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Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma-9) Carlo Forlanini-Medico- Inventore del pneumotorace artificiale –

Premessa-Roma -Portuense-Vigna Pia e Dintorni-Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 9)Carlo Forlanini– Medico ha inventato lo pneumotorace artificiale che ha guarito tanti tubercolotici–Questo reportage, come quelli a seguire, vuole essere un  viaggio che documenta e racconta la storia di un quartiere di Roma: Portuense-Vigna Pia e i suoi  Dintorni con scatti fotografici che puntano a fermare il tempo in una città in continuo movimento. Non è facile scrivere, con le immagini di una fotocamera, la storia di un quartiere per scoprire chi lascia tracce e messaggi. Ci sono :Graffiti, Murales, Saracinesche dipinte, Vetrine eleganti che sannogenerare la curiosità dei passanti,il Mercatino dell’usato, il Mercato coperto, le Scuole, la Parrocchia, il Museo, la Tintoria storica della Signora Pina, la scuola di Cinema, la scuola di Musica, le Palestre , il Bistrò ,i Bar ,i  Ristoranti, le Pizzerie e ancora i Parrucchieri e gli specialisti per la cura della persona e come non ricordare l’Ottica Vigna Pia .Non mancano gli  Artigiani e per finire, ma non ultimo, il Fotografo “Rinaldino”   . Il mio intento è di presentare un “racconto fotografico”  che ognuno può interpretare e declinare con i suoi ”Amarcord” come ad esempio il rivivere “le bevute alla fontanella”, sita all’incrocio di Vigna Pia-Via Paladini, dopo una partita di calcio tra ragazzi ,oppure ricordando i “gavettoni di fine anno scolastico. Infine, vedendo il tronco della palma tagliato, ma ancora al suo posto, poter ricordare, con non poca tristezza, la bellezza “antica” di Viale di Vigna Pia.
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Roma lungo via Folchi  ,con inizio dalla via Portuense, si trovano i Murales  che raffigurano gli scienziati  che hanno combattuto e vinto le battaglie contro le malattie infettive. Eroi veri, ma dimenticati  su questo muro di cinta . I Murales ora rischiano il degrado e la “polverizzazione” dell’intonaco. Il muro di cinta  dell’Ospedale “Lazzaro Spallanzani”, lato via Folchi, fa da “sostegno” e “tela” ai murales realizzati in questi 270 metri. L’Opera fu iniziata nel febbraio  del 2018 e completata  e inaugurata  il 3 maggio dello stesso anno. Nei Murales sono immortalati i 13 volti di Scienziati che hanno scritto la storia della ricerca sulle malattie infettive. Il progetto dei Murales,  finalizzato a celebrare gli 80 anni della struttura ospedaliera, è stato realizzato grazie alla collaborazione fra la Direzione dello Spallanzani e l’AssociazioneGraffiti Zeroche promuove l’integrazione fra la Street Art e i luoghi che la ospitano. Unica grave pecca ,ahimè, non vi è immortalata nessuna donna.
 

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma-Ingresso via Folchi

Verranno pubblicati le foto dei Murales  di tutti i 13 scienziati , uno alla volta, questo al fine di poter evidenziare la biografia e la loro Opera in maniera  più completa possibile.  Le biografie pubblicate a corredo delle foto sono prese dal Web

Carlo Forlanini, l’uomo che curò la tubercolosi

Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma-9) Carlo Forlanini-Medico- Inventore del pneumotorace artificiale –

