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Il film biografico stasera in TV: “Brancaccio – Don Pino Puglisi” lunedì 4 aprile 2022

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Il film biografico stasera in TV: “Brancaccio – Don Pino Puglisi” lunedì 4 aprile 2022 alle 21.15 su TV 2000  

Brancaccio sull'assassinio di don Pino Puglisi | Tv2000 DocFilm

Brancaccio è un film televisivo italiano, basato sull’assassinio di don Pino Puglisi con Ugo DigheroBeppe Fiorello e Tiziana Lodato.

Brancaccio è il quartiere di Palermo dove negli anni novanta è stato nominato parroco Pino Puglisi e dove nel 1993 è stato assassinato dalla mafia nel giorno del suo 56º compleanno. Una vita passata a combattere la cultura della mafia attraverso le parole del Vangelo, cercando di strappare i giovani dalla strada.

Don Pino vive la fede come impegno civile ed è per questo che la sua presenza preoccupa Sebastiano Marsala, il boss locale. La guerra fra i due si intreccia con la storia di Nuccio di 25 anni che, dopo la morte dei genitori, ha fatto da padre al fratello più piccolo, Santino, un ragazzo di 16 anni che lo adora.

«Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto.»
(Papa Francesco ricorda Pino Puglisi il 26 maggio 2013[2][3][4][5])

Don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come don Pino Puglisi (Palermo15 settembre 1937 – Palermo15 settembre 1993), è stato un presbiteroeducatore e insegnante italiano, assassinato da Cosa nostra nel giorno del suo 56º compleanno a causa del suo costante impegno evangelico e sociale.

Il 25 maggio 2013, sul prato del Foro Italico di Palermo, davanti a una folla di circa centomila fedeli, è stato proclamato beato. La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, mentre a leggere la lettera apostolica con cui si compie il rito della beatificazione è stato il cardinale Salvatore De Giorgi, delegato da papa Francesco. È stato la prima vittima di mafia riconosciuta come martire della Chiesa.[5]

Regia di Gianfranco Albano

Con Ugo DigheroBeppe Fiorello e Tiziana Lodato

Fonte: WIKIPEDIA