giovedì, Luglio 7, 2022
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Anticipazioni per “Il castello del principe Barbablù” di Bartòk del 29 maggio alle 10.50 su Rai 5: dal Teatro Massimo di Palermo

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Anticipazioni per “Il castello del principe Barbablù” di Bartòk del 29 maggio alle 10.50 su Rai 5: diretto da Gregory Vajda per la regia di Stefano Ricci dal Teatro Massimo di Palermo

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Per la grande Musica Lirica in TV oggi domenica 29 dicembre andrà in onda alle 10.50 su Rai 5 l’opera “Il castello di Barbablù” di Bela Bartòk dal Teatro Massimo di Palermo, diretta da Gregory Vajda per la regia di Stefano Ricci nella rappresentazione andata in scena nel 2018 con l’interpretazione del mezzosoprano Atala Schöck e degli attori Giuseppe Sartori e Piersten Leirom.

Il castello di Barbablù (in ungherese A kékszakállú herceg vára, letteralmente “Il castello del duca Barbablù”) è un’opera in un atto del compositore ungherese Béla Bartók. Il libretto, in lingua ungherese, è stato scritto da Béla Balázs – poeta, regista e sceneggiatore – amico del musicista, rifacendosi molto liberamente sia alla celebre fiaba La Barbe Bleue (1697) di Charles Perrault sia al dramma Ariane et Barbe Bleue (1901) di Maurice Maeterlinck, grande drammaturgo belga autore, fra le altre opere, del dramma Pélleas et Mélisande musicato da Claude Debussy su libretto dello stesso Maeterlinck.

L’opera di Bartók dura poco meno di un’ora e ci sono soltanto due personaggi che cantano sul palco: Barbablù, baritono (in ungherese Kékszakállú), e la sua ultima moglie Judit (Judit), soprano/mezzosoprano. I due sono appena arrivati, e Judit è venuta nel castello di Barbablù per la prima volta, fuggendo dalla casa paterna, dove tutti sono stati contrari al suo matrimonio con questo gentiluomo dall’oscuro passato.

Il castello di Barbablù fu composto nel 1911 (con alcune modifiche apportate nel 1912 ed un nuovo finale aggiunto nel 1917) ma la prima rappresentazione ebbe luogo soltanto sette anni dopo, il 24 maggio 1918 al Teatro dell’Opera di Budapest. La Universal Edition pubblicò lo spartito per canto e pianoforte (1921) e la partitura completa (1925).

La partitura completa di Boosey & Hawkes comprende solo le traduzioni tedesca e inglese della parte cantata, mentre l’edizione di Dover riproduce l’Edizione Universale ungherese/tedesca dello spartito per canto e pianoforte (con i numeri di pagina a partire da 1 invece che da 5).

Una revisione dello spartito UE nel 1963 ha aggiunto una nuova traduzione tedesca di Wilhelm Ziegler, ma sembra non aver corretto tutti gli errori. La Universal Edition e la Bartók Records hanno pubblicato una nuova edizione dell’opera nel 2005 con nuova traduzione Inglese di Peter Bartók, accompagnata da un’ampia lista di errata-corrige.[1]

Béla Balázs originariamente aveva pensato questo libretto per il suo compagno di stanza Zoltán Kodály, nel 1908, e lo scrisse nel corso dei due anni successivi. Fu inizialmente pubblicato in serie, nel 1910, con una dedica congiunta a Kodály e Bartók, e nel 1912 comparve con il prologo parlato nella collezione “Misteri”.