giovedì, Maggio 26, 2022
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Putin diffida dell’Occidente: si vuole trovare un pretesto per nuove sanzioni alla Russia

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Putin: si troverà una scusa per nuove sanzioni

Nuove nubi si addensano sull’orizzonte della crisi Ucraina, come paventato oggi dal Cremlino che nelle dichiarazioni del Presidente russo Putin denuncia un intento pretestuoso da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali relativamente alle constestazioni su di un falso ritiro delle truppe russe ammassate alla frontiera con Kiev.

Infatti l’inquilino del Cremlino dichiara che Mosca è pronta a trattative con Usa e Nato sui missili a medio e corto raggio e la trasparenza militare in Europa, ma solo se i colloqui includono le garanzie sulla sicurezza avanzate dalla Russia.

Così il presidente russo Putin, citato dalle agenzie russe. Putin, che ha denunciato un “deterioramento” della situazione nel Donbass, in Ucraina, è convinto che l’Occidente imporrà sanzioni contro Mosca per la crisi ucraina “indipendentemente dalla vera ragione”e che gli occidentali troveranno “una scusa” per farlo.

Kiev: 60 violazioni tregua nel Donbass

Il ministero della Difesa ucraino dichiara di aver registrato 60 violazioni del cessate-il-fuoco da parte dei separatisti filorussi nella regione del Donbass nelle ultime 24 ore, “43 delle quali con armi vietate dagli accordi di Minsk”; 20 quelle nella notte. Ci sarebbe un ferito. La Difesa aggiunge poi di ritenere “bassa” la probabilità che si verifichi una vasta escalation. I separatisti filorussi parlano di 27 tiri ucraini contro l’autoproclamata Repubblica del Donbass, nelle ore notturne.Truppe russe iniziano il ritiro dalle frontiere dell’Ucraina, ma la NATO per ora non conferma

Ucraina, truppe russe avrebbero avviato il rientro alle proprie basi, ma mancano conferme

Russian Armed Forces - Wikiwand

Finalmente compaiono i primi segnali di allentamento della tensione ai confini fra Russia ed Ucraina, con il ritiro di alcuni contingenti russi dalla frontiera con Kiev anche se per ora dalla NATO non giungono conferme e si richiedono evidenze del ritiro dei mezzi militari e delle artiglierie a distanza di sicurezza dai confini ucraini.

Infatti alcune delle forze russe schierate per esercitazioni militari nei pressi della frontiera ucraina stanno rientrando alle loro basi. Il portavoce della Difesa russa Konascenkov ha annunciato che le unità dei distretti Sud e Ovest, concluse le loro attività, cominciano a rientrare oggi. “Mentre le misure di addestramento si avvicinano alla conclusione,le truppe,come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti”, aggiunge Mosca. Scettica Kiev:”Quando vedremo le truppe russe ritirarsi,crederemo alla riduzione dell’escalation”, dicono gli Esteri.

Lavrov: avanti dialogo con Occidente anche se per ora con scarsi risultati

Mosca continuerà il dialogo con l’Occidente sulle questioni di sicurezza ed è pronta a colloqui separati sui missili nucleari a medio raggio,ma non all’Osce come chiesto da Kiev. Così il ministro degli Esteri russo dopo l’incontro con l’omologo polacco e presidente Osce Rau Lavrov ha liquidato come “terrorismo dell’informazione” la notizia su un attacco in Ucraina che Mosca starebbe pianificando. Truppe tolte dal confine con Ucraina?”Era pianificato e non dipende da isteria occidentale”.Infine:da Usa risposta positiva ad alcune nostre questioni sulla sicurezza.

