martedì, Febbraio 7, 2023
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Giordano Bruno Guerri: “Non capisco la Destra Dio-Patria-Famiglia di Giorgia Meloni”

Giordano Bruno Guerri

Giordano Bruno Guerri: “Non capisco la Destra Dio-Patria-Famiglia di Giorgia Meloni”. Lo storico indicato a suo tempo come possibile ministro della Cultura nel nuovo governo di destra intervistato da FQ MillenniuM, in edicola da sabato 10 dicembre

“Fatico a capire perché Giorgia Meloni abbracci la trimurti Dio-Patria-Famiglia e trascuri la sua anima libertaria, la destra di Marinetti, di Prezzolini, di Longanesi, di Montanelli. Ma anche la destra del Manifesto di Sansepolcro”.  Lo dice lo storico Giordano Bruno Guerri, indicato a suo tempo come possibile ministro della Cultura nel governo Meloni, intervistato nel nuovo numero di FQ MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, in edicola da sabato 10 dicembre. 

L’atto costitutivo del fascismo era un manifesto decisamente di sinistra, contro l’esercito, contro il Vaticano, che poi Mussolini – per opportunismo politico – indirizzò appunto verso Dio, Patria e famiglia. Inoltre, la cosa curiosa è che la sinistra – sempre pronta a dividersi sul piano politico – sul tema della superiorità morale marcia compatta. Invece, se metti intorno a un tavolo tre intellettuali di destra, questi litigano dopo cinque minuti, non sono d’accordo su niente”.

Avrebbe fatto bene il presidente del Consiglio Giorgia Meloni a togliere la fiamma dal simbolo del suo partito? “Ora ha fatto bene a tenerlo proprio perché tutti le dicevano di toglierlo. Ma credo che un giorno o l’altro lo rimuoverà, perché è il simbolo di un partito che nasce da lì, ma avrà sempre più sviluppi di orientamento diverso. Sarà un passo utile per unire la destra e completare il processo di annessione degli altri partiti della coalizione”.

Il fantasma del fascismo continua ad aggirarsi per l’Italia? “Da settant’anni stiamo discutendo di un pericolo del tutto inesistente – afferma ancora Guerri – archiviato dalla storia, mentre oggi i veri pericoli sono altri, come il controllo dei cittadini, sia pure a fin di bene. Se parliamo di dittature, c’è da avere più paura degli algoritmi che dei colonnelli” aggiunge lo storico.  

Altro tema delicato sono i diritti civili. Il governo Meloni potrebbe attaccarli? “Potrebbe essere, purtroppo, perché mentre la destra libertaria difende prima di tutto i diritti dell’individuo, la destra patriottarda tende a privilegiare valori e doveri collettivi senza prevedere alternative. Scelte magari condivisibili, ma comunque imposte a tutti. Questa è una destra che non mi piace” conclude Guerri.


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