martedì, Novembre 29, 2022
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2023, anno della verità?

2023

2023, anno della verità? – Nel giorno in cui il Presidente Trump ha annunciato di voler correre per le presidenziali statunitensi del 2024, giorno in cui il mondo ha rischiato una nuova guerra mondiale a causa di due missili che hanno colpito il territorio polacco inizialmente dichiarati russi, in seguito forse “deviati dagli ucraini” o addirittura ucraini, noi “cittadini semplici” dobbiamo prendere atto di quanto David Stockman argomenta nel suo libro “Great Money Bubble” a riguardo della terrificante crisi economica e finanziaria che lui e molti altri analisti ritengono che gli Stati Uniti, l’Europa e l’Italia, non dimenticando la Cina, si prevede che dovranno affrontare  nel 2023.

David Stockman è stato rappresentante repubblicano degli Stati Uniti dello Stato del Michigan ed ex uomo d’affari ma, soprattutto, è stato il direttore del “Ufficio di gestione e bilancio” degli Stati Uniti durante la presidenza Reagan.

Nel libro argomenta il suo punto di vista su quanto in Stati Uniti accadrà in termini macro e micro economici a causa delle scelte politiche in questi due anni di presidenza Biden.

In Great Money Bubble dichiara che i principali dati macroeconomici americani saranno peggiori di quelli del 1950, ovvero pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, con ricadute assai gravi sul sistema socio economico della nazione.

Questo libro confermerebbe le enormi preoccupazioni che erano già emerse dalla lettura dell’analisi del Fondo Monetario Internazionale in ordine al 2023 con ricadute che sembrerebbero essere devastanti anche in Italia.

Di tutta evidenza, infatti, il fatto che un collasso dell’economia statunitense non potrà che causare enormi ripercussioni economiche anche in Italia sia per le imprese che per le famiglie. Ripercussioni ancor più impegnative per la serissima crisi finanziaria in Cina con le direttamente derivanti conseguenze nel mondo ed in particolare in Germania, non più locomotiva d’Europa.

Ripercussioni che riguarderanno in particolare i più deboli economicamente. Piccole aziende, artigiani e famiglie con il reddito più basso potrebbero dover sopportare momenti molto difficili da gestire. Un numero estremamente elevato di partite IVA non riusciranno a rimanere attive come, d’altronde, hanno già segnalato tutte le associazioni datoriali, Confindustria e Confcommercio in primis.

Io “cittadino semplice” non posso che notare che questo, se vero, sarebbe stato totalmente causato da scelte politiche, negli Stati Uniti amministrati da Biden e nella nostra Italia ed Europa, ideologiche e non pragmatiche.

Pragmatismo facilmente definibile come assente anche in ordine alle drammatiche vicende ucraine. Vicende che proprio in queste ore hanno rischiato di scatenare l’apocalisse.

Scelte basate su una narrazione spesso lontana dalla realtà e dalla storia dei popoli coinvolti. Narrazione che molto raramente ha permesso all’opinione pubblica di formarsi una autonoma opinione attraverso contraddittori reali sui media occidentali. Media che appaiono tutti allineati su un unico “pensiero”.

Il Presidente Trump, nel suo discorso di scesa in campo per le elezioni del 2024, per la prima volta non ha voluto menzionare il fatto che nel 2020, a suo avviso, l’elezione del presidente degli Stati Uniti fu manipolata attraverso significativi brogli elettorali. Il motivo va ricercato esattamente nell’analisi socio economica di Stockman, quello è il tema a cui i leader mondiali devono rapidamente dare serie e non ideologiche risposte.

Certamente c’è chi vorrebbe vedere una nuova Commissione di indagine sul tema dei brogli elettorali del 2020 nel Congresso americano ma, da questo discorso, il principale focus è di Trump è salvare la nazione dalla catastrofe economica in cui l’attuale presidenza la ha portata e, conseguentemente, ha portato tutto l’occidente, Italia compresa.

Coloro che hanno causato, o permesso con il silenzio, l’esistenza della attuale presidenza americana attraverso determinanti brogli sono i primi colpevoli di questa situazione economica e questo il Presidente Trump lo ha fatto nettamente comprendere. Loro saranno chiamati a spiegare le loro scelte ai loro popoli.

