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Il film biografico stasera in TV “Giovanni Paolo II” sabato 2 aprile 2022

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Il film biografico stasera in TV: “Giovanni Paolo II” sabato 2 aprile 2022 alle 21:30 su TV 2000

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Giovanni Paolo II (Pope John Paul II) è un film biografico per la televisione del 2005 con produzione statunitense, italiana e polacca, diretto da John Kent Harrison con Jon Voight, Cary Elwes e Vittoria Belvedere.

La vita di Karol Wojtyła è raccontata dagli anni della sua giovinezza Wadowice, città natale, agli ottimi risultati negli studi e all’amore per il teatro. L’invasione nazista della Polonia cambia i suoi progetti e lo porta a prendere parte attiva alla resistenza

. Poco più tardi un altro evento tragico: Karol, orfano di madre fin da piccolo, perde anche il padre. Nel 1942 sente la vocazione religiosa e frequenta il seminario clandestino, ma non lascia il teatro prendendo parte alla realizzazione del Teatro Rapsodico, anch’esso clandestino.

Quattro anni dopo è ordinato sacerdote, continua gli studi a Roma e poi ritorna in Polonia come viceparroco. Prende la laurea all’Angelicum, diviene professore di Teologia morale a Lublino.

Successivamente segue i lavori del Concilio Vaticano II, viene nominato arcivescovo di Cracovia e nel 1967 cardinale. Nel 1978, il conclave seguito alla morte di papa Luciani lo elegge 264º successore di Pietro e lui prende il nome di Giovanni Paolo II.

Papa Giovanni Paolo II (in latino Ioannes Paulus PP. II; in polacco Jan Paweł II; nato Karol Józef Wojtyła[?·info]AFI[ˈkarɔl ˈjuzef vɔjˈtɨwa]Wadowice18 maggio 1920 – Città del Vaticano2 aprile 2005) è stato il 264º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 6º sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

Fu eletto papa il 16 ottobre 1978. In seguito alla causa di beatificazione, il 1º maggio 2011 è stato proclamato beato dal suo immediato successore Benedetto XVI e viene festeggiato annualmente nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre. Nella storia della Chiesa, non accadeva da circa un millennio che un papa proclamasse beato il proprio immediato predecessore.[4] Il 27 aprile 2014, insieme a papa Giovanni XXIII,[5] è stato proclamato santo da papa Francesco.

Primo papa non italiano dopo 455 anni, cioè dai tempi di Adriano VI (15221523), è stato inoltre il primo pontefice polacco della storia e il primo proveniente da un Paese di lingua slava. Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo pontificato più lungo in assoluto, dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro apostolo.

Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l’oppressione politica ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, già controllati dall’Unione Sovietica. Combatté la teologia della liberazione, intervenendo ripetutamente in occasione di avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici dell’area marxista. In più di un’occasione proclamò la superiorità dell’economia di mercato su quelle statalizzate, tuttavia stigmatizzò il capitalismo e il consumismo sfrenati, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d’ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell’uomo. Il suo pontificato, sul lato dottrinale, fu fortemente conservatore; nel campo della morale si oppose fermamente all’aborto e all’eutanasia e confermò l’approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato ecclesiastico e sul sacerdozio femminile.

I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi di carattere religioso). Con questi viaggi apostolici, Giovanni Paolo II coprì una distanza molto maggiore di quella coperta da tutti gli altri papi messi assieme. Questa grande attività di contatto (anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate mondiali della gioventù) fu da molti interpretata come segno di una seria intenzione di costruire un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell’ecumenismo, che è stato uno dei punti fermi del suo papato.

Sul piano dei rapporti con l’Italia, i viaggi sottolinearono l’intenzione di separare l’aspetto politico da quello religioso, come il pontefice stesso tenne a sottolineare, due anni dopo la revisione del Patti Lateranensi, nel 1986, a Forlì, ricordando che il precedente papa a visitare quella città era stato Pio IX, in veste anche di capo di Stato: “Da allora, la situazione politica è profondamente mutata, ed è stata come tale ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa“.

Papa Wojtyła beatificò e canonizzò, anche se è difficile provarlo poiché i documenti relativi a molte delle prime canonizzazioni sono incompleti, mancanti o poco accurati, molte più persone di ogni altro pontefice, grazie anche all’abolizione, da parte sua, dell’ufficio di Promotor Fidei (Promotore della Fede, noto anche come avvocato del Diavolo), rendendo così più scorrevole tale processo: le persone da lui beatificate furono 1.338 e quelle canonizzate 482,[6] mentre i predecessori nell’arco dei quattro secoli precedenti avevano proclamato soltanto 300 santi.

Fu detto “l’atleta di Dio[7] per le sue varie passioni sportive: praticò scinuotocanottaggiocalcio[8] e fu amante della montagna,[9] continuando a praticare sport finché la salute glielo permise.

Regia di  John Kent Harrison

Con: Jon Voight, Cary Elwes e Vittoria Belvedere

Fonte: WIKIPEDIA