sabato, Ottobre 1, 2022
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“La Raci non deve morire”: l’appello di Pettinari

la raci

di Maurizio Verdenelli

MACERATA – “La Raci non deve morire”. L’appello appassionato di Antonio Pettinari, fino a sei mesi fa presidente della Provincia di Macerata, e’ risuonato forte nell’aula consiliare nel corso della conferenza stampa per la presentazione della 46. Sagra della Polenta di Santa Maria in Selva. Non a caso un tale SOS in un tale contesto in quanto  la benemerita associazione treiese, creata da don Giuseppe Branchesi assistente regionale di Coldiretti, rappresentava una delle colonne della Rassegna agricola del Centro Italia, appunto la Raci, uno dei fiori all’occhiello della Provincia -“prima della sciagurata legge Delrio che ha ridimensionato il ruolo dell’ente” ha detto Pettinari.

Il testimone, ieri, e’ stato raccolto dal presidente Sandro Parcaroli. “La Raci deve rappresentare un volano di ripartenza non solo per il Maceratese e le Marche, ma per le altre tre regioni -Umbria, Abruzzo e Lazio – del cratere sismico. L’agricoltura del Centritalua deve avere la sua vetrina nella sede tradizionale di Villa Potenza. E il Comune di Macerata fara’ la sua parte!”.

Intanto la polenta dall’10 al 18 prossimi, per due week end, fara’ rima con ripartenza, ha detto Gianni Savi del comitato organizzatore. La 46. edizione nel nome del suo rifondatore don Branchesi (ed “intercessore” ha dichiarato il successore don Iginio Tartatabini) don Giuseppe, dopo la ripartenza light (sub pandemia) del 2021 si appresta a cambiare marcia con un percorso pieno sulle orme del proprio parroco-eroe, prima impavida vittima sul fronte del Covid. Non a caso “In cammino con don Peppe” e’ una delle tappe clou di questa edizione. 

Che segnera’ una svolta anche nella ‘pianta’ interna del Comitato. Che sotto la supervisione di Diocesi e parroco, vedra’ Marina Domizi succedere operativamente a Gianni Savi, affiancata da giovani di “buona volonta’ futuri responsabili del Comitato prossimo futuro.

Saranno due settimane all’insegna dell’amicizia e del buon mangiare aspettando il bel monumento di don Giuseppe Branchesi per il quale tutto e’ pronto, compresa la base con il tradizionale mappamondo immancabile sul ‘suo’ altare.

A don Branchesi e’ dedicato pure il libro ‘Baldovino e Fabiola. Dalla notte di Bruxelles all’alba di Loreto’ (Ilari editore) a cura di Gabriele Censi e di chi scrive. Gli autori sono: Andrea Angeli, Anna Maria Cecchini, Fulvio Fulvi, Alberto Meriggi, Giovanni Santachiara oltre agli stessi curatori. Illustrazioni di Luna Hoei Cini. Il libro sara’ presentato sabato 17 nella chiesa di S.Maria in Selva.

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