lunedì, Gennaio 19, 2026
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Roma Municipio XIII-Castel di Guido e l’improbabile  soggiorno di Franz Kafka-

Roma Municipio XIII-Castel di Guido. Va in scena la Compagnia del “Teatro Pretesto” con lo spettacolo : “Il Castello, il  Processo e la Metamorfosi” tratto dai tre capolavori di Franz Kafka. Qui, a Castel di Guido,  nella periferia di una Mamma Roma pasoliniana,  un cittadino potrebbe essere  catapultato nel mezzo del romanzo  “ Il Processo” ed essere imputato e poi condannato da un “Ente Assurdo”,  senza una colpa “chiara”,  e  ritrovarsi in un  labirinto pieno di punti interrogativi. Forse Albert Camus con il suo “Mito di Sisifo” ci  potrebbe suggerire la ricerca di un senso al perché dell’esistenza di questo “Assurdo Ente”. All’apertura del sipario sono subito entrati in scena gli attori ,  stelle della supercazzola, della Compagnia di giro.

Franz Kafka

Gli attori  dell’Opera tragicomica , dopo l’overture con l’ assolo per trombone, suonato da un famoso “Tirabusciò” che sembra un personaggio” evaso” da un fumetto in vendita nell’edicola del ridicolo ,hanno iniziato la loro performance.

  Entra in scena “er sola”che avanza verso il pubblico   con il viso in penombra, aiutato da un cappello calato sulla fronte. Il guitto, detto“er sola”, si è  esibito nel famoso “raglio del somaro”. Bravissimo!  sette più. Si è fatto notare  il sempre  presente e oramai famoso Gregor, lo scarafaggio della “Metamorfosi”.

Franz Kafka

Poi  c‘è stato un fuori contesto, o fuori di testa, del “sor cocime l’ova” il quale ha introdotto Verdi e il suo Rigoletto cantando l’aria :”Cortigiani vil razza dannata  “ ma , per fortuna, subito zittito  dal controcanto dell’angolo opposto all’ipotenusa  che ha intonato il coro “da curva” il famosissimo brano “nun  ce rompe er caxxo!”  un  testo le cui parole sono mutuate, se volete  estrapolate e “rivisitate”,  dal noto “inciso”  di Monsignor della Casa e più volte citato e ripreso da Baldassarre Castiglione nel “Cortigiano”, non nell’edizione della famosa “cinquecentina” ma in quella, meno famosa, del 1700, questa nota per chiarire e per la precisone.

L’abborracciato e l’ascaro servente sono due attori “per caso” che ,in attesa di entrare in scena,mangiavano pane e formaggio, innaffiando il pasto con il classico “bicchier di vino” che poi  si è scoperto essere solo  latte.

Nel conciliabolo di varie comparse, noti “Sandaloni” di Cinecittà, il tema in discussione era  il perché di questa complessa  sceneggiatura :”Così male argomentata e poi quel fil di fumo  ancora presente ” . Nell’angolo del palco , in fondo e in penombra ,con la testa tra le mani, c’era  il tipico attore dal fare “intellettualoide” che  voleva recitare la celebre poesia di Gregory Corso “…..Mamma … il leone  …”ma non trovava la tonalità , il famoso “LA”, per immergersi nell’atmosfera da Beat Generation. Debbo umilmente chiedere scusa a Kafka per aver utilizzato i suoi capolavori  ma, forse,  non in maniera che possa definirsi impropria.

Franz Kafka

Come incontrai Kafka a Castel di Guido?

L’incontro con Franz Kafka è di pura fantasia. Se cammini per la Campagna Romana potresti avere il piacere di incontrare i più vari personaggi, alcuni sono famosi , altri  meno e altri, ahimè, soltanto , come dire , fastidiosi .  Non molto tempo addietro, mentre camminavo  per la strada alberata che attraversa l’Azienda Agricola Comunale sì quella asfaltata, sul  ciglio lato  Roma ho intravisto ,  appoggiato ad un eucaliptus , un signore  vestito di tutto punto ho notato subito che  indossava una bella cravatta ed  un cappello a bombetta , sicuramente fuori moda, le scarpe nere erano ricoperte da un velo di polvere, questo particolare lo notai quando mi avvicinai a lui. Riconobbi subito  il grande scrittore  Kafka il quale  rispose  al mio saluto con voce sicura e con un italiano perfetto , ma con una sottile cadenza  straniera. Iniziammo a parlare  e ,dopo uno scambio di convenevoli di rito, Kafka mi  disse che si trovava nell’Azienda Agricola Comunale e lo scopo della sua presenza  era per chiarire dei suoi dubbi nati dopo  aver  visto una serie televisiva dal titolo “Tutti pazzi per amore”, prodotta da Rai Fiction e trasmessa in Italia nel 2008 . Protagonisti della serie erano due agrimensori  e molte scene furono girate a Castel di Guido . La domanda che si poneva Kafka era se gli agrimensori, protagonisti maschili della fiction, fossero simili al  protagonista del suo romanzo “Il Castello”, risposta che non ero in grado di dare anche se avevo assistito da spettatore e fotografato alcune scene durante le riprese della fiction .Un particolare che ricordo e ho notato fu che gli attori protagonisti non avevano dimestichezza con gli strumenti topografici  i quali sono essenziali per un agrimensore professionista .Con l’occasione dell’incontro ho voluto anche chiarire ed informare Kafka chi era la persona che scopri e fotografo per primo la sua tomba a Praga. Raccontai a Kafka  che a scattare la foto  fu il mio amico , famosissimo fotoreporter, Antonio Sansone mentre era al lavoro per produrre un fotoreportage sulla “Primavera di Praga” nel  1968.  La foto della tomba di Kafka, credo di ricordare,   fu poi pubblicata dal Corriere della Sera. Parlammo  di Ottla Kafka ,sorella di Franz Kafka, la quale nel 1942 fu deportata nel ghetto di Theresienstadt. Lì Ottla non si arrese. Lavorò, aiutò e sostenne gli altri, in particolare i bambini. Poi, l’atto finale. Si offrì volontaria per accompagnare un gruppo di  bambini sul treno verso Auschwitz. Condivise la loro paura, la loro tenerezza e il loro ultimo viaggio. Morì nella camera a gas il 7 ottobre 1943. Parlammo anche del Campo di Lavoro di Castel di Guido istituito dal fascismo. Comunque  questa è un’altra storia che avrò modo di pubblicare con ,a corredo,  alcuni documenti d’archivio. Ma,  si domanderà il lettore attento, il Processo e la sua Metamorfosi, andati in scena a Castel di Guido,  com’è stato il  finale? Bene, l’arlecchinata istaurata dall’ipotetica e rabberciata “Compagnia di Giro” è terminata nel nulla e, quindi,  la Ragione e Concretezza sono in essere e pronte a difendere, con strumenti democratici,  la Campagna Romana e i suoi abitanti.

N.B. -L’articolo è una sintesi, con molti tagli ,  di un mio  racconto lungo tratto da Murales & Fotoreportage dalla Campagna Romana.

Franco Leggeri- Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

Franz Kafka

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