A Roma il Forlanini è un grande complesso ospedaliero che tutti conoscono ed usano come punto di riferimento, come il Colosseo, o il McDonald’s di Piazza di Spagna: se cerchi una via tra Piazzale della Radio e la Portuense, ti diranno di costeggiare il Forlanini tre romani su tre. Ma chi era Forlanini, Carlo Forlanini? La cosa è meno nota. Carlo Forlanini, medico milanese vissuto a cavallo tra otto e novecento, è colui che grazie ad una invenzione, lo pneumotorace artificiale, ha contribuito alla cura della tubercolosi. Una invenzione. Si immagina che gli inventori siano gente stravagante, chiusa in laboratori improvvisati, almeno così l’iconografia del fumetto e del cinema ci ha abituato a ritrarli, ma è una immagine che va rivista, almeno in questo caso. Tutta la famiglia Forlanini era dotata di talento inventivo, non solo Carlo. Il fratello Enrico, che fu pioniere dell’aviazione, per esempio fu anche il primo a concepire l’aliscafo. E non solo, ebbe idee necessarie per l’ideazione dell’elicottero, dotando un velivolo con elica sul tetto di un motore a vapore, e poi sperimentò i primi dirigibili. Carlo non era da meno. Da ragazzo, al liceo, si guadagnò un premio per uno studio sui palloni aerostatici. Poi si iscrisse alla facoltà di medicina di Pavia e trovò in seguito impiego all’ospedale Maggiore di Milano. I talenti inventivi, almeno nel 1876, facevano agilmente carriera e Carlo Forlanini divenne primario del Comparto delle malattie cutanee. Ebbe così l’occasione di concentrarsi sull’ambito che più lo attraeva: lo studio della tubercolosi polmonare. Ma bisogna aspettare la cattedra di Propedeutica e Patologia Speciale Medica all’università di Torino nel 1884 per vedere i primi risultati della sua ricerca.
La pneumoterapia (una pratica terapica fatta con apparecchi pneumatici per il bagno d’aria compressa) era usata già con successo nell’asma, nell’enfisema, nelle bronchiti, nelle laringiti e anche nella tisi al primo e secondo stadio. Forlanini fece di più: inventò nuovi apparecchi pneumatici che potevano essere trasportati e dunque anche meglio applicati. A fine ottocento tornò a Pavia. E’ stato un grande insegnante, prova ne fu la passione con la quale i suoi studenti seguivano le lezioni, e prova ne fu anche l’ostinazione che ebbe nel continuare ad insegnare anche in precarie condizioni di salute. Il suo nome rimarrà sempre legato allo pneumotorace artificiale, la cui applicazione fu universalmente promossa attraverso la fondazione dell’Associazione internazionale dello pneumotorace (Londra,1913). Tuttavia la scienza va avanti, e sia la sicurezza che l’efficacia della terapia sono state fortemente discusse e poi superate. Ma per sempre, se passate in zona portuense a Roma, la pietra miliare da seguire sarà Carlo Forlanini: costeggiatelo.

(© 9Colonne – citare la fonte)

Carlo Forlanini- Medico ha inventato lo pneumotorace artificiale che ha guarito tanti tubercolotici

