domenica, Ottobre 2, 2022
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“Viaggio in Ucraina”: il reportage narrativo di Antonio Armano

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“Viaggio in Ucraina” – Il reportage narrativo di Antonio Armano su FQ MillenniuM, in edicola da sabato 13 agosto

Le surreali disavventure sui treni post-sovietici, a scartamento ridotto perché “nelle intenzioni dei progettisti avrebbero dovuto impedire l’utilizzo della ferrovia all’invasore occidentale”. I viaggi sui pullmini informali insieme alle badanti di ritorno dall’Italia e ai contrabbandieri di vodka che cantano gli inni dei carcerati. Il Masoch Cafè di Leopoli dove i turisti su fanno frustare e gli amici li riprendono con lo smartphone. L’arcigno gestore del bar ultranazionalista ucraino che accoglie e i clienti con il kalashnikov puntato su una foto di Putin, poi racconta che in Italia faceva l’autista dei camioncini di Mondo Convenienza. 

Sono solo alcuni dei tanti aneddoti raccontati nel “Viaggio in Ucraina”, 24 pagine di reportage narrativo sul Paese oggi sconvolto dall’invasione russa, proposto da FQ MillenniuM (www.fqmillennium.it), il mensile diretto da Peter Gomez, in edicola da sabato 13 agosto. Il reportage è firmato da Antonio Armano, giornalista e scrittore, profondo conoscitore dell’Est Europa, ed è basato sul materiale raccolto dall’autore nei suoi sette viaggi in Ucraina, dal 1996 (pochi anni dopo la caduta dell’Urss) al 2018 (quando già era iniziata la crisi del Donbass che avrebbe portato all’invasione).

FQ MillenniuM si propone così di far conoscere meglio, da angolazioni inedite, il Paese di cui tutti parlano, e la sua importanza storica e culturale per l’Europa. A Jalta, nella Crimea oggi di fatto annessa alla Russia, si sono definiti gli equilibri del mondo dopo la Seconda guerra mondiale, oggi rimessi in discussione. A Odessa è stata usata per la prima volta, nel 1821, la parola “pogrom” (in russo “attacco, colpo devastante”) per descrivere un massacro di ebrei. Ucraini erano anche grandi scrittori che conosciamo come russi: Gogol Bulgakov, fra gli altri. A Jalta, la dacia che si fece costruire Anton Checov è oggi una casa museo.

Il reportage è anche un modo per ripercorrere, con un racconto dal basso, le tappe storiche che hanno portato alla guerra. La miseria nera e le ambizioni democratiche dopo la caduta del Muro di Berlino, l’esasperante corruzione della classe politica e amministrativa, la rivolta di piazza Maidan, l’infiammarsi del nazionalismo, la secessione dei territori filorussi…

“Camminare per Kiev, in quei primi mesi di guerra, faceva uno strano effetto”, scrive Armano. “Da un lato l’eco lontana degli spari, come un ritorno a dinamiche ataviche. Dall’altro locali moderni e globali, come una rivendita di costosi prodotti biologici con annessa caffetteria e naturalmente wifi gratuito. Era come assistere alla collisione di due mondi diversi, con il primo che frenava o ribaltava la fuga in avanti dell’altro. Come sentire il rombo di un tuono prodotto da un oggetto che va troppo veloce oltre qualche barriera”.

Sabato 13 agosto in edicola con il Fatto Quotidiano
Dal 14 agosto solo FQ MillenniuM a € 3,90

SCHEDA FQ MILLENNIUM

Inchieste lunghe, approfondite e sorprendenti. Una squadra di giornalisti investigativi in grado di coniugare la ricerca dello scoop con uno stile narrativo che fa riscoprire il piacere della lettura. Rubriche di grandi firme, reportage fotografici, infografiche.
È la filosofia di FQ MillenniuM, il mensile della Società Editoriale Il Fatto (SEIF) diretto da Peter Gomez.Il progetto grafico innovativo è dell’art director Pierpaolo Balani, ed è pensato per accompagnare la narrazione e guidare la lettura.

FQ MillenniuM è un monografico “aperto”, con un tema portante approfondito in tutte le sue sfaccettature, prima con inchieste, focus e interviste, poi con una parte più fantasiosa e pop. Per indagare, di volta in volta, un  mondo e il suo contorno.

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