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Dall’Algeria alla Francia per trovare la morte

Dall’Algeria alla Francia per trovare la morte

DiNicola Comparato

La Francia brucia, brucia di dolore e di rabbia. Quest’oggi infatti a Nanterre, si svolgono i funerali del giovane ragazzo algerino di nome Nahel, ucciso martedì 27 giugno da un colpo di arma da fuoco esploso da un poliziotto (ora in arresto con l’accusa di omicidio volontario), nel vano tentativo di sfuggire a un controllo di routine nei pressi della stazione RER di Nanterre-Préfecture, mentre il giovane si trovava alla guida di un veicolo a noleggio. In tanti hanno partecipato alla cerimonia funebre, lontana dalle telecamere per scelta dei genitori del ragazzo.

Secondo le fonti, intorno alle 12 di oggi il carro con a bordo il corpo del ragazzo, ha lasciato l’impresa funebre per dirigersi poi verso la moschea Ibn-Badis di Nanterre ed infine in direzione del cimitero di Mont-Valérien per la sepoltura. Nahel era un ragazzo come tanti, appassionato di motociclette e di musica hip hop. Residente in un blocco di edifici nella tenuta Pablo-Picasso, ai piedi di La Défense, il ragazzo è stato cresciuto con amore dalla madre, e al termine degli studi aveva cominciato a lavorare come fattorino, intraprendendo inoltre una sorta di percorso di integrazione con l’associazione sportiva Ovale Citoyen, legata alla squadra di rugby di Nanterre. Inutile dire che l’ennesima morte di un giovane immigrato per mano della polizia ha scatenato reazioni violente e ora il clima in buona parte del territorio francese è decisamente teso e poco sicuro.

Di conseguenza la rabbia ha portato violenza e saccheggi nel paese ed ora il governo francese ha schierato per le strade mezzi blindati leggeri e oltre 40000 uomini per tentare di arginare il più possibile le tensioni. In pochi giorni centinaia di persone sono state arrestate e decine sono le automobili e gli edifici dati alle fiamme. In questo contesto all’insegna del caos, un elicottero della polizia sorvola costantemente le zone interessate, mentre tantissimi sono i poliziotti feriti a causa del lancio di oggetti e proiettili da parte delle persone coinvolte nei disordini, soprattutto a Marsiglia e Strasburgo oltre ovviamente alle zone vicine alla capitale dove è previsto il coprifuoco per motivi di sicurezza. Il presidente francese Emmanuel Macron, rientrato in anticipo dal Consiglio Europeo, si è appellato alla responsabilità a tutti i genitori, ai padri e alle madri di famiglia, di tenere i figli a casa, citando l’uso spropositato dei social network da parte dei giovani che vivono la vita ogni giorno come se fosse un videogioco, sottolineando che la violenza è sempre ingiustificata.

Foto:https://it.wikipedia.org/wiki/Nanterre

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