Aree interne, dalla sanità alla salute: un nuovo modello di governo per affrontare l’emergenza – Una sala Ubaldi gremita, partecipazione attenta e confronto di qualità. È il bilancio della prima tappa del ciclo di incontri pubblici promossi dalla lista Progetto Marche, che mercoledì 16 luglio ha fatto tappa a Fabriano con l’evento “Dalla sanità alla salute: un nuovo modello di governo per affrontare l’emergenza”, dedicato al tema cruciale del benessere e dei servizi sanitari nelle aree interne della regione.
A coordinare l’iniziativa è stato Giacomo Guida, candidato al Consiglio Regionale per la lista civica Progetto Marche a sostegno del candidato presidente del centrosinistra Matteo Ricci, che ha posto con forza il tema dell’inadeguatezza dell’attuale modello sanitario regionale, segnato da liste d’attesa insostenibili, crescente pressione legata all’invecchiamento della popolazione e un’eccessiva ospedalizzazione. “O si cambia rotta – ha dichiarato Guida – o le Marche interne si spopolano anche nella salute. Serve un governo regionale che conosca i territori e dia risposte concrete”.
Sul palco si sono alternati interventi qualificati e complementari. Giulio Argalia, Segretario Nazionale dei Medici Radiologi, ha evidenziato la necessità di un nuovo sistema di coordinamento per ridurre la frammentazione dell’offerta e garantire equità nell’accesso alle cure. Fabio Biondi, CEO di Diatech Pharmacogenetics, ha sottolineato come l’innovazione biotecnologica, se integrata con il sistema pubblico, possa migliorare prevenzione e diagnosi precoce anche nei territori più lontani. Michele Caporossi, candidato di Progetto Marche e già Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, ha ribadito l’importanza di riformare la governance sanitaria, partendo dal territorio e ridando centralità al ruolo del pubblico. Significativo anche l’intervento di Flavia Mancia, giovane Medico di Medicina Generale rientrata nelle Marche dopo anni di formazione fuori regione, oggi attiva nelle aree interne. La sua testimonianza ha dato voce a chi lavora ogni giorno tra mille difficoltà, portando innovazione e vicinanza, e contribuendo in modo concreto alla tenuta del sistema sanitario locale. A chiudere l’incontro è stato il Sindaco di Fabriano, che ha rivolto i saluti istituzionali e i ringraziamenti finali, ribadendo l’importanza della sinergia tra istituzioni e cittadini per tutelare il diritto alla salute.
Durante il dibattito sono state presentate le principali proposte programmatiche di Progetto Marche per la sanità regionale. Al centro vi è l’idea di istituire un’Unità di crisi regionale, capace di coordinare domanda e offerta di prestazioni, affrontando in modo sistemico e trasparente il nodo delle liste d’attesa. Fondamentale è poi il rafforzamento della sanità di prossimità, che passa per una valorizzazione del ruolo dei medici di medicina generale, l’incentivazione dell’assistenza domiciliare e della telemedicina, e la costruzione di una rete capillare di case della comunità. L’ospedale deve tornare a essere luogo per le acuzie, mentre nei territori va costruito un modello di “ospedale diffuso”, vicino alle persone e ai loro bisogni quotidiani. Altro punto cardine è la promozione della salute e la prevenzione integrata, con interventi sugli stili di vita, sull’alimentazione, sull’ambiente e sulla salute animale, in risposta anche alle sfide del cambiamento climatico. In quest’ottica, Progetto Marche propone la creazione in Regione di un Dipartimento One Health, per un approccio multidisciplinare e integrato alla salute pubblica.
“Quello che abbiamo vissuto a Fabriano – ha concluso Guida – non è stato semplicemente un convegno, ma un atto di impegno civile e politico. La sala gremita, la qualità degli interventi, la partecipazione di giovani medici e cittadini ci confermano che la questione della salute nelle aree interne è una priorità che non può più aspettare. Oggi nelle Marche ci si ammala due volte: una per la malattia, l’altra per l’abbandono istituzionale. Abbiamo il dovere di cambiare rotta. Con Progetto Marche proponiamo un nuovo modello di sanità pubblica: diffuso, accessibile, umano. Vogliamo costruire un sistema in cui i territori non siano periferie dimenticate, ma luoghi di innovazione, prevenzione e cura. Per farlo servono competenze, concretezza e visione: non proclami, ma soluzioni. Le nostre proposte sono attuabili, sostenibili e pensate per restituire dignità alle persone e lavoro ai professionisti della salute”.
Progetto Marche si propone così come la forza civica del centro-sinistra marchigiano capace di unire serietà amministrativa, ascolto e innovazione, con una chiara bussola valoriale: difesa del pubblico, valorizzazione dei giovani, sinergie con il privato dove quest’ultimo affianca e non sostituisce, e centralità delle aree interne come chiave dello sviluppo regionale. L’appuntamento di Fabriano è stato solo il primo passo. Nelle prossime settimane, Progetto Marche continuerà a promuovere incontri e confronti in tutto il territorio regionale. L’obiettivo è chiaro: costruire una Regione più giusta, vicina e preparata, partendo proprio da quei luoghi che troppo spesso sono stati dimenticati, ma che oggi rappresentano la vera sfida politica e sociale del futuro.
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