Biografiadi Carlo Forlaninia cura diM.U. Dianzani

  • Carlo Forlanini nacque a Milano nel 1847 da famiglia agiata, imparentata con Paolo Mantegazza. La madre di questi, patriota e organizzatrice nel settore della beneficenza, era infatti nonna di Carlo Forlanini. Il suo nome (Laura Solera) è rimasto nella storia milanese. Fratello di Forlanini fu il famoso Enrico, ingegnere aeronautico di grandi vedute. Un altro fratello, Luigi, fu medico, Presidente, a Milano, della Croce Rossa. Il giovane Carlo studiò a Pavia, ove frequentò il Laboratorio di Patologia Sperimentale, diretto prima da Bizzozero, e poi, dopo la chiamata di questi a Torino, daCamillo Golgi. Si formò scientificamente in questo ambiente, ma preferì poi passare alla Clinica. Interessato soprattutto alle malattie polmonari, fu il primo a intuire che l’unico modo per chiudere le caverne tubercolari del polmone era quello di farne collabire le pareti. Ci riuscì costruendo un apparecchio che serviva a introdurre aria nel cavo pleurico, in modo da creare uno pneumotorace. Il parenchima polmonare si ritraeva all’ilo, e le pareti delle caverne collabivano e potevano chiudersi. La scoperta del pneumotorace come mezzo di cura (1882) gli attirò grande rinomanza.
  • Si presentò nel 1883 al concorso per un posto di professore straordinario di Clinica Medica Propedeutica, posto vacante per il passaggio diCamillo Bozzoloalla Clinica Medica. Fecero parte della CommissioneDomenico Tibone,Giulio Bizzozero,Camillo Bozzolo, Lorenzo Bruno eAngelo Mosso, e Carlo Forlanini fu vincitore. La sua grande passione per le tecnologie nuove distinse la sua attività torinese. Fu sotto la sua direzione che il suo Aiuto,Scipione Riva Rocci, costruì losfigmomanometroper la misurazione della pressione arteriosa, usato ancora oggi. La presenza a Torino di Forlanini accrebbe certamente la rinomanza della Facoltà Medica torinese, che diveniva antesignana anche nella terapia della tubercolosi. Disgraziatamente, dopo un primo periodo di collaborazione, si creò un forte contrasto in Facoltà fra lui e Bozzolo. Forlanini, infatti, aveva chiesto di diventare titolare di una seconda Clinica Medica, ma Bozzolo non aveva gradito. Il problema era acuito dal fatto che il Ministro aveva abolito la cattedra di Clinica Medica Propedeutica.
  • Difeso dalla Facoltà, Forlanini rimase peraltro al suo posto per vari anni. Il problema fu risolto con l’apertura di un concorso per professore ordinario di Patologia Speciale Medica a Torino, contestualmente all’apertura di un altro concorso, identico, a Pavia. Il vincitore di Torino fu Forlanini, quello di Pavia fu Bernardino Silva, un allievo di Bozzolo.
  • Il Ministero accettò che Silva fosse comandato a Torino, e Forlanini a Pavia. Col 1899, si ebbero infine i decreti di trasferimento. Silva restò a Torino, praticamente subalterno a Bozzolo, fino al 1905, quando morì in un incidente di montagna. Forlanini ebbe via libera a Pavia, dove insegnò e operò scientificamente sino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1918.
  • A cura di M.U. Dianzani
Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Carlo Forlanini di Roma

Biografiadi Carlo Forlanini

Biografia diCarlo Forlanini(Milano,11 giugno1847–Nervi,26 maggio1918) è stato unmedicoeinventoreitaliano.Figlio diFrancesco Forlanini[1], medico milanese allora primario all’Ospedale Fatebenefratelli, e di Marianna Rossi (deceduta ditubercolosinel1858)[2], era fratello maggiore diEnrico Forlanini, pioniere dell’aviazione, noto per essere l’inventore dell’aliscafoe per le sue intuizioni sull’elicottero(ideò il primo elicottero azionato da un motore a vapore) e suldirigibile, e fratellastro diGiuseppe Forlanini, figlio di secondo letto del padre, anch’egli primario ma dell’Ospedale Maggiore[3]. Carlo si distinse alliceo classico Cesare Beccaria(Milano) negli studi fisico-matematici e vinse un premio per lo svolgimento di un tema sui palloni aerostatici.

M0013463 Carlo Forlanini, apparatus Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images images@wellcome.ac.uk http://wellcomeimages.org Forlanini’s apparatus for artificial pneumothorax. ‘Die Indikationem und die Technik des kunstlichen Pneumothorax bei der Behandlung der Lungenschwindsucht’ Die Therapie der Gegenwart Carlo Forlanini Published: 1908 Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Ultimato il liceo, si iscrisse alla facoltà dimedicinadell’Università di Pavia(nell’Almo Collegio Borromeoè presente una lapide commemorativa in suo onore) e, dopo la campagna garibaldina, si laureò nel1870con la tesi “Teoria della piogenesi-fachite”. LaCa’ Grandalo attirava e il 23 agosto1870presentò domanda all’Ospedale Maggiore di Milanoche fu accolta e lì iniziò la sua pratica ospedaliera occupandosi dichirurgianella sala di San Paolo sotto la guida del Dott. Monti, continuando le ricerche nel campo dell’oculistica. Rimase per due anni all’ambulanza oculistica di Santa Corona. Nel gennaio1876fu nominato primario del Comparto dellemalattie cutaneedove rimase sei anni, continuando gli studi che più lo attiravano: quelli sulla tubercolosi polmonare, malattia che nell’infanzia gli aveva portato via la madre.

Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma-9) Carlo Forlanini-Medico- Inventore del pneumotorace artificiale –

Nel1884la Facoltà Medica dell’Università di Torinolo propose per la cattedra di Propedeutica e Patologia Speciale Medica che Forlanini accettò con entusiasmo. ATorinonumerosi erano gli studenti che frequentavano le sue lezioni di semeiotica e di clinica: le più ascoltate furono quelle che riguardavano i metodi clinici per ladiagnosidellepleuritie della tisi polmonare. Lapneumoterapia(terapia con apparecchi pneumatici per praticare il bagno d’aria compressa) era usata con successo nell’asma, nell’enfisema, nellebronchiti, nellelaringitie anche nellatisial primo e secondo stadio. Inventò nuovi apparecchi pneumatici trasportabili per renderli più facilmente applicabili e, per rendere più precisa lasemeioticadellapatologia polmonare, modificò ilplessimetro di Seitz: il miglior plessimetro era in avorio, di cinque centimetri di diametro e due millimetri di spessore, da percuotere con le dita per ottenere un suono che rifletteva la natura della zona sottostante.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Carlo Forlanini di Roma

Ritornò nel 1899 all’Università di Pavia, titolare della cattedra di Patologia Speciale Medica e dal 3 febbraio1900di quella di Clinica Medica Generale, al posto del Prof. Orsi, in un Ateneo che vantava una tradizione gloriosa, doveBizzozeroaveva compiuto geniali scoperte sullafisiologiadel sangue, doveGolgiaveva svelato il segreto della fine struttura delsistema nervoso, doveMantegazzaaveva segnalato l’importanza delleghiandole a secrezione interna, doveBassiniaveva creato il metodo di cura dell’ernia inguinale.

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La sua opera di insegnante, che era tanto ammirata, fu negli ultimi anni limitata dalle condizioni di salute. Per l’incrollabile fede nell’efficacia di una cura che, esclusivamente per merito del suo studio, entrò nella pratica quotidiana, gli è dovuto l’appellativo di “inventore dello pneumotorace”, che gli è riconosciuto dagli studiosi di tutto il mondo[senza fonte].

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Senatore dal1913, fu anche membro del consiglio superiore dell’istruzione, dedicandosi anche a ricerche sull’uremia, sull’ipertensione arteriosa essenzialee su diverse patologie polmonari. Al suo nome è intitolato l’Ospedale Carlo Forlanini,sanatoriodiRoma, sede della Clinica universitaria della tubercolosi e delle affezioni respiratorie.

Carlo Forlanini- Medico ha inventato lo pneumotorace artificiale che ha guarito tanti tubercolotici

I risultati di questi lavori portarono Forlanini a ricevere più volte la candidatura alPremio Nobel per la Medicina, almeno una ventina, tra il1912e il1919[4].

Forlanini morì nel1918e venne sepolto in unatombasingola alcimitero monumentale di Milano[5]. Successivamente venne traslato nelFamediocittadino, nello stesso cimitero.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Lo pneumotorace artificiale

Lo stesso argomento in dettaglio:Pneumotorace artificiale.

