mercoledì, Luglio 17, 2024
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Nazionale disonorata e vilipesa, povera Patria

Nazionale, disonorata e vilipesa, povera Patria.

Ieri la Nazionale ha giocato con la Spagna una partita indegna, dove non abbiamo mai tirato praticamente in porta, e fatto fatica a superare la trequarti. La sconfitta di misura (1-0 per gli iberici) è solo frutto della buona tenuta difensiva e della sicurezza che infonde a tutto il reparto arretrato Gigi Donnarumma, altrimenti staremmo a parlare di ben altro passivo.

Il calcio italiano è malato come tutta la società italiana, dove tutto va contro gli interessi nazionali,  con governi costretti a evirarsi da soli approvando politiche e direttive europee che vanno contro noi stessi, una società intrisa di cultura globalista radicale, antinazionale che si ispira a ideologie a noi estranee, dimenticando quella cultura che è stato il faro dell’umanità per millenni.

Finiti i tempi del piccolo Mino che è incoraggiato a battere un calcio di rigore nella canzone “La Leva Calcistica 68” di De Gregori.  

 Un paese dove i ragazzi non giocano più a calcio e non seguono più ideali e i sogni, ma sono avvelenati dal guadagno facile e dall’odio fomentato da certa musica moderna e dai cattivi maestri e maestre.

D’altronde fin nei settori giovanili nostrani ci sono molti calciatori stranieri e quei pochi italiani rimasti non sognano di giocare nella loro squadra del cuore, ma solo di avere il conto a 7/8 cifre in banca.

 Così ai ragazzotti che si trovano ad indossare la maglia della Nazionale Italiana ( per loro, sia chiaro, è una casacca come un’altra che serve solo per disputare europei e mondiali che con i loro club miliardari non potrebbero giocare),  nessuno ha mai nemmeno  probabilmete detto di giocare con una Nazionale 4 volte campione del mondo (dimenticavo che il Mondiale non lo disputiamo più!), di avere addosso la maglia azzurra indossata da gente del calibro di Scirea, R.Baggio, Baresi, Tardelli, Rossi, Meazza, Piola,  Riva, e di tanti altri campioni e miti del calcio, il sogno di tanti tifosi, l’unica che unisce nel tifo Juventini e Torinisti, Milanisti e Interisti, Fiorentini e Napoletani, Romanisti e Laziali, insomma i tifosi di tutta Italia.

Mi fermo qui solo perché mi commuovo a pensare la grandezza della maglia azzurra caduta tanto in basso.

 Pertanto, sperando che questa volta al peggio ci sia una fine, cerco di interpretare il pensiero di tutti i tifosi più appassionati della Nazionale auspicando che i calciatori che vestono l’azzurro caccino gli attributi con la Croazia per passare il girone europeo, con una prestazione degna dell’Azzurro.

Ora, i criticoni e benpensanti di professione, non caccino la solita tiritera che ci sono problemi troppo seri in Italia per pensare all’Azzurro, perché la Nazionale è un simbolo della Patria e se ci fossero più patrioti, molti problemi nostrani sicuramente non ci sarebbero.

Cristiano Vignali