martedì, Gennaio 25, 2022
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Anticipazioni per l’Oratorio di Händel “Il trionfo del tempo e del disinganno” del 9 gennaio su Rai 5 alle 18.10: da Parma

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Anticipazioni per l’Oratorio “Il trionfo del tempo e del disinganno” del 9 gennaio su Rai 5 alle 18.10: da Parma l’Oratorio di Händel

Dall’Abbazia di San Giovanni Evangelista di Parma, Rai Cultura propone l’Oratorio in due parti su libretto del Cardinale Benedetto Pamphilj e musica di Georg Friedrich Händel, in onda domenica 9 gennaio alle 18.10 in prima visione su Rai5.

Tra gli interpreti, Francesca Lombardi Mazzulli, Arianna Rinaldi, Francesco Marsiglia, Vivica Genaux, mentre l’Orchestra Europa Galante è diretta dal maestro Fabio Biondi.

Il poemetto segue il modello umanistico del contrasto tra Tempo e Bellezza, cui affianca Disinganno e Piacere, sviluppando la complessità teologica dell’argomento. Affidato a Händel, nel 1707 il poemetto sarà musicato in forma di oratorio.

Il trionfo del Tempo e del Disinganno , HWV 46a

Questo è il primissimo oratorio di Händel, composto nella primavera del 1707, su libretto italiano del cardinale Benedetto Pamphili . Il tempo e la disillusione sono personificati (quest’ultima così scritta con l’iniziale maiuscola in italiano). Composto da due sezioni, l’oratorio è stato presentato in anteprima l’estate successiva a Roma. Una delle sue arie più famose è Lascia la spina, cogli la rosa , poi trasformata in Lascia ch’io pianga nell’opera Rinaldo .

Georg Friedrich Händel, (grafia tedesca; pronuncia: /hɛndəl/), o George Frideric (o FrederickHandel (grafia inglese; pronuncia: /hændəl/)[1] (Halle23 febbraio 1685[2] – Londra14 aprile 1759), è stato un compositore tedesco naturalizzato inglese, del periodo barocco, che trascorse la maggior parte della sua carriera a Londra, diventando molto conosciuto per le sue opereoratorianthemconcerti grossi e concerti per organo[3]. Händel ricevette una formazione critica ad Halle, Amburgo ed Italia prima di stabilirsi a Londra nel 1712; diventò un cittadino naturalizzato britannico nel 1727.[4]
La tendenza prevalente in Italia è di scrivere il suo nome com’era all’origine, alla tedesca, sebbene il compositore (com’era usuale in quel periodo) fosse chiamato Hendel durante il suo soggiorno italiano, e si sia sempre firmato “all’inglese” da quando approdò in Inghilterra fino alla fine della sua vita. Fu fortemente influenzato sia dai grandi compositori del barocco italiano che dalla tradizione corale polifonica medio tedesca.

Nel giro di quindici anni, Händel aveva avviato tre compagnie d’opera commerciali per provvedere alla richiesta di opere italiane alla nobiltà inglese. Il musicologo Winton Dean scrive che le sue opere dimostrano che “Händel non era solo un grande compositore, era un genio drammatico di prim’ordine.”[5] Poiché Alexander’s Feast (1736) aveva ottenuto una calorosa accoglienza , Händel fece una transizione verso le opere corali inglesi. Dopo il suo successo con il Messiah (1742) non eseguì mai più un’opera italiana. Quasi cieco e avendo vissuto in Inghilterra per quasi cinquant’anni, morì nel 1759, da uomo rispettato e ricco. Il suo funerale fu celebrato con gli onori di stato completi e venne sepolto nell’Abbazia di Westminster a Londra.

Nato lo stesso anno di Johann Sebastian Bach e Domenico Scarlatti, Händel è considerato uno dei più grandi compositori dell’era barocca, con opere come Musica sull’acquaMusica per i reali fuochi d’artificio e il Messiah che rimangono stabilmente popolari.[6] Uno dei suoi quattro anthems di incoronazione, Zadok the Priest (1727), composto per l’incoronazione di Giorgio II di Gran Bretagna, è stato eseguito ad ogni successiva incoronazione britannica, tradizionalmente durante l’unzione del sovrano. Händel compose più di quaranta opere serie in oltre trent’anni e l’interesse per le sue opere è cresciuto dalla fine del 1960, con la rinascita della musica barocca ed il concetto di esecuzione musicale storicamente informata.