Contro di loro verrà puntato il dito non solo dal popolo americano, ma da tutti coloro che nel mondo staranno pagando le scelte di una agenda politica che non sarebbe dovuta esistere banalmente perché non rappresentativa della volontà degli elettori americani.

Per l’Italia, e per il nuovo governo italiano, a causa del ruolo che potrebbe avere avuto qualcuno nella nostra amata patria, la sfida economica abbinata al rischio che, in ogni caso, emergano le prove che coinvolgono l’Italia su quanto sempre più parrebbe evidente, a chi vuol guardare, essere avvenuto nel 2020, sarà una sfida difficile, campale.

Una sfida le cui scelte definiranno il futuro di tanti, soprattutto degli italiani, per moltissimi anni.

Una sfida ove vedremo quale sia la reale capacità di questa Italia di giocare un ruolo da leader in Europa e nel mondo sapendo prendere decisioni autonome e non seguire esclusivamente le scelte e gli interessi di altri. Interessi spesso lontani da quelli di noi “cittadini semplici”.

Io, che “cittadino semplice” sono, ho chiaro che se i nostri governanti sapranno giocare con etica e lungimiranza il ruolo a cui sono stati chiamati, l’Italia e le famiglie italiane ne avranno enormi vantaggi.

Allo stesso tempo a me “cittadino semplice” è chiaro che, se il nostro esecutivo lascerà ad altri il compito di decidere per noi italiani, la nostra amata Patria, e con essa le nostre imprese e le nostre famiglie, sarà schiacciata da interessi altrui e rischierà moltissimo.

“Prima gli italiani” è lo slogan dei sovranisti della nostra amata Italia e, ne sono totalmente convinto, sarà utile se avremo l’intelligenza di ricordarcelo.

Ricordiamocelo nei fatti concreti, non solo nelle scaramucce su una nave che porta dei poveri disperati in giro per il mediterraneo, magari in Francia, soprattutto adesso che il rendimento del decennale italiano ha raggiunto il 4,04% mentre il decennale tedesco è a 2,09% con evidenti ricadute sugli interessi sul debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco. Ricordiamocelo raddrizzando la nostra schiena e non subendo certe “pressioni” dei soliti “mercati finanziari”, gli stessi “mercati” che hanno fatto speculativamente esplodere il prezzo dell’energia a favore di alcuni che hanno così drenato la ricchezza di tutti, e con essa il benessere delle nostre famiglie.

A noi “cittadini semplici” interessa molto di più il controllo delle infrastrutture strategiche quali i porti, gli aeroporti, le autostrade e le reti digitali, quasi sempre oramai fuori dal controllo nazionale ed in mani straniere.

A noi “cittadini semplici” interessa molto di più di tutto il resto la bolletta elettrica ed il costo della nostra vita.

A noi “cittadini semplici” interessa molto di più la possibilità di tornare ad avere la possibilità di esprimerci liberamente e di poter assistere a dibattiti pubblici, anche sui media, ove sia possibile assistere ad un libero e reale contraddittorio.

A noi “cittadini semplici” è, infatti, venuto oramai a noia questo sistema mediatico che spesso, troppo spesso, appare eccessivamente etero diretto sempre dalla stessa fazione ideologica che, sempre a noi, appare essere quella che ha alle spalle pochi e non difficili da identificare personaggi internazionali ben trasversali a tutti i partiti italiani.

Alla fine, neanche tanto in fondo, a noi “cittadini semplici” interessa che la nostra vita non venga devastata da errori ed omissioni che alcuni, anche in Italia, potrebbero aver compiuto perché troppo “amici” dei soliti “poteri forti” portando discredito e povertà a tutti.

Sarà un caso ma, al di là dei soloni nei media, la gente semplice spera che Trump, o un “Trump” nelle loro nazioni, torni o arrivi presto e, a questi, che si dica che “Trump ha perso” causa esclusivamente un sorriso ed un ricordo. Ricordate Trilussa con la volpe e l’uva? Ecco appunto.

Ignoto Uno

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