domenica, Aprile 19, 2026
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Roma-Istituto Svedese di Studi Classici Convegno in onore di Francesco di Gennaro

Roma- Organizzato dall’ Istituto Svedese di Studi Classici a Roma in collaborazione con l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici

Il convegno intende discutere il sistema organizzativo dei territori delle città centro tirreniche in epoca preromana (X-IV secolo a.C.), in particolare i rapporti tra centri primari e centri secondari, lo sfruttamento delle risorse, lo sviluppo dei sistemi viari e la strutturazione dei confini.

SVENSKA INSTITUTET I ROM

ISTITUTO SVEDESE DI STUDI CLASSICI A ROMA

Via Omero, 14
00197 Roma
tel. +39 06 320 1596
info@isvroma.org

Ecco il programma

I racconti condivisi giocano un ruolo essenziale nella creazione della memoria culturale delle società umane. Il racconto non è però solo linguaggio: a raccontare sono anche le immagini, gli oggetti, gli spazi. Il convegno “Ascoltare con gli occhi: oggetti e spazi che parlano nel mondo antico” si propone di indagare proprio questa dimensione altra del racconto, affidato non alle parole, ma ad altri “fatti comunicativi” non meno efficaci. Appuntamento il 13 e 14 ottobre 2025 all’Istituto Svedese di Studi Classici in via Omero 14 a Roma, in presenza fino a disponibilità di posti, e da remoto, su piattaforma Teams https://tinyurl.com/n7dr9929. Il convegno è organizzato da CNR-ISMed, CNR-ISPC, Istituto Svedese di Studi Classici, università di Napoli l’Orientale. Coordinamento scientifico: Alessandra Piergrossi. Comitato scientifico: Valeria Acconcia (Ud’A), Massimo Cultraro (CNR-ISPC), Andrea Ercolani (CNR-ISMed), Ulf Hanson (ISSC), Laura Lulli (UnivAQ), Alessandra Piergrossi (CNR-ISPC), Riccardo Palmisciano (UniOr), Livio Sbardella (UnivAQ).

PROGRAMMA 13 OTTOBRE 2025. Alle 14.45, saluti istituzionali di Ulf Hansson – Costanza Miliani; 15, Andrea Ercolani: introduzione ai lavori; 15.15, Alessandra Piergrossi, “Narrare per immagini: oggetti e spazi come testi visivi”. I SESSIONE. Le storie raccontate dagli oggetti: presiede e coordina Ulf R. Hansson. Alle 15.40, A. Di Renzoni, M. Bettelli, M.C. Martinelli, S.T. Levi, “Raccontare il mare. La decorazione ceramica eoliana della prima età del Bronzo come memoria condivisa”; 16.10, Massimo Cultraro, “Raccontare l’intimità: l’affresco del Gioiello di Cnosso tra comunicazione visiva e narrazione simbolica”; 16.40, coffee break; 17.10, Mariassunta Cuozzo, “Alcune annotazioni su immagini e tradizione orale nella Campania Orientalizzante”; 17.40, Valeria Acconcia, “Un eroe per tutte le stagioni: come il record archeologico racconta, interpreta e adatta il mito e la figura di Eracle oltre l’orizzonte greco”; discussione; 20, cena sociale.

PROGRAMMA 14 OTTOBRE 2025. II SESSIONE. Narrare per immagini: presiede e coordina Giulia Rocco. Alle 9.30, Laura Ambrosini, “I dialoghi sui vasi attici: tracce di oralità per ricostruire la vita quotidiana”; 10, Giancarlo Bozza Germanà, “Qui intendo innalzare uno splendido tempio. Alcune osservazioni sull’Inno omerico di Apollo tra fonti orali e fonti iconografiche”; 10.30, Simone Rambaldi, “I racconti negli oggetti: sintetizzare storie nell’arte greca e romana”; 11, coffee break. III SESSIONE. Ambienti, paesaggi, racconti: presiede e coordina Riccardo Palmisciano. Alle 11.30, Ennio G. Biondi, “Erodoto e gli Sciti: racconto e visualizzazione dell’alterità”; 12, Manuela Giordano, “Le mura e le loro storie”; 12.30, Alessio De Cristofaro, “Immagini e racconto nel mondo medio-tirrenico di età arcaica”; discussione; 13.30, light lunch. IV SESSIONE. Racconti e modi del racconto: presiede e coordina Andrea Ercolani. Alle 15, Laura Sagripanti, Alessandra Vivona, “Comunicare ed evocare. Il racconto degli scarabei tra Veio e Cerveteri”; 15.20, Margherita Perri, “Donne, lana e memoria. Tessitura, genere e narrazione nei contesti dell’Italia preromana”; 15.40, Carlo Giuranna, “Il lebete bronzeo di Cadmo nella Cronaca di Lindo: cultura materiale, storia locale e tradizioni mitiche sui Φοινικικὰ γράμματα”; 16, Giorgia Di Lorenzo, “Le Passeggiate narrative come format efficace di didattica e divulgazione: l’esperienza di Storie a Manovella”; discussione.

