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Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma-11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina -Premio Nobel per la Medicina nel 1945-

Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944 -Roma -Portuense-Vigna Pia e DintorniQuesto reportage, come quelli a seguire, vuole essere un  viaggio che documenta e racconta la storia di un quartiere di Roma: Portuense-Vigna Pia e i suoi  Dintorni con scatti fotografici che puntano a fermare il tempo in una città in continuo movimento. Non è facile scrivere, con le immagini di una fotocamera, la storia di un quartiere per scoprire chi lascia tracce e messaggi. Ci sono :Graffiti, Murales, Saracinesche dipinte, Vetrine eleganti che sanno generare la curiosità dei passanti ,il Mercatino dell’usato, il Mercato coperto, le Scuole, la Parrocchia, il Museo, la Tintoria storica della Signora Pina, la scuola di Cinema, la scuola di Musica, le Palestre , il Bistrò ,i Bar ,i  Ristoranti, le Pizzerie e ancora i Parrucchieri e gli specialisti per la cura della persona e come non ricordare l’Ottica Vigna Pia .Non mancano gli  Artigiani e per finire, ma non ultimo, il Fotografo “Rinaldino”   . Il mio intento è di presentare un “racconto fotografico”  che ognuno può interpretare e declinare con i suoi ”Amarcord” come ad esempio il rivivere “le bevute alla fontanella”, sita all’incrocio di Vigna Pia-Via Paladini, dopo una partita di calcio tra ragazzi ,oppure ricordando i “gavettoni di fine anno scolastico. Infine, vedendo il tronco della palma tagliato, ma ancora al suo posto, poter ricordare, con non poca tristezza, la bellezza “antica” di Viale di Vigna Pia.

Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

Roma,lungo via Folchi  ,con inizio dalla via Portuense, si trovano i Murales  che raffigurano gli scienziati  che hanno combattuto e vinto le battaglie contro le malattie infettive. Eroi veri, ma dimenticati  su questo muro di cinta . I Murales ora rischiano il degrado e la “polverizzazione” dell’intonaco. Il muro di cinta  dell’Ospedale “Lazzaro Spallanzani”, lato via Folchi, fa da “sostegno” e “tela” ai murales realizzati in questi 270 metri. L’Opera fu iniziata nel febbraio  del 2018 e completata  e inaugurata  il 3 maggio dello stesso anno. Nei Murales sono immortalati i 13 volti di Scienziati che hanno scritto la storia della ricerca sulle malattie infettive. Il progetto dei Murales,  finalizzato a celebrare gli 80 anni della struttura ospedaliera, è stato realizzato grazie alla collaborazione fra la Direzione dello Spallanzani e l’Associazione Graffiti Zero che promuove l’integrazione fra la Street Art e i luoghi che la ospitano. Unica grave pecca ,ahimè, non vi è immortalata nessuna donna.

Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

Verranno pubblicati le foto dei Murales  di tutti i 13 scienziati , uno alla volta, questo al fine di poter evidenziare la biografia e la loro Opera in maniera  più completa possibile.  Le biografie pubblicate a corredo delle foto sono prese dal Web

Sir Alexander Fleming

Sir Alexander Fleming returned to his bacteriology lab at St. Mary’s Hospital in London after a two-week vacation on a warm September morning in 1928. Settling into his workspace, Alexander scanned the unattended Petri dishes. One in particular caught his eye. It sat uncovered next to an open window.

Alexander observed that a strange mold had taken root, its greenish tendrils spreading across the gel-like surface. But what struck him most was the clear area around the mold. He leaned in closer, his curiosity piqued.

Sir Alexander Fleming

It turned out that the mold, later identified as Penicillium, had contaminated the culture. Where the mold had grown, the bacteria had vanished. Something within the mold was killing the bacteria. What followed would change the course of medicine.

