domenica, Gennaio 23, 2022
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Anticipazioni per “C’era una volta lo schiaccianoci” del 26 dicembre alle 10 su Rai 5: con Carla Fracci

carla fracci

Anticipazioni per “C’era una volta lo schiaccianoci del 26 dicembre alle 10 su Rai 5: con Carla Fracci

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Nell’ambito dell’omaggio a Carla Fracci, la ballerina italiana più famosa al mondo e considerata una delle più talentuose del Novecento, Rai Cultura propone “C’era una volta lo Schiaccianoci”, in onda domenica 26 dicembre alle 10.00 su Rai5.

Fantasia musicale di Filippo Crivelli del 1967, introdotta da Giorgio Albertazzi, la fiaba “danzata” ha per protagonista Carla Fracci, interpretata da Carla Fracci. Nel cast anche Carlo Bergonzi, Valentina Cortese, Paolo Poli, Renato Rascel, Lino Toffolo. Coreografie di Mario Pistoni, regia tv di Vito Molinari.

Lo schiaccianoci (in russo Щелкунчик, Ščelkunčik) è un balletto con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 71), il quale seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa e in seguito, quelle del suo successore Lev Ivanov.

Il balletto fu commissionato dal direttore dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij, e la storia deriva dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (Nussknacker und Mausekönig1815) nella versione edulcorata di Alexandre Dumas padre, Storia di uno schiaccianoci (Histoire d’un casse-noisette1845).

Carla Fracci, all’anagrafe Carolina Fracci (Milano20 agosto 1936 – Milano27 maggio 2021), è stata una ballerina italiana.

È considerata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo. Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta.[1]

Il padre Luigi Fracci fu sergente maggiore degli alpini in Russia, mentre la madre Santa Rocca, detta Santina, era operaia alla Innocenti di Milano. Aveva una sorella, Marisa Fracci, anch’ella ballerina di danza classica, formatasi presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano. Con l’inizio della guerra Carla e la sua famiglia sfollarono presso la campagna di Volongo dalla nonna materna Argelide. Con l’inizio della scuola elementare si trasferì dalla zia a Ca’ Rigata di Gazoldo degli Ippoliti, per poi fare ritorno a Milano al termine della guerra, dove suo padre divenne impiegato dell’azienda tranviaria come bigliettaio.

Spesso i suoi genitori la portavano con loro al circolo ricreativo dell’azienda di trasporti e fu lì che alcuni amici dei suoi genitori notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farle sostenere un’audizione al Teatro alla Scala. Superò l’esame per l’interesse destato dal “suo bel faccino”, ma i primi anni furono duri, poiché sentiva nostalgia degli spazi aperti in quell’ambiente rigido a cui fu difficile abituarsi, nonostante i continui rimproveri della maestra, che la considerava ricca di doti ma svogliata. Fondamentale sarà l’incontro con Margot Fonteyn che le permetterà di cogliere il senso di tutto quel lavoro, iniziando a sentire il teatro come “casa”.