lunedì, Maggio 23, 2022
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Antonio Filoso di Pretoro, continua l’antichissima tradizione della lavorazione artistica del legno

ANTONIO FILOSO INTAGLIA IN LEGNO IL BUSTO DI UN GIOVANE DI CHIETI SCOMPARSO ALCUNI ANNI FA, OPERA COMMISSIONATA DALLA FAMIGLIA: https://youtu.be/JYhBHIZWlRg

CHIETI – Duecento anni di storia famigliare nella lavorazione artigianale e artistica del legno alle pendici della Maiella Marrucina, la famiglia Filoso di Pretoro (Ch), continua, grazie all’intagliatore Antonio Filoso (classe 1954), una tradizione che dopo la scomparsa del padre Silvino tornitore e Cavaliere del lavoro nel 1990, del fratello Claudio restauratore nel 2015, e dell’altro fratello Renato tornitore nel 2020,  e la recente scomparsa anche di Antonio Palmerio il “Mastro Geppetto della Maiella”, sembrava ormai destinata al tramonto. 

Una attività ancestrale, svolta in una bottega che sembra uscita dalle favole e/o dagli antichi libri di storia dell’artigianato, rimasta intatta nei decenni, resistendo al cambio dei tempi e di mentalità che con l’urbanizzazione e lo sviluppo industriale e del terziario in Abruzzo ha visto lo svuotamento dei centri pedemontani e che con la Globalizzazione del Terzo Millennio cerca di ritagliandosi ancora una nicchia di mercato, resistendo a spada tratta alla concorrenza dell’artigianato industriale dozzinale proveniente soprattutto dall’estremo oriente asiatico, sfruttando i social per pubblicizzare uno dei tanti tesori nascosti dell’Appennino Centrale Abruzzese, ovvero la spina dorsale della Nazione italica nella terra degli antichi popoli osco – sabelli dei Marrucini, dei Frentani e dei Peligni che neanche le legioni di Roma piegarono e insieme alle quali Roma divenne impero allorché la Res Publica si fece Italia. 

Antonio Filoso, dopo una pausa forzata di un paio di anni per un problema di salute, mi ha accolto nel suo laboratorio mentre è intento a intagliare il busto di un ragazzo di Chieti scomparso alcuni anni fa, commissionato dalla famiglia. Qui inizia a raccontare la sua storia, mostra con orgoglio le foto dei lavori di restauratore artistico, tra i quali quelli dell’altare della Chiesa di San Camillo a Bucchianico e del portone monumentale di San Callisto a Manoppello, le cartoline e gli altri souvenir turistici su Pretoro realizzati in legno intagliato o dipinto. 

Fotografo tutto per immortalare e gli chiedo quale sarà il futuro di questa nobile arte e ci dice che la speranza è in un suo giovane allievo di Roccamontepiano (Ch) che ha appreso da lui i rudimenti dell’arte. 

Gioco forza, alcune immagini finiscono nell’era del digitale interattivo sui social e qualcuno mi contatta anche per avere  un recapito del Maestro Antonio Filoso, per chiedergli qualche informazione su dei manufatti, come ad esempio una anfora in legno intagliato, uno dei tanti pezzi originali e unici nel loro genere, realizzati con legno locale tagliato dai boscaioli durante le operazioni di cura dei boschi della montagna Madre “Maia”, rigorosamente nelle fasi di luna calante come vuole la tradizione per avere legno di ottima qualità, poi lasciato stagionare in una grotta a Pretoro, pittoresco borgo marrucino scavato pressoché interamente nella roccia della Maiella. 

Cristiano Vignali