mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 23 ottobre alle 00.20 su Rai 3: “Delitto sul Po”

un giorno in pretura

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 23 ottobre alle 00.20 su Rai 3: “Delitto sul Po”

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Su Rai3 a Un giorno in Pretura con Roberta Petrelluzzi

Lavdije Kruja, detta Dea, badante albanese di 41 anni, era in procinto di prendere la nazionalità italiana quando scomparve la mattina del 30 maggio del 2016 da San Colombano al Lambro, in provincia di Pavia. Il suo caso verrà ricostruito da “Un giorno in Pretura”, sabato 23 ottobre a mezzanotte e venti su Rai3.

Il corpo della donna venne ritrovato dieci giorni dopo nel fiume Po, all’altezza di Piacenza, colpito alla nuca da un colpo d’arma da fuoco. Accusato dell’omicidio fu Franco Vignati, ex assessore leghista di Chignolo Po, che con la donna, più giovane di lui di 22 anni, aveva una relazione.

L’uomo era stato l’ultimo ad averla incontrata. L’aveva accompagnata quella mattina a vedere un capannone industriale dove forse avrebbe potuto farla lavorare grazie ad una raccomandazione. Ma era una proposta seria, o come sostiene l’accusa, l’uomo aveva predisposto una trappola mortale per Dea, che lo aveva cacciato di casa?

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana. Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.