Realizing there might be significance to his discovery, Alexander set out to understand the mysterious substance at work. He conducted experiments to study the mold’s properties. His notes detailed its remarkable ability to halt bacterial growth. Soon, he confirmed that it was not merely a coincidence but a potent natural antibiotic.

Yet, at the time, Alexander did not fully grasp the immense medical potential of penicillin, nor did he manage to refine it into a practical treatment. The challenge of isolating and mass-producing penicillin stalled progress for over a decade. It wasn’t until the early 1940s when a team of researchers took up the task, that penicillin was successfully developed into the life-saving drug that would revolutionize modern medicine.

In recognition of their groundbreaking work, a couple of members from that research team, along with Alexander, jointly received the Nobel Prize in Physiology or Medicine in 1945.

Today, penicillin is considered one of history’s most significant medical discoveries.


Amongst his many wisdoms, Alexander left us with the following,

“I have been trying to point out that in our lives chance may have an astonishing influence and, if I may offer advice to the young laboratory worker, it would be this—never neglect an extraordinary appearance or happening. It may be—usually is, in fact—a false alarm that leads to nothing, but may on the other hand be the clue provided by fate to lead you to some important advance.”


Sources:

Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944 Batteriologo inglese (Lochfield, Scozia, 1881 – Londra 1955); prof. di batteriologia nell’univ. di Londra e direttore dell’Inoculation Department del St. Mary’s Hospital; accademico pontificio (1946) e socio straniero dei Lincei (1947)-Alexander nasce il 6 agosto 1881, in una zona rurale nei pressi di Darvelen Ayrshire (Scozia) in una famiglia composta dai genitori e da tre fratelli nati dal secondo matrimonio del padre. Passa l’infanzia e la preadolescenza studiando nelle scuole della zona, dopodiché intorno ai 14 anni si trasferisce a Londra, città in cui convive con uno dei fratelli che studia medicina.

Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

La vita dell’uomo che avrebbe scoperto il primo antibatterico della storia è molto più normale di quanto potremmo immaginare: nella capitale inglese, infatti, Alexander frequenta prima il Regent Street Polytechnic Institute  e poi per quattro anni lavora in una compagnia che si occupa di spedizioni. Insomma, fa l’impiegato.

Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

Nel 1901 la sua  vita prende un’altra piega: eredita dallo zio John una piccola somma di denaro e successivamente il fratello lo convince a iscriversi alla Scuola di Medicina Saint Mary dell’Università di Londra. Durante questi anni entra a far parte del club dei fucilieri dell’università e il suo capitano gli consiglia di unirsi al gruppo di ricerca della facoltà di medicina. È così che Alexander diventa l’assistente batteriologo di Sir Almroth Wright, uno dei primi studiosi di immunologia.

Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

Se inizialmente era intenzionato a diventare un chirurgo, grazie all’esperienza in laboratorio Alexander cambia idea e capisce che quella della batteriologia sarebbe stata la sua strada.

Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Roma-Via Folchi- Ospedale Lazzaro Spallanzani

Nel 1906 si laurea in medicina e chirurgia e solamente due anni dopo vince la medaglia d’oro dell’Università e inizia la carriera come Professore sempre all’interno dell’Ateneo.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Nel 1915 si sposa con Sarah Marion McElroy ma durante la Prima Guerra Mondiale viene inviato al fronte occidentale francese per assistere e curare i feriti di guerra. Qui affronta moltissimi casi di setticemia, cancrena e tetano, ed è costretto a mettere alla prova tutte le sue capacità come medico e, in particolare, come batteriologo.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Terminata la guerra Alexander può tornare finalmente a casa: è l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita che lo porterà a diventare uno dei precursori della medicina moderna.

La prima grande scoperta arriva nel 1922: il lisozima.

