giovedì, Luglio 7, 2022
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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 5 giugno alle 00.30 su Rai 3: “La trappola”

un giorno in pretura

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 5 giugno alle 00.30 su Rai 3: “La trappola”

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Su Rai3 a Un giorno in Pretura il processo per l’omicidio di Renata Rapposelli

Renata Rapposelli, una pittrice di 64 anni di Ancona, scompare il 9 ottobre 2017 dopo essere andata a trovare l’ex marito Giuseppe Santoleri e il figlio Simone a Giulianova.

Il suo caso è al centro della puntata di “Un giorno in pretura” in onda sabato 4 giugno alle 00.15 su Rai 3. Ci si accorge della scomparsa della donna solo dopo una settimana e per un caso fortuito: gli amici della chat del gruppo di preghiera dovevano accompagnarla all’Inps, ma la donna è irragiungibile. 

Un mese dopo viene ritrovato il suo corpo senza vita sulle rive del fiume Chienti. Accusati dell’omicidio sono Giuseppe Santoleri e il figlio Simone che secondo l’accusa, il 9 ottobre l’avrebbero attirata in una trappola per poterla uccidere. Un processo indiziario che si muove tra rancori e dissidi familiari.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore».

Casi quali ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.