Cold Case De Rothschild, nuovi dubbi: “Jeannette e Gabriella vittime di omicidio”
di Maurizio Verdenelli
“Lo posso rivelare soltanto adesso pubblicamente a distanza di oltre un quarantennio dai fatti e da 6 anni dalla sua scomparsa a causa di una grave malattia cio’ che Egli mi disse rientrando a Camerino da Londra, dove aveva contattato fonti utili alla sua indagine e naturalmente gli investigatori di Scitland yard. ‘Mai in vita mia mi sono sentito vicino ad un pericolo tanto grave, mai ho sentito di essere vicino ad un rischio di morte. Ma tu non raccontare ad alcuno cio’ che ti sto dicendo ora’.

Aveva appena 25 anni quando il dottor Alessandro Iacoboni, fresco di nomina, aveva iniziato ad indagare sul caso di Jeannette May e Gabriella Guerin come Giudice Istruttore presso il Tribunale di Camerino. Ed utilizzando per primo lo strumento della rogatoria internazionale aveva condotto l’ inchiesta in varie parti d’Europa e perfino in Brasile”.
E’ visibilmente commosso, quando rispondendo ad una domanda di chi scrive, il professor Franco Maria Venanzi, genetista molecolare, docente (in pensione) dell’Universita’ di Camerino, ricorda cosi’ l’amico Iacoboni davanti ad una piccola ma significativa platea di 50 persone. Che riunite per la presentazione de ‘Il mistero De Rotschild’ di Francesco Torresi che dal Mulino Museo di Fausto Barboni a Gelagna Bassa avevano trovato rifugio dal temporale e ospitalita’ presso la sede comunale del capoluogo Serravalle di Chienti (ottimo il ristoro con le tipicita’ di Fabio Capitani!). L’incontro e’ stato moderato dal giornalista Francesco Ciccarelli, intermezzi musicali della soprano Tatiana Chiarini.

Una piovosa serata d’estate nell’Alto Maceratese nelle suggestioni e nei riverberi di un’altra sera ancora avvolta nel mistero, in un’altra localita’ tra questi rilievi che separano Marche ed Umbria, contesto che stampa, cinema ed ormai letteratura internazionale hanno definito il Giallo dei Gialli per antonomasia.
Una nuova inchiesta ha riaperto da alcuni mesi le indagini chiuse dallo stesso dottor Iacoboni (poi presidente del tribunale di Camerino, quindi di Macerata e per ultimo Teramo) con una sentenza ‘aperta’ vista la mancanza di prove certe: morte bianca ma con dubbi ad aprire la possibilita’ di un duplice omicidio. Di questa ipotesi e’ convinto lo stesso Venanzi che ha letto tutte le carte dell’enorme faldone De Rothschild (ora a Macerata): “Per me e’ sicuro che Jeannette e Gabriella abbiano subito una morte violenta” dichiara.

Che si e’ recato a Ronchis, in Friuli, dai Guerin nel 2005. “Alla famiglia ho proposto da genetista molecolare ad accertarsi sull’identita’ delle ossa sepolte nel cimitero del paese. Fino ad allora Gabriella (governante poi interprete ed amica dell’ex baronessa ndr) poi definirsi una Jane Dow come gli americani chiamano le vittime di sesso femminile in attesa d’identita’. Ottavio e Gioia, i figli che da sempre vogliono vedere chiaro sulla fine della madre, hanno aderito. E sulle ossa rinvenute a Podalla di Fiastra tutte appartenenti a lei, il Dna e’ stato confermato. Per quanto riguarda i resti di Jeannette (cremati) il riconoscimento e’ avvenuto tramite le arcate dentali. Avrei voluto estrarre il dna anche in questo caso ma mr. May, il secondo marito della signora, non ha dato seguito alla mia richiesta”.
La perizia medico legale sui reperti fu ad opera del professor Mario Graev (Universita’ di Macerata) che non vi riscontro’ segni di violenza. Il docente, direttore dell’Istituto di Medicina Legale, su quest’esperienza scrisse poi un racconto di natura letteraria, mai piu’ ritrovato.

Relatore: prof. Franco Maria Venanzi
Il prof. Venanzi. da parte sua e’ rimasto sempre legato a questo Cold Case, anche nel ricordo dell’amico Iacoboni. Nell’anno accademico 2005/2006 e’ stato relatore della tesi sperimentale di laurea in Diagnostica molecolare forense e tossicologica. Laureanda Monica Castellucci. Titolo: Cold Case.Fascicolo n. 2736/1980 Procura della Repubblica di Macerata: tracce genetiche mitocondriali.
Nella tesi sono riportati i risultati delle analisi molecolari sul Dna mitocondriale sullo scheletro della Guerin. Nella parte generale si ricostruisce l’intero Cold Case. Sulla quale soluzione Venanzi é categorico: duplice omicidio. Da dire peraltro che anche chi (stragrande maggioranza, quasi unanimità) indagò 45 anni é d’accordo sulla tesi di morte bianca pur in presenza di molti dubbi. Dubbi si avrebbero pure gli investigatori inglesi ma sull’operato dei colleghi italiani. E’ certo che in quel lontano 1980, ben 18 giorni avvolsero e bloccarono le indagini. In quel lasso di tempo -delle due donne alcuna traccia fino all’avvistamento della peugeot nera da parte del capitano elicotterista Salvatore Forte- la neve avvolse e bloccò ogni iniziativa investigativa.
Foto di copertina: Francesco Ciccarelli e Tatiana Chiarini
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