Nel1877fondò l’Istituto medico pneumatico, dove iniziò gli studi sulla cura dellaTBC polmonare, arrivando nel1882ad ideare lo pneumotorace artificiale.[6][7][8]Applicò la tecnica con pieno successo nel1888, ma essa solo nel 1912 ebbe piena accettazione dalla comunità medica.[9]

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Appassionato di apparecchi pneumatici e stimolato dal fratello Enrico, collaborò con lui discutendo su problemi di idraulica, aerodinamica e fisica, cercando di trarre il massimo beneficio dall’associazione tra scienza medica e meccanica. Il problema di poter applicare l’aria compressa nella cura dellatisilo entusiasmava e i disegni degli apparecchi diaeroterapia, dispirometriae per la cura della tisi erano tutti di mano sua e fatti con tale cura da poter servire al costruttore. Fa brevettare due modelli di aeroterapia per la cura dellapleuritecon inspirazioni di aria compressa per far dilatare ilpolmonee per la cura dell’enfisemacon espirazioni in aria rarefatta. Disegna apparecchi per le inalazioni medicamentose di cui intuisce l’avvenire. I suoi lavori sull’enfisema polmonare e quelli sulla cura dei versamenti pleurici sono pietre miliari nella storia della medicina. La toracentesi con introduzione di aria filtrata (estrazione di quanto più liquido è possibile e introduzione di aria al posto del liquido estratto) è uno dei lavori fondamentali della medicina pratica. Si deve alla sua scuola l’invenzione dellosfigmomanometrodiScipione Riva Rocci, ancora oggi usato in tutto il mondo, che permise la misurazione dellapressione arteriosacon un metodo incruento.

Carlo Forlanini- Medico ha inventato lo pneumotorace artificiale che ha guarito tanti tubercolotici

Forlanini ebbe il merito di accorgersi che lo pneumotorace spontaneo che fortuitamente si aveva in ammalati di tubercolosi cavitaria (la tisi polmonare), imprimeva alla malattia un andamento più favorevole. Secondo le sue idee la malattia era dovuta alla particolare funzione delpolmone, cioè al respiro che in ogni istante fa variare la tensione delparenchima polmonareattraverso la variazione della quantità e pressione del suo contenuto (aria polmonare). Il polmone diventa tisico perché si muove e la tensione statica e dinamica impedisce la riparazione delle lesioni polmonari: l’immobilizzazione assoluta arresta il processo distruttivo favorendo la cicatrizzazione delle lesioni cavitarie.

Per guarire un polmone dalla tisi è necessario pertanto sopprimere la sua funzione, cioè collassarlo per eliminare il costante trauma respiratorio. Il metodo si basa sulla tecnica dellacollassoterapia, elaborata dallo stesso Forlanini, e consiste nell’introdurregas inertenellacavità pleuricacorrispondente alpolmoneleso, in modo che esso venga posto in stato di riposo funzionale, così da favorirne lacicatrizzazione.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Carlo Forlanini di Roma

Tecnica del pneumotorace artificiale

Il metodo di cura del Forlanini è detto pneumotorace artificiale che inmedicinasignifica presenza d’aria nelsacco pleurico. L’apparecchio di Forlanini era costituito da unmanometroad acqua in comunicazione con un rubinetto a tre vie: da una parte c’è un tubo di gomma portante l’ago d’introduzione, dall’altra un cilindro graduato di vetro contenente il gas sotto pressione in comunicazione con un altro contenitore di vetro. Il gas usato eral’aria atmosfericafiltrata dal pulviscolo. L’ossigenosi evitava perché veniva assorbito troppo velocemente e l’azotoperché poteva provocareembolie.

