mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Elisir d’Amore al Teatro Marrucino di Chieti e i valori dell’Italia

Elisir d’Amore al Teatro Marrucino di Chieti e i valori dell’Italia

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CHIETI – Torna la grande lirica al Teatro Marrucino di Chieti, recentemente restaurato, presentatosi agli artisti e al pubblico in tutta la sua elegante bellezza.

Nel fine settimana di metà novembre 2021 è andato in scena l’Elisir D’Amore, opera lirica di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, il primo composto da dieci scene e il secondo da nove.Si racconta che l’opera sarebbe stata composta dal Donizetti in soli 15 giorni perché Lanari l’impresario del Teatro della Canobbiana di Milano gli commissionò il lavoro in tutta fretta dopo il forfait di un altro compositore che gli doveva scrivere una opera per la stagione teatrale di primavera del 1832.

La prima dell’opera andò in scena il 12 maggio 1832, con molto successo, a tal punto che fu seguita da altre 32 repliche.

Ne venne fuori un capolavoro indiscusso della lirica mondiale, caratterizzato dalla ricercatezza del suo stile, della sua forma, e del suo linguaggio melodico; per la flessibilità artistica e del ritmo teatrale, per l’eleganza sia vocale che strumentale. Non a caso, questa opera necessita di artisti di elevata qualità (coro compreso) per essere interpretata nel migliore dei modi possibili. 

A tal proposito, la versione de L’Elisir d’Amore, andata in scena sul palcoscenico del Teatro Marrucino di Chieti, ė quella rivisitata dal regista Aldo Tarabella che si avvale di un professionista di assoluto spessore come il Maestro Concertatore e Direttore Patrick David Murray e di un cast di attori di tutto rispetto dove i personaggi principali sono interpretati da: Gabriella Costa nel ruolo di Adina, bella proprietaria terriera di cui si era innamorato il giovane contadino Nemorino, interpretato da Riccardo Mirabelli, invece Marcello Rosiello veste i panni del sergente dell’esercito Belcore con cui doveva sposarsi Adina, Dario Ciotoli è il Dott. Dulcamara che vende l’elisir d’amore (in realtà del buon vino Bordeaux) al disperato e innamorato Nemorino, infine Licia Piermatteo è nell’opera Giannetta, l’amica di Adina. Il Coro è quello del Teatro Marrucino e l’Orchestra è quella Sinfonica Abruzzese.

L’opera originale è ambientata in un villaggetto dei Paesi Baschi, dove, una mattina, la giovane proprietaria terriera Adina è intenta a leggere la storia di Tristano e Isotta ed un misterioso filtro magico, mentre i mietitori in riposo dal lavoro ascoltano con molto interesse le parole della giovane padrona. Qui, il giovane contadino Nemorino guarda con ammirazione e timore reverenziale la bella fanciulla tanto amata e sogna di poterla conquistare in un vortice di sentimenti, desideri, interessi e passioni che l’opera del Donizetti interpreta alla perfezione. Ad un certo punto, l’equilibrio di questa logorante situazione si rompe allorché il destino beffardo ma allo stesso tempo giusto a suo modo alla lunga distanza, fa incontrare sulla strada di Nemorino il Dott. Dulcamara, un ciarlatano considerato dal popolino l’uomo dei miracoli che vende al caro costo di uno zecchino all’ingenuo Nemorino un ampolla di vino per Elisir d’Amore, in grado di permettergli magicamente di fare breccia nel cuore  di Adina. L’elisir ovviamente non funziona veramente, ma ad un certo punto ci pensa la Dea Fortuna a baciare l’audace Nemorino che diventa senza saperlo l’erede di uno zio ricchissimo e tutte le donne del paese iniziano a provare attenzioni verso di lui. Anche Adina, che di certo non aveva bisogno di denaro venendo da una famiglia ricca, vedendo il suo corteggiatore oggetto dei desideri di tutte quelle fanciulle, ferita nell’orgoglio che muove sempre le sue azioni, si ingelosisce e inizia a vedere Nemorino sotto un’altra luce e ad innamorarsene inconsapevolmente. Nemorino, invece, nella sua ingenuità, per tutta l’opera crede veramente che l’elisir d’amore abbia veramente funzionato, non essendo ancora venuto a conoscenza della sua eredità. Chissà cosa avrà pensato Nemorino quando sarà venuto a conoscenza della verità, ma di questo nell’opera del Donizetti non si dice e noi qui non ci sforziamo di immaginare. Se le pene d’amore di Nemorino sono le protagoniste del primo atto, nel secondo atto domina la consapevolezza dei sentimenti d’amore che crescono nel cuore di Adina che, infine, abbandona la sua superbia e l’orgoglio che ne hanno fatto una donna bella e dannata, per seguire il cuore e dichiararsi finalmente a Nemorino.   Dunque, l’Elisir d’Amore di Donizetti racconta una storia romantica incredibile dove tra situazioni grottesche e ridicole, alla fine trionfa il vero amore. La versione del regista e compositore Aldo Tarabella, senza venir meno alla trama originale del Maestro Donizetti, è ambientata in un paesino di campagna dell’Italia contadina del Novecento nel secondo dopoguerra. In essa rivivono i valori morali tradizionali della provincia del Belpaese, fatti di interessi e passioni. Ai pratici interessi delle popolane del Paese per i soldi ereditati da Nemorino, fanno da contraltare i sentimenti che crescono man mano nel cuore e nella mente di Adina, affascinata ad un certo punto da quel ragazzo che aveva occhi solo per lei, ma che diventa, di colpo, l’oggetto dei desideri di molte altre donne. Al cuore impavido di Nemorino che coraggiosamente si dichiara ad Adina, senza aver timore del diverso superiore ceto di appartenenza della ragazza, fa da contraltare la iniziale  ricerca dell’apparenza e del prestigio sociale  di Adina  e il guadagno facile ad ogni costo del ciarlatano Dott. Dulcamara. Ma alla fine i sentimenti veri  e il coraggio di lottare per i propri sogni trionfano. 

A tal proposito, ecco cosa ha scritto Cristiano Vignali sulle sue pagine social, commentando l’Elisir d’Amore di Donizetti che ha avuto il piacere di ammirare il pomeriggio del 14 novembre 2021 nel proscenio del Teatro Marrucino di Chieti:  “Commosso dinnanzi al carico di veri sentimenti romantici dell’Elisir d’Amore di Donizetti che incarnano tutta la superiorità morale dell’Italia, culla della cultura più luminosa e preziosa dell’umanità, con Chieti e il suo Teatro Marrucino mezzo di divulgazione e di conoscenza del mare di passioni che emozionano e fanno vibrare ancora forti i cuori nel cielo. In poche parole l’essenza civile dell’identità italiana e teatina”. 

D’altronde, Donizetti è uno dei maggiori esponenti musicali e teatrali  dei valori del Romanticismo italiano, culla degli ideali che portarono alla nascita dell’Idea ottocentesca di Patria e di Nazione  da cui scaturì il Risorgimento Italiano.


Cristiano Vignali – Marijana Kvesic

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