venerdì, Gennaio 28, 2022
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Carsoli, “L’Angolo d’Abruzzo” ed il giro del mondo a km 0: un percorso di conoscenza, rispetto e cultura del cibo

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Carsoli, “L’Angolo d’Abruzzo” ed il giro del mondo a km 0: un percorso di conoscenza, rispetto e cultura del cibo

Una cena in cantina, fra 2.000 etichette, 15.000 bottiglie, con un menù che celebra l’agricoltura e la pastorizia abruzzesi e ha l’obiettivo di risvegliare conoscenza e rispetto verso gli alimenti.
In cucina Valerio Centofanti, chef emergente e Lanfranco Centofanti, autorità della cucina abruzzese

CARSOLI- Una cena in cantina. Non per mangiare. Ma per alimentarsi. E fare una triplice esperienza. Di saperi. Di sapori. Di viaggio. Specie in un momento storico in cui abbiamo dovuto rallentare voli aerei, vacanze all’estero, trasferte, giri turistici ed in cui gli acquisti online, con la possibilità di reperire qualunque prodotto, in qualunque momento, l’hanno fatta da padroni.

L’idea è del ristorante L’Angolo d’Abruzzo di Carsoli e dei suoi 3 rappresentanti: Lanfranco, vera autorità della cucina abruzzese, Valentina, apprezzata sommelier, Valerio Centofanti, chef emergente 2010 di Identità golose Milano e vincitore del premio innovazione nella tecnica agli Award del pasticcere di Brescia.

L’obiettivo è promuovere un percorso enogastronomico che ha la sua forza in un focus fondamentale: conoscenza e rispetto. Di cosa mangiamo, del mondo e della natura che lasciamo in eredità.

Il ristorante è solito offrire una cucina locale e sostenibile che celebra le eccellenze regionali, specialmente dell’agricoltura e della pastorizia, con incursioni hi-tech: come l’apparecchio ad ultrasuoni Waveco, capace di eseguire una frollatura meccanica, un “massaggio” delle carni, rendendole più morbide, sapide e profumate.

Il percorso proposto è l’incontro di 10 piatti, realizzati con ingredienti contadini, antichi, a km 0. Nella cucina de L’Angolo d’Abruzzo si possono trovare prodotti come gli orapi, ovvero gli spinaci selvatici che sanno di montagna e che crescono nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo sino ad oltre 2.000 metri di altitudine o lo zafferano dell’Aquila, prodotto esclusivamente in provincia dell’Aquila e in particolare nell’Altopiano di Navelli.

Le 10 portate saranno abbinate ad una degustazione di 5 vini, per un viaggio dei sensi che, dal bicchiere, trasporta in altri luoghi d’Abruzzo, per poi fare un giro della penisola, fino ad esplorare terre oltre i confini nazionali. Oppure si potranno accompagnare scegliendo una o più etichette fra le 2.000 presenti in cantina, disponibili con un sistema di mescita Coravin che estrae la quantità desiderata di vino senza ossidare quel che resta in bottiglia.

L’esperienza alla riscoperta di gusti e sentori ha l’obiettivo di risvegliare la voglia di conoscere davvero cosa si mangia. Per «una cultura alimentare – come commenta Lanfranco Centofanti – che prevede la stagionalità. Sarebbe importante se un personaggio con grande esposizione e seguito mondiale, puntasse l’attenzione sulla validità di avere un calendario gastronomico del cielo, mare e terra. Per capire quando, come e perché si trovano certi prodotti. Per lasciare ai nostri nipoti un mondo naturale, contadino, non solo frutto dell’industria alimentare».

Nel menù di dicembre il grande protagonista sarà il tartufo bianco, di cui l’Abruzzo è uno dei più grandi produttori. Perché tutto è pensato in armonia con i tempi della terra, con ciò che di meglio la natura ha da offrire in quel momento.
«Ci piace definire il nostro lavoro con un concetto – conclude Valerio Centofanti – la continuità dei sapori: desideriamo portare avanti e tramandare tutto il nostro sapere alle generazioni future».

Il percorso enogastronomico è prenotabile dal 10 dicembre. Lo spazio in cantina sarà riservato ad un nucleo, con un minimo di 4 ed un massimo di 8 persone.

Tel.  0863 997429 | langolodabruzzo.com | Video

IL RISTORANTE

L’Angolo d’Abruzzo, solido ristorante a gestione familiare nel centro di Carsoli, al confine col Lazio. Il titolare, Lanfranco Centofanti, sempre saldamente al timone – anzi alla griglia, verrebbe da dire – con l’aiuto validissimo e motivato dei suoi figlioli: Valerio, in cucina e Valentina in sala. Un vero e proprio punto di riferimento per chi ama la cucina di territorio, ovvero quella basata sulla ricerca curiosa e mai stanca di tutto ciò che la campagna e i boschi circostanti hanno da offrire.

Lanfranco Centofanti
Titolare del ristorante, è protagonista assoluto della scena enogastronomica abruzzese per la competenza e la passione con cui difende la stagionalità, l’autenticità dei prodotti della tradizione agropastorale e l’identità vera della cucina abruzzese.

Valentina Centofanti
Maître dell’Angolo d’Abruzzo. Fra i diplomi e riconoscimenti conseguiti negli ultimi anni: 1996, diploma Sommelier professionista; 2003, Corso all’etoile “Piccola pasticceria” di Stefano Laghi; 2008, nomination miglior sommelier d’Italia “Oscar del vino Bibenda”.Valerio CentofantiTerminati gli studi, si avvicina sempre con maggiore interesse al mondo della cucina dove ha sempre vissuto fin da bambino. La sua curiosità giovanile lo porta a frequentare diversi corsi di pasticceria e a girovagare per apprendere tecniche e segreti moderni, da fondere con la tradizione appresa da mamma Teresa e papà Lanfranco.  L’interesse verso la tecnologia, lo fa sperimentare di continuo alla ricerca di soluzioni culinarie capaci di rendere ancora più alta la qualità di antichi sapori d’Abruzzo.Anche per questo ha partecipato a diversi progetti divulgativi organizzati da JRE.Nel 2008, vince il premio innovazione nella tecnica agli Award del pasticcere di Brescia, con la squadra Abruzzo insieme a Angelo Di Masso (suo primo maestro di pasticceria), Emmanuele Forcone, Fabrizio Campione e Mattia Spadone. Nel 2010 viene premiato come chef emergente da Identità golose Milano.L’obiettivo di Valerio è di arrivare a quella che lui ama definire “la continuità dei sapori” di questo angolo d’Abruzzo, con la ferma volontà di promuovere l’agricoltura e la pastorizia abruzzesi.

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