Franco Leggeri Fotoreportage-Roma -Ospedale Lazzaro Spallanzani

L’immobilizzazione del polmone veniva ottenuta introducendo nelle pareti toraciche a ridosso delpolmonestesso, e cioè nelsacco pleuricouna tal quantità d’aria la cui pressione doveva vincere quella espansiva dell’aria inspirata dal polmone: questo verrà in tal modo a trovarsi come sotto una campana d’aria in pressione, che gli impedirà di espandersi durante l’inspirazione e quindi di muoversi. L’introduzione dell’aria era effettuata con un ago che veniva inserito sullalinea ascellare mediadeltorace, all’altezza del IV-VIIspazio intercostale, fino a raggiungere lacavità pleurica, dove si registrava una pressione negativa. A quel punto si iniettava il gas fino a raggiungere una pressione intorno allo zero: ilpolmonecollabiva e rimaneva così, con successivi rifornimenti di gas, per un periodo prolungato di almeno due, tre anni. Si procedeva quindi alla sua riespansione quando si era completamente cicatrizzato.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Al Congresso Internazionale di Roma del1894venne data dimostrazione pratica dell’utilità dello pneumotorace e al VI Congresso Nazionale della Medicina a Roma nel1895Forlanini espose i primi risultati ottenuti con il nuovo metodo di cura che fu accolto però con incomprensione dai contemporanei che consideravano probabilmente un’eresia l’aver studiato il problema della cura della tisi senza tentare qualcosa contro l’agente eziologico della malattia: ilbacillo di Koch.

Nonostante lo scetticismo sul suo metodo Forlanini continuò i suoi esperimenti. Se fino al1894erano svolti su malati nei quali l’estensione, la gravità e la bilateralità delle lesioni toglievano ogni ragionevole speranza di salvezza, dopo il1895la sua attività si rivolse ai malati con monolateralità delle lesioni e buone condizioni generali e così aumentò il numero dei successi. Nel1907si decise a rompere il silenzio che durava ormai da 13 anni e nel giugno si svolsero due conferenze all’Associazione Sanitaria Milanese, una teorica e la seconda nella quale furono presentati i casi di guarigione e il numeroso uditorio lo seguì con interesse e i giornali milanesi si fecero portavoce del successo ottenuto. Il pneumotorace artificiale fu riconosciuto ufficialmente dai tisiologi di tutto il mondo al Congresso Internazionale della tubercolosi tenutosi a Roma nel1912. La applicazione fu universalmente promossa attraverso la fondazione dell’Associazione internazionale dello pneumotorace, avvenuta aLondranel1913.[10][11]Studi più recenti tuttavia hanno sollevato forti dubbi sia sulla sicurezza, sia sulla efficacia dellaterapia[senza fonte], comunque oggi abbandonata.

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Principali lavori pubblicati

  • 1875 Brevissimi cenni di aeroterapia e sullo Stabilimento Medico-pneumatica di Milano.Gazzetta Medica Italiana Lombardia.Serie VII: 6
  • 1882 A contribuzione della terapia chirurgica nella tisi del polmone. Ablazione del polmone? Pneumotorace artificiale?Gazzetta degli Ospedali e delle Cliniche di Milano
  • 1894 Primi tentativi di pneumotorace artificiale della tisi pulmonare.Gazzetta Medica di Torino. 45:381-4, 401-3
  • 1894 Su un caso di stenosi dell’arteria polmonare con persistenza del dotto di Botallo e di tisi polmonare
  • 1895 Primo caso di tisi pulmonare monolaterale avanzata curato felicemente col pneumotorace artificiale.Gazzetta Medica di Torino46:857
  • 1897 Contributo allo studio del polso venoso presistolico
  • 1897 Contributo alla terapia dell’empiema
  • 1906 Zur Behandlung der Lungenschwindsucht durch künstlich erzeugten Pneumothorax.Deutsche Medizinishe Wochenschrift32:1401-5
  • 1908 Apparati e tecnica operativa dello pneumotorace artificiale
  • 1909 Cenni storici e critici sul pneumotorace artificiale nella tisi pulmonare.In: Cappelli, ed. Scritti di Forlanini. Bologna,1928:1013
  • 1912 Il pneumotorace artificiale nella cura della tisi pulmonare.Atti de VII Congresso Internazionale Contra la Tubercolosi.Vol 3 Rome, 182.
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