Nato: nessun segnale ritiro truppe russe

“Non ci sono segnali sul terreno che la Russia stia riducendo le truppe ai confini dell’Ucraina. Per una vera e propria de-escalation dovremmo assistere a un sostanziale ritiro anche di mezzi”. Così il segretario Nato Stoltenberg,che sottolinea:da Mosca segnali che la diplomazia deve continuare e ciò è materia per un cauto ottimismo” Scetticismo da Kiev sul ripiegamento, annunciato dalla Difesa russa e poi commentato dal ministro degli Esteri Lavrov. Stoltenberg aggiunge di essere in attesa della risposta russa alle proposte Nato-Usa sulle questioni di sicurezza.

Putin dopo la visita di Macron: preoccupazione sull’Ucraina, la NATO è tutt’altro che pacifica

Putin replica a Macron sulla crisi Ucraina: la Nato non è pacifica

Nonostante la missione diplomatica di Macron al Cremlino, nella sua veste di Presidente di turno dell’Unione Europea, la tensione sulla crisi Ucraina resta al livello di guardia.

Infatti il presidente russo Putin in conferenza stampa con l’omologo francese dopo il vertice al Cremlino ha definito la Nato “tutt’altro che un’ organizzazione pacifica” .

Comunque Putin ha definito “utile” l’incontro, durato 5 ore. “Sono state discusse “le richieste russe di garanzie di sicurezza:la non espansione Nato e il suo non dispiegamento dei sistemi di combattimento sulla frontiera russa” auspicando di “proseguire sforzi diplomatici per soluzioni di compromesso”

Da parte sua Macron ha ribadito:”Ci sono elementi di convergenza fra Russia e Francia per la difesa della pace in Europa”.

Ucraina, Macron visita Putin per un incontro sui sui temi della sicurezza in Europa

Anche oggi fervono i tentativi diplomatici per scongiurare un conflitto fra Russia ed Ucraina e per allentare la tensione ai confini.

Infatti il presidente francese Macron sarà oggi a Mosca e domani a Kiev per la crisi ucraina.La ricerca di soluzioni accettabili per la sicurezza europea deve prevedere “rispetto e comprensione per la Russia”,ha dichiatato prima di partire. “La nostra responsabilità è di elaborare soluzioni storiche. Credo che Putin sia pronto”, ha detto Macron,che oggi avrà colloqui con Putin per arrivare a una de-escalation sul confine ucraino. Serve “proteggere i fratelli europei, offrendo un nuovo equilibrio che possa preservare la loro sovranità e la pace” ha sottolineato.

La Russia denuncia: le tensioni in Ucraina sono provocate dagli Usa

Fonti Russe ribaltano su Biden la responsabilità delle attuali tensioni in Ucraina

Nella spirale senza fine di accuse e contestazioni fra Casa Bianca e Cremlino sulle responsabilità per la crisi scoppiata ai confini fra Russia ed Ucraina, giunge oggi una replica provenienti da fonti dipolmatiche Russe che ribalta sull’amminstrazione Biden l’accusa di aver provocati le attuali tensioni internazionali.

Infati l’ambasciata russa a Washington comunica che Mosca non si tirerà indietro di fronte alle minacce di sanzioni statunitensi sull’Ucraina:. Ciò accade prima del colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo Lavrov e il segretario di Stato Usa Blinken.

“Non ci tiriamo indietro, stiamo sull’attenti, ascoltando le minacce delle sanzioni Usa”,e poi:”E’ Washington,non Mosca,a generare tensioni” L’ambasciata ha reagito a un tweet della diplomazia americana in cui puntava l’indice contro Mosca per aver “invaso” l’Ucraina nel 2014 e annesso la Crimea.

Biden invia truppe in Europa dell’Est contro la minaccia Russa in Ucraina

Continuano ad acuirsi le tensioni nell’Europa orientale nonostante la richiesta rivolta dal presidente Ucraino Zelensky agli Stati Uniti affinchè si moderino i toni evitando di seminare il panico con continui allarmi di una imminente invasione russa nei territori governati da Kiev che invece il governo Ucraino non ritiene probabile.

Nonostante ciò giunge la notizia che gli Stati Uniti invieranno “truppe in Europa dell’Est nei paesi della Nato nel breve termine, non molte”. Lo ha detto il presidente Biden ai giornalisti rispondendo a una domanda sull’Ucraina di rientro a Washington dopo un viaggio in Pennsylvania.

