sabato, Maggio 28, 2022
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Pericolo nucleare, intervista al Premio Nobel per la Pace Beatrice Fihn

Pericolo nucleare

Pericolo nucleare, intervista al Premio Nobel per la Pace Beatrice Fihn 

Sul nuovo FQ MillenniuM intervista a Beatrice Fihn, direttrice della Campagna per il disarmo, Nobel per la pace 2017

“I politici non prendono sul serio i temi finché non diventano reali. La critica al governo italiano: “Ha detto che non ci sarà al summit di giugno sul disarmo”

“Quattro potenze nucleari come Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Israele hanno condannato la mossa di Putin. Ma è come se la Russia avesse detto apertamente ciò che anche questi Paesi minacciano in silenzio da sempre: “Se interferisci nei miei affari, sono capace di mettere in atto un suicidio globale”. Lo afferma Beatrice Fihn, direttrice esecutiva della Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (Ican), che nel 2017 era sul palco a ricevere il Premio Nobel per la pace assegnato alla Campagna. In una lunga intervista pubblicata sul nuovo numero di FQ Millennium, il mensile diretto da Peter Gomez, in edicola sabato 9 aprile, l’avvocata svedese prende posizione sulla minaccia evocata da Putin di utilizzare armi nucleari nella guerra in Ucraina. 

Putin, continua Fihn, “ha messo a nudo una minaccia che già esiste e questo ha scioccato le persone. Il Regno Unito ha sottomarini nucleari che circolano tranquillamente nei mari, lo stesso vale per la Francia, il Pakistan, l’India e tutti gli altri. E sono pronti ad usarli. Solo che non ne parliamo. Se ci sentiamo oltraggiati da Putin, dovremmo sentirci oltraggiati anche dal comportamento di tutti questi altri Paesi».

Sul tema delle armi nucleari, spiega la direttrice della Campagna, il mondo ha perso tempo: “Ci siamo sempre sentiti dire che era meglio aspettare tempi migliori per discutere certe tematiche, poi sono arrivati i tempi peggiori, quelli in cui queste armi possono essere usate. Nel frattempo abbiamo visto crescere movimenti nazionalisti, estremisti, populisti, leader sempre più autoritari che respingono la diplomazia e la cooperazione multilaterale: tutti questi elementi erano segnali del peggioramento in corso”.

Le responsabilità sono innanzitutto politiche: “Molto spesso i politici non prendono sul serio certi temi fino a quando non diventano reali. Lo abbiamo visto con il cambiamento climatico, con la pandemia e adesso con le armi nucleari. Ma non è troppo tardi”. E, prosegue, “oggi sono molto dispiaciuta per i giovanissimi, i diciottenni, che hanno avuto la propria giovinezza stravolta dalla pandemia, che vedono gli adulti incapaci di impegnarsi contro i cambiamenti climatici e adesso anche quest’ultima minaccia mondiale”.

La società civile può provare a cambiare le cose? “Tutti pensano di non poter fare la differenza, che sia un tema che riguarda solo le grandi potenze. La più grande sfida è far capire a persone e governi che mettersi insieme contro le armi nucleari avrebbe un enorme impatto. È come nelle guerre contro le dittature: esercitano il proprio controllo sulla maggioranza che pensa di non avere il potere, ma la maggioranza ha sempre il potere”.

Intanto, dal 21 al 23 giugno tutti i governi che hanno aderito al Trattato per la proibizione delle armi nucleari si riuniranno a Vienna. Sarà il primo summit di questo tipo dopo l’invasione dell’Ucraina. “Chiederemo ai governi non solo di condannare l’azione russa, ma di redigere un piano per eliminare le armi nucleari”, anticipa Fihn. “L’Italia era stata invitata, ma ci ha già detto che non verrà. Voglio dirlo: non è il momento che Paesi come l’Italia boicottino questo tipo di dialogo, è responsabilità del vostro governo partecipare».

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