lunedì, Luglio 4, 2022
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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 19 giugno alle 00.10 su Rai 3: “L’ultimo respiro di George Floyd”

un giorno in pretura

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 19 giugno alle 00.10 su Rai 3: “L’ultimo respiro di George Floyd”

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Su Rai3 a Un giorno in Pretura con Roberta Petrelluzzi

Il 25 maggio del 2020, un video caricato anni su Facebook da una ragazza di 17 anni diventa virale e scatena un’ondata di indignazione mondiale. Sono 9 minuti e 25 secondi in cui viene mostrata una azione di polizia a Minneapolis.

 Un uomo di 46 anni, George Floyd, è tenuto a terra da quattro agenti di polizia, uno dei quali, l’agente Derek Chauvin, lo uccide schiacciandogli il collo con il ginocchio.

“Un giorno in pretura”, in onda sabato 18 giugno alle 00.10 su Rai 3, entra nell’aula del tribunale della contea di Hennepin, in Minnesota, e racconta il processo che ne è seguito. Un interessante spaccato sulla giustizia americana. 

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore».

Casi quali ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.