domenica, Novembre 27, 2022
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Anticipazioni per il Concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano con Brahms su Rai 5 del 1° ottobre alle 19.15

concerto

Anticipazioni per il Concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano con Brahms su Rai 5 del 1° ottobre alle 19.15: le Sinfonie n.1 e n.2 – L’Orchestra Sinfonica di Milano, diretta da Claus Peter Flor, esegue la Sinfonia n.1 in do minore op. 68 e la Sinfonia n.2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms nel concerto in onda sabato 1° ottobre alle 19.15 in prima visione su Rai 5.

Un appuntamento che Rai Cultura propone sabato 24 settembre in prima visione alle 8.15 e in replica alle 19.45 su Rai 5. Lo strumento suonato da Koopman aveva subito danni rilevanti causati dal terremoto del 2009.

L’Orchestra Sinfonica di Milano è un’orchestra sinfonica italiana con sede nella città di Milano. L’orchestra venne fondata nel 1993 da Vladimir Delman, già direttore dell’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI che era appena stata sciolta. La nuova orchestra riempiva il vuoto lasciato nel capoluogo lombardo dalla perdita di quella dell’ente radiotelevisivo e ne assorbiva molti elementi.

Alla morte del Maestro Delman l’anno seguente venne nominato Direttore Musicale il Maestro gallese Alun Francis col quale l’orchestra intraprese un grande percorso nel repertorio sinfonico dell’Ottocento e Novecento. Dal 1999 al 2005 la carica di Direttore Musicale è stata ricoperta da Riccardo Chailly che oggi ne è Direttore Onorario. Dalla sua fondazione l’Orchestra Sinfonica di Milano si è esibita nella propria sede a Milano (Auditorium di Milano in Largo Gustav Mahler) e nelle sale più prestigiose in Italia e all’estero: nel 2002 oltre ad essere orchestra residente al Festival dei due Mondi di Spoleto, ha suonato in FranciaSpagnaPortogallo e Svizzera nella sua prima tournée europea; nel 2003, diretta da Oleg Caetani, l’Orchestra si è esibita in Cile, Argentina e Brasile e nello stesso anno, diretta da Riccardo Chailly, ha suonato nelle principali sale da concerto giapponesi in una tournée con la partecipazione di Martha Argerich e del Coro Sinfonico di Milano diretto da Romano Gandolfi.

Nel 2004 l’Orchestra diretta da Riccardo Chailly ha debuttato al Festival delle Canarie ed è stata impegnata come orchestra residente al Festival delle Nazioni di Città di Castello. Nel 2005 l’Orchestra Sinfonica di Milano, diretta da Eiji Oue e con la partecipazione della violinista Hilary Hahn, ha effettuato una tournée in Germania e Francia, proseguendo poi nei concerti, sotto la guida di Riccardo Chailly, in alcune delle maggiori città europee tra cui Francoforte, Vienna e Budapest. Nello stesso anno l’Orchestra ha debuttato alla 68ª edizione del Maggio Musicale Fiorentino nel maggio 2005. Nell’autunno del 2006, sotto la guida del Maestro Marko Letonja, l’Orchestra SInfonica di Milano ha effettuato la sua prima tournée italiana.

Il 24 aprile 2008 in occasione del terzo anniversario del Pontificato di Benedetto XVI, l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano, diretti da Oleg Caetani, si sono esibiti in Vaticano alla presenza del Pontefice Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel dicembre 2008 l’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano sono stati invitati a BakuAzerbaigian, al II Mstislav Rostropovich International Festival. Oltre ai moltissimi impegni in campo nazionale, nel 2011, con tre rappresentazioni della Carmen di Georges Bizet, ha aperto le celebrazioni di inaugurazione della spettacolare Royal Opera House di Muscat, Oman, che si candida ad entrare nella “top ten” dei dieci migliori teatri del mondo.

Nel 2012 segue un’altra grande tournée in Russia e, in presenza di Benedetto XVI a Milano per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, cura la parte musicale della liturgia. Nel 2013, dopo una tournée in Germania con il violinista David Garret, viene invitata presso i BBC Proms, universalmente considerati la rassegna n. 1 al mondo di programmazioni sinfoniche per grandi orchestre. Nella splendida cornice della Royal Albert Hall l’Orchestra Sinfonica di Milano, guidata dal suo Direttore Musicale, la signora Zhang Xian, e accompagnata dalla voce solista del tenore maltese Joseph Calleja, ha eseguito musiche di Verdi, per passare al sinfonismo puro con la Sinfonia Manfred di Čajkovskij.

Johannes Brahms[1] (pron. [ˈbrams][2]Amburgo7 maggio 1833 – Vienna3 aprile 1897) è stato un compositorepianista e direttore d’orchestra tedesco del periodo tardo-romantico.

Il critico musicale Eduard Hanslick, contemporaneo del compositore, indicò in Brahms l’antagonista della “musica avveniristica” wagneriana, ascrivibile a quel filone neoromantico (al quale appartenevano anche Liszt e Berlioz) che intendeva trasferire nell’opera musicale i tratti letterari e collocava il fatto musicale all’interno di un programma che, affermando l’emancipazione rispetto al rigido impianto formale classico, ricercava una maggiore libertà espressiva.[3] Il secondo romanticismo musicale tedesco, turbato dal titanismo estremo di Richard Wagner, è invece attraversato da una profonda intimità in Brahms, nel quale la severa continuità con la tradizione classica si armonizza con il ricorso ad accenti romantici. La musica brahmsiana, orientata a un vivido sinfonismo e segnata dal sistematico spirito di rivisitazione della struttura compositiva, meditata e sofferta, si accompagna alla tendenza a prediligere la spontaneità dei tratti della musica popolare viennese e ungherese. La trama musicale, adagiata nello spirito di riflessione e ripiegamento, esprime un senso di affettiva profondità e di dolcezza poetica (soprattutto nell’ultima produzione pianistica, sinfonica e cameristica).[4]

In realtà fu la critica a fare di Brahms un epigono del classicismo, contrapposto a Wagner. Il suo rifiuto dell'”avvenirismo” wagneriano e l’estraneità al teatro musicale ne fecero un esponente di un filone in controtendenza rispetto alle avanguardie. Dal punto di vista della tecnica musicale Brahms fu tuttavia moderno allo stesso modo dei moderni suoi presunti “concorrenti”. Nella fusione delle tecniche e nella rivisitazione dei generi il musicista amburghese esprimeva la propria anima decadente (cioè profondamente consapevole di trovarsi sullo spartiacque di un mutamento culturale ed epocale) rivolta alla reinterpretazione del passato, ma in forme diverse e innovative.[5] In proposito ha scritto Giorgio Pestelli: “La modernità di Brahms consiste prima di tutto nella sua ricchezza di spirito critico, di adeguatezza alla vastità della tradizione. Proprio per la sua cultura, Brahms ha capito che quel progresso esaltato dal mondo scientifico della sua epoca, in arte è un concetto fasullo, ha capito che ciò che conta non è fare una cosa, ma rifarla”. (Giorgio Pestelli, Canti del destino. Studi su Brahms, Einaudi, Torino, 2000).

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