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Anticipazioni per “Atlantide” del 9 gennaio alle 21.15 su La7: Capitol Hill, il giorno della paura

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Anticipazioni per “Atlantide” con Andrea Purgatori del 9 gennaio alle 21.15 su La7: Capitol Hill, il giorno della paura

ATLANTIDE (La7)

Stasera domenica 9 gennaio alle 20:35 su La7 la nuova puntata di “Atlantide: storie di uomini e di mondi” di Andrea Purgatori presenta “CAPITOL HILL, IL GIORNO DELLA PAURA”.

Un anno dopo, le immagini mai viste dell’assalto dei suprematisti bianchi che fece tremare l’America.

#Atlantide torna Domenica 9 gennaio, ore 21:15 #La7

Noi raccontiamo.

Atlantide – Storie di uomini e di mondi è un programma televisivo di approfondimento culturale, in onda su La7 dal 2002.

Il programma è presente nel palinsesto della rete dal 2002 e ha avuto diverse collocazioni; la prima conduttrice è stata la giornalista Natascha Lusenti, alla quale seguirà Francesca Mazzalai nel 2005.

Da giovedì 18 giugno 2009 prese avvio una nuova programmazione settimanale speciale in prima serata con sei documentari inediti, condotta dalla giornalista Greta Mauro, così come la programmazione ordinaria al pomeriggio (dalle ore 16:00 alle ore 18:00) da febbraio a giugno 2010.

A settembre 2010 tornò alla conduzione la Lusenti, dopo una pausa di cinque anni, che lasciò di nuovo il posto alla Mauro a partire da settembre 2011 per la quattordicesima edizione[1]. Nel 2012 e 2013 è stato condotto dalla Mauro e dal geologo Mario Tozzi.

Ogni giorno della settimana in base al format veniva affrontato un tema diverso[1]:

  • Atlantide Viaggi
  • Atlantide Storia
  • Atlantide Ritratti
  • Atlantide Scienza
  • Atlantide Esplorazioni

Dall’autunno 2017 ha invece come conduttore il giornalista Andrea Purgatori[2], cambia struttura e va in onda settimanalmente tutti i mercoledì alle 21:10, oltre a essere replicato la domenica pomeriggio. In occasione dei Premi Flaiano 2019Atlantde riceve il premio per il programma culturale.

L’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti è stata una rivolta attuata a Washington il 6 gennaio 2021 da parte dei sostenitori del presidente uscente Donald Trump per contestare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020 e sostenere la richiesta di Trump al vicepresidente Mike Pence e al Congresso di rifiutare la proclamazione di Joe Biden alla Casa Bianca.[8][9][10][11][12][13]

Migliaia di partecipanti si sono riuniti a Freedom Plaza martedì 5 gennaio 2021, prima delle proteste previste per la settimana.[14] Martedì sera e fino a mercoledì mattina, almeno dieci persone sono state arrestate, con l’accusa di possesso di armi.[12]

La “Save America March” in Washington D.C.

La “Save America March” (“Marcia per salvare l’America“) è stata una delle manifestazioni a favore di Donald Trump, organizzata il 6 gennaio 2021 presso l’Ellipse a Washington D.C., a cui hanno partecipato migliaia di persone.[15] In questa giornata era prevista la conferma dell’elezione di Joe Biden dal Congresso.

La mattina del 6 gennaio, i manifestanti circondarono il Monumento a Washington per radunarsi e diverse persone hanno tenuto discorsi nel parco, tra cui il consigliere e avvocato di Trump Rudy Giuliani. L’ex sindaco di New York si rivolse alla folla, ripetendo teorie cospirative secondo cui le macchine per il voto utilizzate nelle elezioni erano “storte” e chiedendo una “prova (di valore) tramite combattimento”.[16] Anche il deputato Mo Brooks e Madison Cawthorn sono intervenuti alla manifestazione.[17][18]

Trump ha tenuto un discorso da dietro una barriera di vetro, dichiarando che non avrebbe mai concesso la vittoria a Biden, criticando i media e chiedendo a Mike Pence di ribaltare i risultati elettorali, cosa che non rientra nel potere costituzionale del vicepresidente.[17][19] Trump ha esortato i suoi sostenitori a marciare pacificamente verso il Campidoglio, dove si riunisce il Congresso:

(EN)«You’ll never take back our country with weakness. You have to show strength and you have to be strong. We have come to demand that Congress do the right thing and only count the electors who have been lawfully slated. I know that everyone here will soon be marching over to the Capitol building to peacefully and patriotically make your voices heard today. […] Fight. We fight like hell. And if you don’t fight like hell, you’re not going to have a country anymore. […] We’re going to walk down Pennsylvania Avenue – I love Pennsylvania Avenue – and we’re going to the Capitol and we’re going to try and give [Republicans] the kind of pride and boldness that they need to take back our country.»(IT)«Non vi riprenderete mai il nostro paese con la debolezza. Dovete esibire forza e dovete essere forti. Siamo giunti qui per chiedere che il Congresso faccia la cosa giusta e che conti solo gli elettori che sono stati nominati legalmente. So che ognuno di voi presto marcerà sul Campidoglio per far sì che oggi la vostra voce, pacificamente e patriotticamente, venga ascoltata. […] Combattete. Combattiamo come dannati. E se non combatterete come dannati, per voi non vi sarà più un paese. […] Cammineremo lungo Pennsylvania Avenue – adoro Pennsylvania Avenue – e andremo al Campidoglio e ci proveremo e daremo [ai Repubblicani] il genere d’orgoglio e ardore di cui hanno bisogno per riprendersi il nostro paese.»
(Donald Trump[20][21])

Durante la manifestazione sono intervenuti anche i figli Donald Trump Jr. ed Eric Trump, attaccando verbalmente i membri del Congresso e i senatori repubblicani che non sostenevano lo sforzo di sfidare il voto del Collegio Elettorale, promettendo di fare campagna contro di loro nelle prossime elezioni primarie.[22]

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