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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Ronald Harwood del 13 gennaio alle 15.50 su Rai 5: “Ospiti”

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Ronald Harwood del 13 gennaio alle 15.50 su Rai 5: “Ospiti”

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Per il Grande Teatro di Ronald Harwood in TV va in onda oggi giovedì 13 gennaio alle 15.50 su Rai 5 l’opera “Ospiti” con Anna Maria Guarnieri nella versione trasmessa dalla Rai nel maggio 1982 con la regia di Giuliana Berlinguer.

La protagonista del monologo vive in un monolocale nel quale immagina di ricevere ospiti inesistenti.

Sir Ronald Harwood, nato Horwitz (Città del Capo9 novembre 1934 – Sussex8 settembre 2020), è stato uno sceneggiatorescrittore e commediografo britannico.

Originario del Sud Africa, è noto soprattutto per le commedie destinate ai palcoscenici britannici, e per aver sceneggiato film di fama internazionale come Il servo di scena e Lo scafandro e la farfalla, per i quali fu candidato all’Oscar, e Il pianista, per cui vinse il premio nel 2003.

Nacque a Città del Capo il 9 novembre 1934, da Isobel Pepper e Isaac Horwitz, una coppia ebrea.

A diciassette anni, per tentare la carriera teatrale, si trasferì a Londra, dove poi avrebbe vissuto tutta la vita: fu all’epoca che cambiò il cognome in Harwood, quando un insegnante gli disse che Horwitz era troppo antico e troppo ebraico per un attore teatrale[1].

Dopo il corso all’Accademia Reale d’Arte Drammatica, entrò nella compagnia shakespeariana di Sir Donald Wolfit, uno dei più grandi attori britannici del Novecento, e uno degli ultimi capo-comici. Ben presto, però, Harwood anziché in scena comincia a lavorare dietro le quinte, diventando dresser, una sorta d’assistente personale, di Wolfit. Questa esperienza, durata dal 1953 al 1959, gli fornirà lo spunto per scrivere, vent’anni dopo, The Dresser, in Italia Servo di scena, il suo capolavoro fra la trentina di libri e testi teatrali che firmerà a partire dal 1960.

In quell’anno infatti Ronald Harwood inizia a scrivere: pubblicherà il primo romanzo, All the Same Shadows nel 1961, mentre è dell’anno seguente la sceneggiatura Private Potter, e del 1964 l’allestimento teatrale March Hares.

La sua produzione annovera 21 commedie, 10 libri e 16 sceneggiature, di raro però originali, cioè scritte direttamente per lo schermo: in genere ha fatto adattamenti, talvolta di una sua stessa opera (segnatamente Servo di scena).

Un tema ricorrente nel lavoro di Harwood è ciò che più l’ha affascinato nella vita, ossia il mondo del teatro – con i suoi artisti e le sue maestranze – come illustrato in alcune commedie: The Dresser, tradotta in italiano Servo di scena (senza articolo, a differenza del titolo poi usato per il film); After the Lions, su Sarah BernhardtAnother Time, testo semi-autobiografco su un dotato pianista sud-africano; Quartet (poi divenuta un film), su anziani cantanti d’opera; e come raccontato nei suoi saggi All the World’s a Stage (una storia generale del teatro) e Sir Donald Wolfit CBE: His Life and Work in the Unfashionable Theatre, biografia del grande attore: del resto è stato grazie a Wolfit e alla sua lunga esperienza in teatro che Harwood ha appreso il segreti del palcoscenico, consacrando al palcoscenico tutta la propria attività.

Si è anche molto interessato al Nazismo, in particolare alla situazione di coloro che hanno collaborato spontaneamente con i nazisti, o di quanti, al contrario, sono stati costretti a farlo, vivendo un proprio interiore travaglio di resistenze, inganni e compromessi. Ospiti.

Le sue opere su questo tema comprendono i film: E l’alba si macchiò di rosso, dedicato all’assassinio, da parte della Resistenza Ceca, del gerarca nazista Reinhard Heydrich; Caccia all’uomo, racconto romanzato della vita da fuggiasco, dopo la guerra, del collaborazionista francese Paul Touvier; Il pianista (2002) di Roman Polański, adattamento cinematografico dell’autobiografia di Władysław Szpilman, musicista ebreo polacco, che narra la sua sopravvivenza durante l’occupazione nazista della Polonia; e i drammi: Taking sides, poi divenuto anche un film (distribuito in Italia con il titolo A torto o a ragione e per cui riceve il Premio Flaiano per la sceneggiatura), centrato sulla “de-nazificazione” post-bellica di Wilhelm Furtwängler, direttore d’orchestra tedesco; Collaboration, sul compositore Richard Strauss e la sua collaborazione con lo scrittore ebreo Stefan ZweigAn English Tragedy, sul fascista britannico John Amery.

Ha poi sceneggiato, fra gli altri, i film I ricordi di Abbey (1994) di Mike Figgis con Albert Finney; La diva Julia (2004) di István Szabó, con Annette Bening e Jeremy Irons, tratto dall’omonimo romanzo di William Somerset Maugham, incentrato su una grande attrice teatrale; Oliver Twist, (2005) di Polanski, interpretato da Ben KingsleyLo scafandro e la farfalla del 2007, che gli valse la terza candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale e per il quale ha vinto vari premi (un BAFTA, il Prix Jacques Prévert du Scénario e l’Humanitas Award, tutti nel 2008). Quindi L’amore ai tempi del colera, e Australia con Nicole Kidman.