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Papa Francesco: affidiamo ai santi Pietro e Paolo :l’Ucraina, Terra Santa e Myanmar

Città del Vaticano 26 giugno 2024-Al termine dell’udienza generale, Papa Francesco ha invitato a pregare i santi apostoli patroni di Roma, dei quali sabato prossimo la Chiesa celebrerà la solennità, perché “le popolazioni che soffrono la guerra” possano presto ritrovare la pace. Nei saluti in varie lingue ha chiesto di aiutare e accompagnare chi è nella morsa della dipendenza dalle droghe

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Papa Francesco

Con il desiderio di pace sempre nel cuore, il Papa, al termine dell’udienza generale di questa mattina 26 giugno,, salutando i fedeli di lingua italiana, affida all’intercessione dei santi Pietro e Paolo, dei quali sabato 29 la Chiesa celebrerà la solennità “le popolazioni che soffrono la guerra, la martoriata Ucraina, la Palestina, Israele e il Myanmar, perché possano presto ritrovare la pace”. E invita tutti, sull’esempio dei santi apostoli, ad essere “discepoli missionari, testimoniando ovunque la bellezza del Vangelo”. Salutando i pellegrini di lingua portoghese, li esorta a continuare a nutrire “la vostra fede e a condividere con gioia l’amore di Cristo nelle vostre comunità. Il vostro entusiasmo sia ispirato dai Santi Pietro e Paolo”.

Aiutiamo i giovani a non cadere nella dipendenza dalla droga

Poco prima, nel saluto ai pellegrini polacchi, riferendosi al tema della catechesi, la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, Francesco aveva ricordato che il periodo delle vacanze che stiamo per iniziare è anche “un momento in cui molti giovani si avvicinano per la prima volta alle sostanze stupefacenti”. Aveva quindi auspicato che la Giornata mondiale che ricorre oggi, ricordi a tutti “di prestare una particolare attenzione alla sicurezza dei bambini e dei giovani”.Parlando ai fedeli di lingua francese, il Pontefice aveva invece affidato loro un preciso mandato:

In quanto servitori del Vangelo della misericordia, possiamo alleviare, guarire e curare le sofferenze procurate dalle droghe, affinché coloro che sono nella morsa della dipendenza si sentano aiutati e accompagnati.

Ai pellegrini che parlano tedesco, invece, il Papa aveva ricordato che “l’abuso di droghe indica la grande sofferenza interiore di tante persone del nostro tempo”, invitando tutti ad essere “più attenti nei riguardi del nostro prossimo, per poter capire in tempo dove c’è bisogno del nostro aiuto”. E ai fedeli arabi che “la lotta contro l’abuso di droghe è una battaglia per la dignità umana e per avere la speranza di un futuro migliore per tutti”.

I saluti in italiano

Sempre in italiano, il Pontefice saluta, in particolare, i fedeli delle parrocchie di San Michele Arcangelo in Casagiove, della Madonna dei Poveri in Seminara e di Santa Maria delle Grazie in Ortona. Successivamente rivolge  un saluto ai militari della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, e infine accoglie con affetto i bambini e i ragazzi dell’Associazione “Gabry Dance” di Poggiomarino, accompagnati dai familiari e dagli educatori sportivi. Come sempre, il suo ultimo pensiero va ai giovani, gli ammalati, gli anziani e gli sposi novelli.

Articolo di Alessandro Di Bussolo-Fonte VaticanNews

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