mercoledì, Ottobre 20, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Testimoni di Geova in Russia. Condanne e prigione anche a Togliatti

Testimoni di Geova in Russia. Condanne e prigione anche a Togliatti

Quando nel 1936 fu approvata la nuova Costituzione Sovietica – in vigore fino al 1977 – Palmiro Togliatti, segretario del partito Comunista Italiano, decantò più volte di fronte all’Assemblea Costituente la Carta voluta da Stalin come esempio di buona legislazione italiana. Fra i diritti civili la divisione assoluta tra Stato e Chiesa, la libertà di culto religioso – anche se esercitata strettamente a livello personale e privato- consentito nelle chiese autorizzate e nelle case e di propaganda antireligiosa (art. 124), di parola, di stampa, di riunione e, entro certi limiti, di associazione (art. 125). L’articolo sulla libertà religiosa, che permise alle elezioni del 1937 l’ammissione di candidati comunisti espressamente credenti, fu voluto da Stalin in contrapposizione a gran parte della dirigenza del PCUS, che voleva invece proibire il culto e la libertà religiosa.

Per Togliatti alcuni principi erano replicabili anche nella Costituzione Italiana, specialmente per ciò che riguardava la divisione tra Stato e Chiesa.

Il forte legame tra Togliatti e l’Unione Sovietica non si estinse con la sua morte, visto che il 28 agosto 1964  la città di Stavropol’-na-Volge (in russo: Ста́врополь-на-Волге?, lett. “Città della croce sul Volga”) di oltre 700.000 abitanti assunse la denominazione di Togliatti in onore di Palmiro Togliatti, morto una settimana prima a Yalta. Nel dicembre 1996 si svolse un referendum comunale riguardante il ripristino della denominazione originale. Il referendum, anche se non vincolante (per un’affluenza al voto di solo il 48,6% degli elettori), vide l’82% favorevole a conservare il nome di Togliatti

Anche a Togliatti, come in tutte le regioni della Federazione Russa, la libertà religiosa non è contemplata. E stiamo parlando del 2021 e non dell’epoca sovietica. Lo dimostra il caso di numerosi Testimoni di Geova locali arrestati con l’accusa di aver violato l’articolo del codice penale 282.2 della Federazione Russa riguardante le attività estremistiche. E’ il caso di Alexander Ivshin di 64 anni. Secondo le indagini il pensionato avrebbe organizzato servizi nella vicina città di Abinsk tramite videocomunicazione, cantando congiuntamente con altri. Per questo è stato accusato dalle autorità. Dopo perquisizioni e interrogatori in quarantena a causa del COVID-19 la famiglia ha dovuto affrontare difficoltà nel risolvere problemi medici e domestici. “Mi sento umiliato, ha affermato Alexander – sempre in attesa di qualcosa di brutto”. Il tribunale ha sequestrato l’auto di Alexander, ritenendo che fosse necessaria per garantire l’esecuzione di un’eventuale sentenza. Parenti e amici sono preoccupati per la coppia sposata. Sono rimasti scioccati dal fatto che Alexander sia stato condannato a 7,5 anni di carcere, nonostante la sua età e il suo stato di salute. In attesa di un appello contro il verdetto, il credente ha visitato cinque centri di custodia cautelare compreso il carcere di Togliatti. In un mese e mezzo e si è ammalato gravemente. Il 15 aprile 2021 un appello a Krasnodar ha confermato il verdetto.

Sono numerosi i casi di presunte accuse, trasformatesi in custodia cautelare, che il pubblico ministero chiede sempre di prorogare. Di solito il giudice accetta la richiesta e lascia in prigione gli accusati che sono donne, giovani e persone anziane, alcune gravemente malate, che peggiorano il loro stato di salute in carcere e rischiano la stessa sopravvivenza. Ciò avviene non solo a Togliatti, ma in decine di altre città sparse, fino a questo momento in 68 regioni della Federazione Russa.

Numerose autorità e governi stranieri hanno condannato la repressione nei confronti dei Testimoni di Geova.

Tornando a Stalin e compagni, chiaramente la Costituzione del 1936 fu disattesa nella pratica, tanto che proprio 70 anni fa, in barba alla prevista libertà religiosa, il regime comunista intraprese una deportazione di massa verso i Testimoni di Geova. Fu la più grande deportazione di membri di un singolo gruppo religioso nella storia dell’URSS. Un totale di 9.793 testimoni di Geova e le loro famiglie furono esiliati in Siberia. La decisione approvata di persona da Joseph Stalin. L’eco dell’operazione si fa sentire anche 70 anni dopo nel contesto del moderno procedimento penale contro i Testimoni di Geova in Russia.Tragici corsi e ricorsi storici.

Oggi i Testimoni di Geova continuano a essere perseguitati nonostante l’attuale Costituzione Russa all’Articolo 28 reciti così: “A ciascuno è garantita la libertà di coscienza, la libertà di professione religiosa, compreso il diritto di professare individualmente od in comune con altri qualsiasi religione o di non professarne alcuna, di scegliere liberamente, di avere e di diffondere convinzioni religiose ed altre e di agire in conformità con esse”.

Negli stessi anni di repressione sovietica – anni ‘50 e ‘60-  in Italia l’Unità, organo del Partito Comunista italiano, il cui segretario era proprio Palmiro Togliatti, stigmatizzava il comportamento di fanatici religiosi cattolici che aggredivano verbalmente e fisicamente i Testimoni di Geova che organizzavano riunioni, definendolo specificamente “disgustosa persecuzione religiosa”. Questo nonostante la neutralità politica della confessione religiosa. (Il prezzo delle diversità, pagg. 142-144, Paolo Piccioli).

E se in Italia e in altri Paesi la libertà di professare la propria religione – tra i fondamenti di tutte le altre libertà – in modo organizzato è consentita a tutti, pochi avrebbero immaginato che in Russia si sarebbe verificato un funesto ritorno al passato, nei confronti di minoranze religiose presenti, tra l’altro, da più di un secolo nel territorio russo. Quando la storia si ripete due volte è tragedia e poi farsa, diceva Marx. Per centinaia di fedeli Testimoni di Geova e di altre minoranze vessate, al di là della commedia, la storia assume principalmente i connotati di un’angosciante, violenta e anacronistica replica.

Roberto Guidotti

Nella foto la città di Togliatti. Da Wikipedia

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione scrive senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è la Associazione culturale “La Nuova Italia” che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net