per i tamponi. Il governo inoltre chiede di estendere l’obbligo di Green pass anche a Quirinale, Consulta e Parlamento. Per il principio dell’autodichia, la norma non si può applicare automaticamente agli organi costituzionali che, in base al decreto, dovranno pronunciarsi entro il 15 ottobre. L’obbligo di certificato è esteso anche a chi opera nelle associazioni di volontariato.

 VERSO LE NUOVE MISURE
 

Estendere la validità dei tamponi a 72 ore e non più a 48. E’ quanto hanno chiesto le Regioni al governo nel corso della riunione sul decreto che allarga l’utilizzo del green pass, chiedendo che sia il Comitato tecnico scientifico ad esprimere un parere. Su questo, dice il rappresentante dell’Unione delle Province Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, “attendiamo la risposta del Cts che sarà sollecitato dal Ministro Speranza”.
Prevedere un ulteriore calmieramento dei prezzi dei tamponi ed estendere la validità del loro esito da 48 a 72 ore. E’ quanto avrebbe proposto al governo, secondo quanto si apprende da fonti delle Regioni, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga nel corso della riunione sul nuovo decreto che estende l’uso del green pass. L’obiettivo, avrebbe spiegato Fedriga, è quello di “ridurre le tensioni sociali e accompagnare i cittadini verso una scelta responsabile, quella di tutelare la loro stessa salute e quella della comunità, senza alimentare contrapposizioni frontali e scontri radicali”.

Le misure individuate oggi dovranno essere applicate anche agli organi costituzionali, includendo dunque il Quirinale e la Corte Costituzionale. L’obbligo di vaccinarsi, quindi, riguarderà anche le cariche elettive di Camera e Senato. E’ questo l’invito che il Governo ha rivolto a tutte quelle istituzioni che, per il principio dell’autodichia, godono di autonomia decisionale.
I capodelegazione presenti alla riunione con Draghi a Palazzo Chigi sono stati il ministro della Cultura Dario Franceschini per il Pd, il titolare del Mise Giancarlo Giorgetti per la Lega, il ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini per FI, la titolare per le Politiche Giovanili Elena Bonetti per Iv, il ministro della Salute Roberto Speranza per Leu. Per il M5S, assente Stefano Patuanelli impegnato al G20 sull’Agricoltura a Firenze, c’è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

L’obiettivo del Governo, comunque,  è quello di fare in fretta, per raggiungere entro un mese almeno la soglia ‘di sicurezza’ dell’80% di vaccinati. Perciò Mario Draghi decide di puntare sul certificato verde: “Funziona, è monitorato, è una soluzione accomodante”, dice ai sindacati, spiegando perché si è preferito imporre il Pass e – per ora – non l’obbligo di vaccinazione. E’ un “percorso che unifica”, sottolinea il premier.

   Dalla metà di ottobre, insomma, bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti. Per chi si presenta al lavoro senza, ci saranno sanzioni

   Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo una preoccupazione sindacale.  Cgil, Cisl e Uil e alcuni ministri avevano chiesto di rendere i tamponi gratuiti per tutti, ma la linea del governo ad ora resta contraria, perché il rischio sarebbe stato quello di disincentivare i vaccini. 

   I mal di pancia leghisti si erano riverberati nei voti parlamentari sui precedenti decreti Green pass. Ma difficilmente la Lega, che continua a chiedere la gratuità dei tamponi, si smarcherà. Giancarlo Giorgetti, che con Renato Brunetta, Roberto Speranza e Andrea Orlando affianca Draghi al tavolo con i sindacati, ha già espresso pubblicamente il suo favore alla misura, che piace anche ai governatori del Nord.

  Ad oggi, secondo dati del Governo, 13,9 milioni di lavoratori ha già il Green pass, 4,1 milioni ancora non lo ha: l’obbligo riguarderebbe in totale, quindi, circa 18 milioni di persone.

   Secondo i dati del commissario Figliuolo, inoltre, saremmo vicini alla “immunità sociale”: accelerare ora sul Pass nei luoghi di lavoro, serve ad avvicinarsi in 3 o 4 settimane a un “punto di sicurezza”, entro la metà di ottobre arrivare alla vaccinazione completa di 44 milioni di persone, l’81,7% della platea. A Palazzo Chigi i segretari di Cgil e Uil Maurizio Landini e Angelo Colombini della Cisl avevano reiterato la richiesta di obbligo vaccinale, ma è una via che il governo per ora sceglie di non percorrere. 

   “Solo immunizzando la stragrande maggioranza della popolazione possiamo contenere i contagi”, dice Mariastella Gelmini.

   Al termine della riunione della cabina di regia Salvini osserva: “Usare il green pass per garantire le riaperture e il lavoro va bene. Imporlo, però, e su questo abbiamo presentato un emendamento, alle mamme che vanno a portare il figlio al nido o alla scuola materna e se non ce l’hanno non possono andare a prendere il figlio di due anni, mi sembra veramente qualcosa di assolutamente assurdo. Occorrono equilibrio e buon senso”. “I parlamentari della Lega stanno battagliando perché il diritto al lavoro e quello alla salute, così come il diritto alla scuola, sono fondamentali”.

“Draghi? Sul Green pass sono d’accordo con la Merkel. Lui d’accordo con Macron, io con tutto il resto dell’Europa e del mondo”. Lo afferma il Presidente di FdI, Giorgia Meloni, all'”Aria che tira”, su La7.

   “Il Green pass è uno strumento utile adesso per completare la campagna vaccinale e mettere in sicurezza il Paese. Però dobbiamo garantire assolutamente il diritto al lavoro che è di pari rilievo costituzionale”, dice il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti ad Assisi. “Adesso vedremo la proposta legislativa che verrà portata – ha detto Conte – ma noi riteniamo che debba da un lato essere diffuso l’utilizzo del Green pas per rendere sicuri i posti di lavoro e dall’altro bisogna però assicurare che ci sia il diritto alla conservazione del posto di lavoro”. (ANSA)

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