Roma-Istituto Svedese di Studi Classici

L’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma promuove la ricerca e l’insegnamento accademico nell’ambito dell’archeologia classica, della filologia classica, della storia dell’arte e dell’architettura, nonché della storia culturale e letteraria, con particolare riguardo all’area geografica del Mediterraneo. L’istituto offre borse di studio annuali e per studenti laureati organizza, in collaborazione con le università svedesi, corsi nelle discipline degli studi classici e della storia dell’arte. L’Istituto Svedese promuove inoltre un dialogo accademico internazionale attraverso l’organizzazione di convegni, conferenze e cicli di seminari. L’Istituto ospita una biblioteca di ricerca, un laboratorio archeologico, stanze e appartamenti per borsisti e ricercatori. Fondato nel 1925 su iniziativa del principe ereditario Gustavo Adolfo, l’Istituto è una fondazione privata finanziata dal Ministero dell’Educazione (Utbildningsdepartementet). Il consiglio di amministrazione e l’ufficio amministrativo hanno sede a Stoccolma.

L’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma fu fondato nel 1925 su iniziativa del principe ereditario Gustavo Adolfo, che divenne primo presidente del consiglio di amministrazione. Scopo della fondazione dell’Istituto fu quello di promuovere gli studi classici, ma anche più in generale di favorire la ricerca in campo umanistico e artistico. L’attività fu avviata a Roma nel 1926 dal primo direttore, Axel Boëthius, nella sede di via del Boschetto 68. Lo stesso anno si tenne il primo corso di archeologia classica. Nel 1928 l’Istituto si trasferì in un appartamento più grande nel palazzo Brancaccio in via Merulana e nel 1939 ottenne una nuova sede a Valle Giulia, in via Omero, nei pressi di Villa Borghese.
Tra il 1956 e il 1978 furono condotti, sotto la guida dell’Istituto, scavi archeologici nel territorio viterbese: San Giovenale (1956-65), Luni sul Mignone (1960-63), Selvasecca (1965-71) e Acquarossa (1966-78).
Nel 1959 fu istituito un corso di storia dell’arte e nel 1991 il ruolo di docente di storia dell’arte (vicedirettore).
Tra i fondi e le fondazioni che sostengono la ricerca si segnala in particolare la Fondazione Famiglia Rausing.

PERSONALE SCIENTIFICO 1926-

Direttore: Axel Boëthius (1926-35, 1952-53, 1955-57), Einar Gjerstad (1935-40), Erik Sjöqvist (1940-48), Arvid Andrén (1948-52, 1964-66), Olof Vessberg (1953-55), Erik Welin (1957-61), Bengt E. Thomasson (1961-64), Paul Åström (1967-69), Carl Eric Östenberg (1970-78), Carl Nylander (1979-97), Anne-Marie Leander Touati (1997-2001), Barbro Santillo Frizell (2001-2013), Kristian Göransson (2013-2019), Ulf R. Hansson (2019-).

Vicedirettore:
Torgil Magnuson (1979-1992), Börje Magnusson (1992-2008), Sabrina Norlander Eliasson (2008-2013), Martin Olin (2013-2015), Lars Berggren (2015-2018), Maria H. Oen (2019-), Sabrina Norlander Eliasson (2023-)

Assistente scientifico/Docente:
Paavo Roos (1984-1987), Barbro Santillo Frizell (1988-1992), Lars Karlsson (1993-1999), Arja Karivieri (2000-2002), Allan Klynne (2003-2007), Simon Malmberg (2007-2011), Ingela Wiman (2012-2013), Henrik Boman (2014-2017), Fredrik Tobin Dodd (2018-2021), Hampus Olsson (2022-).

L’EDIFICIO
Architetto: Ivar Tengbom
Responsabile dei lavori: Oscar Sitte
Durata dei lavori: 1938-1940
Arredamento: Carl Malmsten (mobili), Elsa Gullberg och Märta Måås-Fjätterström (arredo tessile).
L’edificio fu realizzato in seguito all’accordo stipulato nel 1937 fra lo stato italiano e quello svedese. Il terreno fu donato dallo stato italiano che in cambio ottenne un terreno a
Stoccolma per la costruzione di un
corrispondente istituto (Istituto Italiano di Cultura). Sia la costruzione dell’edificio originario che della foresteria furono finanziati dalla Fondazione Knut e Alice Wallenbergs Stiftelse. L’ambizione del progetto fu quella di realizzare un edificio in linea con i modelli dell’architettura e dell’arredamento moderni svedesi.
Il principe Eugenio, che presiedeva il comitato deputato alla scelta degli arredi, dipinse e donò all’Istituto una copia del suo noto dipinto “La Nuvola”, collocato nella Sala Conferenze, mentre Olga Milles donò nel 1956 la scultura realizzata dal marito Carl Milles dal titolo “Solglitter” (Bagliore di sole), ad ornamento del cortile dell’istituto. La Foresteria fu edificata nel 1964 su progetto dello studio dell’architetto Anders Tengbom. Negli anni 1987-88, in occasione dei lavori di ristrutturazione su progetto di Bo Myrenberg, fu realizzato un Auditorio, mentre al 2008 risale l’ultimo dei tre magazzini della biblioteca.

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