sabato, Agosto 13, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Euripide in TV del 23 luglio alle 21.15 su Rai 5: “Elena” regia di Davide Livermore

elena

Anticipazioni per il Grande Teatro di Euripide in TV del 23 luglio alle 21.15 su Rai 5: “Elena” regia di Davide Livermore

Musica, danza, parole e immagini digitali al Teatro Greco di Siracusa: è “Elena” di Euripide rappresentata alla 55esima edizione del Festival del Teatro Greco con la regia e le scene di Davide Livermore e i costumi di Gianluca Falaschi, che Rai Cultura propone sabato 23 luglio alle 21.15 su Rai 5.

I protagonisti dello spettacolo si muovono in uno specchio d’acqua tra riflessi di luce e proiezioni. Nelle vesti di Elena l’attrice Laura Marinoni. Paride non ha rapito Elena, ma un fantasma con le sembianze di Elena. La vera Elena si trova in Egitto, dove il re Teoclimeno intende sposarla a forza. Per sfuggirgli si rifugia in un luogo sacro. Qui incontra il naufrago Menelao, reduce da Troia con pochi soldati.

Riconosciutisi, i due studiano un piano di fuga. Fingendo di aver saputo da un viandante (Menelao stesso) che il marito è morto, Elena ottiene dal re una nave per fare un rito funebre in mare. Imbarcatosi con Elena, Menelao e i suoi (saliti con un pretesto) eliminano la ciurma e fuggono. Il re, gabbato, vorrebbe uccidere la sorella, l’indovina Teonoe, che con il suo silenzio ha favorito la fuga dei Greci.

Ma i Dioscuri lo frenano, convincendolo ad accettare la volontà degli dei. Regia tv di Marco Odetto. Nel cast Laura Marinoni, Viola Marietti, Sax Nicosia, Mariagrazia Solano, Maria Chiara Centorami, Simonetta Cartia, Giancarlo Judica Cordiglia, Linda Gennari, Federica Quartana, Bruno Di Chiara, Marcello Gravina, Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca, Vladimir Randazzo, Marouane Zotti..

Elena (Ἑλένη) è una tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta nel 412 a.C. L’opera è un esempio di tragicommedia che ruota attorno al gioco degli equivoci e in cui l’elemento più propriamente tragico è meno importante.

(GRC)«εἴδωλον ἔμπνουν οὐρανοῦ»(IT)«Un fantasma dotato di respiro, fatto con un pezzo di cielo»
(Euripide, Elena, v. 34)

Trama

Prologo (vv. 1-178): Elena, la donna a causa della quale scoppiò la guerra di Troia, in realtà non è mai andata in quella città. La dea Era aveva infatti creato “un fantasma dotato di respiro, fatto con un pezzo di cielo, […] un vuoto miraggio” (v. 34) in tutto simile ad Elena. Il fantasma era andato con Paride a Troia, all’insaputa di tutti, mentre la vera Elena era stata nascosta da Ermes in Egitto, ospite del re Proteo.

Alla morte di Proteo, il figlio Teoclimeno insidia Elena, che rifiuta le sue profferte, anche perché la sorella di Teoclimeno, la sacerdotessa Teonoe (capace di vedere il futuro), le ha predetto che rivedrà il marito Menelao. Elena sta pensando alla sua triste sorte, quando vede arrivare il messaggero greco Teucro. Questi informa Elena che le navi con cui Menelao tornava da Troia verso casa sono state colpite da una tempesta, e che Menelao stesso è morto.

Parodo (vv. 179-251): Elena ed il coro riflettono sulla infelice condizione di lei, causa involontaria della spedizione greca contro Troia, e quindi di tanti lutti e sofferenze.

Primo episodio (vv. 252-1106): Elena racconta al coro l’incontro avuto con Teucro, ed insieme si domandano quanto ci sia di vero nelle sue parole. Decidono di rivolgersi a Teonoe per saperne di più. Nel frattempo Menelao è naufragato proprio in Egitto, insieme ad Elena (il fantasma) e all’equipaggio, ed è andato in cerca di aiuto lasciando gli altri accampati in una grotta. Menelao arriva al palazzo di Teoclimeno, dove una vecchia serva cerca di cacciarlo; poco dopo il greco incontra Elena, ed è incredulo, perché credeva che Elena fosse insieme al suo equipaggio.

Arriva un messaggero, che informa Menelao che Elena (il fantasma) è scomparsa. Allora Menelao finalmente capisce quello che è successo, mentre la vera Elena gli racconta di non essere mai stata a Troia. A quel punto i due si recano da Teonoe, che grazie ai suoi poteri è l’unica che sappia che Menelao è in Egitto, e la supplicano di non rivelare questo segreto. La sacerdotessa si mostra solidale coi due. Resta però il problema di come fuggire, non avendo più una nave. I due decidono che Elena dirà a Teoclimeno di aver saputo che Menelao è morto, e di essere quindi finalmente disposta a risposarsi, purché il re le consenta di fare un rito in memoria del marito morto, una breve cerimonia che va fatta su una nave in mare aperto.

Menelao vede Elena per la prima volta e se ne innamora. Afrodite ed Eros guardano la scena. Cratere attico ritrovato ad Egnazia, Italia, 450-440 a.C.

Primo stasimo (vv. 1107-1164): il coro ricorda le sventure cui Elena e Menelao sono andati incontro dalla guerra di Troia in avanti.

Secondo episodio (vv. 1165-1300): Menelao si presenta al palazzo di Teoclimeno fingendosi un messaggero, e porta la notizia della morte di Menelao stesso. Elena allora chiede e ottiene dal re egiziano una nave con equipaggio per compiere il rito, dicendogli che in Grecia è questo il modo di onorare chi muore in mare.

Secondo stasimo (vv. 1301-1368): viene ricordato un episodio mitologico in cui la dea Demetra cerca la figlia Persefone rapita da Ade, ottenendo infine di poterla vedere alcuni mesi l’anno.

Terzo episodio (vv. 1369-1450): Elena si prepara per il rito, e Teoclimeno le fornisce una nave fenicia ed un equipaggio.

Terzo stasimo (vv. 1451-1511): il coro racconta come Elena sia ormai in procinto di fuggire con la nave. Anche il coro stesso, che è formato da giovani schiave greche, vorrebbe poter raggiungere la libertà, volando come una gru in uno stormo sotto le Pleiadi.

Esodo (vv. 1512-1692): Elena e Menelao, con l’equipaggio dato loro da Teoclimeno, mettono in mare la nave, ma appena prima che salpino, arrivano gli uomini di Menelao. Con la scusa di prendere parte al rito, salgono tutti sulla nave, tra la perplessità degli uomini di Teoclimeno. Appena la nave raggiunge il largo, Menelao e i suoi uomini sopraffanno l’equipaggio e scappano verso la Grecia. Questi fatti vengono narrati a Teoclimeno da un messaggero. Fuori di sé dalla rabbia, il re vorrebbe allora uccidere la sorella Teonoe, che si è resa complice della fuga, ma viene trattenuto da una schiava. Appaiono infine i Dioscuri ex machina che placano l’ira del re.