Franco Leggeri Fotoreportage-Roma -Ospedale Lazzaro Spallanzani

Il lisozima (dal greco lysis = dissoluzione) è un enzima, una sostanza composta da proteine che il nostro corpo utilizza per prevenire le infezioni e che è presente nelle lacrime, nelle secrezioni nasali e nella saliva. Alexander scopre l’esistenza di una potente barriera che produciamo autonomamente e che mentre a noi non causa nessun danno, è nociva per i batteri (anche se in modo piuttosto blando). Ma come avviene la scoperta? Casualmente, come spesso accadde nella storia di quest’uomo.

Franco Leggeri Fotoreportage- Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 11) Alexander Fleming- Batteriologo, scopritore della penicillina- Premio Nobel per la Medicina nel 1944

Alexander aveva semplicemente lasciato in un recipiente un po’ del suo stesso muco nasale per qualche settimana e poi, una volta rientrato in laboratorio, aveva notato che si erano sviluppati dei microbi in tutto il recipiente, tranne in quelle zone dove c’era il suo muco.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Decide così di ripetere l’esperimento con altre sostanze che normalmente produce il nostro corpo come le lacrime e la saliva e capisce che tutte contengono un antibatterico, per quanto leggero, del tutto naturale. Non era però in grado di isolarlo perché, purtroppo, nel laboratorio mancava un chimico.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Grazie allo studio del lisozima e alcune ricerche sulle muffe svolte negli anni successivi, si realizza anche la più grande scoperta di Alexander: la penicillina. È il 1928 e nel suo laboratorio sta studiando e coltivando lo stafilococco, un comune batterio che vive sulla superficie e all’interno del nostro corpo, ma che può generare delle patologie in circostanze particolari.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Anche in questo caso Alexander dopo qualche giorno di assenza torna in laboratorio e scopre che una muffa ha contaminato uno dei recipienti che contenevano una cultura di stafilococchi. La cosa strabiliante è che la colonia di stafilococco a contatto con muffa era stata totalmente distrutta. Il motivo? La muffa, appartenente al genere Penicillium, produceva una sostanza in grado di annientare i batteri. Il 7 marzo del 1929 la sostanza prodotta dalla muffa prende il nome di penicillina.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Anche in questo caso sono necessari moltissimi altri test di laboratorio per verificare l’efficacia di questa nuova sostanza scoperta, ma – nonostante gli incoraggianti risultati ottenuti – la penicillina diventerà un medicinale diffuso e utilizzato solo 15 anni dopo. Ad aiutare il processo di ingresso della penicillina nel grande mondo dei medicinali furono due studiosi di Oxford, Howard Florey ed Ernst Boris Chain che isolarono la penicillina pura, di gran lunga più efficace di quella grezza prodotta naturalmente dalla muffa. Furono loro ad entrare in contatto con le case farmaceutiche statunitensi e a fare in modo che la penicillina fosse prodotta in enormi quantità.

Nel 1944 Alexander viene nominato Sir, titolo onorifico nei paesi anglofoni, e riceve il Premio Nobel per la Medicina insieme a Florey e Chain. Alexander è spesso collegato al tema della serendipità o – in inglese – “serendipity”. Si tratta della capacità o la fortuna di fare per caso delle scoperte importanti mentre si sta cercando (o in questo caso studiando) altro, come sono state quelle di Alexander in ambito medico-scientifico.

La grandezza di questo medico sta nell’aver predisposto tutte le condizioni affinché le scoperte potessero avvenire e, dall’altro lato, aver saputo osservare i fenomeni che si generavano ed essere riuscito ad interpretarli. Nel 1947 viene a mancare il maestro di Alexander, Sir Almroth Wright, e due anni dopo purtroppo viene a mancare la moglie, Sarah.

Nel 1953 Alexander sposerà la sua seconda moglie, la microbiologa Amalia Coutsoris-Voureka con cui aveva stretto un legame negli anni dopo essere stati colleghi al Saint Mary. Il Dottor Alexander Fleming muore d’infarto l’11 marzo del 1955 a soli 74 anni.

Biografia a cura di A cura di Camilla Ferrario-Fonte- Geopop è un progetto editoriale di Ciaopeople.- https://www.geopop.it/

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