L’invio di truppe in Europa dell’est arriva sulla scia dei crescenti timori su una possibile invasione dell’Ucraina da parte di mosca.Il Pentagono ha messo 8.500 militari in stato di allerta per un possibile dispiegamento nei paesi Nato dell’Europa dell’est.

Biden avverte: “Possibile invasione russa dell’Ucraina a febbraio”

Joe Biden ha informato il presidente dell’Ucraina che esisterebbe una “distinta possibilità” che la Russia possa intraprendere un’azione militare contro l’Ucraina a febbraio. Gli Stati Uniti hanno convocato una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere della crisi.

La notizia giunge quando anche il Cremlino arriva una nota cupa sulla possibile risoluzione della crisi dopo che gli Stati Uniti questa settimana hanno nuovamente respinto le principali richieste della Russia.

La Casa Bianca ha affermato che quanto detto da Biden all’ucraino Volodymyr Zelenskyy in una telefonata ha amplificato le preoccupazioni.

“Il presidente Biden ha affermato che esiste una chiara possibilità che i russi possano invadere l’Ucraina a febbraio”, ha affermato la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca Emily Horne.

All’inizio di giovedì, l’inviata statunitense alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, ha affermato che l’amministrazione Biden voleva discutere del “comportamento minaccioso” della Russia nei confronti dell’Ucraina.

“La Russia si sta impegnando in altri atti destabilizzanti contro l’Ucraina, che rappresentano una chiara minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite”, ha affermato.

“Non è il momento di aspettare e vedere. Ora è necessaria la piena attenzione del consiglio e attendiamo con impazienza una discussione diretta e propositiva lunedì”.

Le relazioni tra Russia e Occidente si sono deteriorate dopo che Mosca ha schierato decine di migliaia di truppe al confine con l’Ucraina. Il Cremlino ha negato di voler dare il via all’invasione, ma il mese scorso ha chiesto ampie garanzie, incluse le rassicurazioni sul fatto che che all’Ucraina non sarà mai permesso di aderire all’alleanza militare della NATO guidata dagli Stati Uniti .

Come previsto, mercoledì gli Stati Uniti e l’alleanza occidentale hanno respinto fermamente qualsiasi concessione sui punti principali di Mosca, affermando che gli schieramenti alleati di truppe e equipaggiamento militare nell’Europa orientale non sono negoziabili.

Gli Stati Uniti hanno delineato le aree in cui potrebbero essere affrontate alcune delle preoccupazioni della Russia, offrendo forse un percorso per la riduzione dell’escalation.

Giovedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto ai giornalisti che la risposta degli Stati Uniti – e una simile dalla NATO – ha lasciato “poco terreno per l’ottimismo”, ma ha aggiunto che “ci sono sempre prospettive per continuare un dialogo, è nell’interesse di entrambi”.

Anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha accennato a un’apertura al dialogo, affermando che la risposta degli Stati Uniti conteneva alcuni elementi che potrebbero portare “all’avvio di un serio dialogo su questioni secondarie”.

Ma Lavrov ha anche sottolineato che “il documento non contiene alcuna risposta positiva sulla questione principale”: le richieste di Mosca che la NATO non si espanda e che l’alleanza si astenga dal dispiegare armi che potrebbero minacciare la Russia.

Nel frattempo gli Usa hanno chiesto alla Cina di usare la sua influenza con la Russia per scoraggiare un’invasione dell’Ucraina. “Invitiamo Pechino a usare la sua influenza con Mosca per sollecitare la diplomazia perchè se ci sarà un conflitto in Ucraina non sarà un bene neppure per la Cina”, ha detto il portavoce del dipartimento degli Esteri Ned Price. Un eventuale conflitto – ha aggiunto – avrebbe un impatto importante sull’ economia mondiale, in particolare in campo energetico”.

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