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Due medici di Pescara a giudizio per presunta attività intramoenia illegale

due medici

Due medici dell’ospedale di Pescara rinviati a giudizio per presunta attività intramoenia illegale

Nulla è più pericoloso di un’ingiustizia legalizzata.” — Albert Camus

Introduzione

La vicenda dei presunti rinvii a giudizio di due medici dell’ospedale di Pescara per attività intramoenia illegale ha acceso il dibattito sulla trasparenza e l’equità nel sistema sanitario pubblico. L’intramoenia, che permette ai medici di offrire prestazioni private all’interno delle strutture pubbliche, è un tema delicato che richiede equilibrio tra diritto alla salute, rispetto delle regole e fiducia dei cittadini.

Cosa è l’intramoenia e perché è regolamentata

L’attività intramoenia consente ai medici del Sistema Sanitario Nazionale di svolgere visite o interventi a pagamento, fuori dall’orario di servizio. La normativa stabilisce regole precise per garantire che questa attività non comprometta il servizio pubblico e rispetti il regime di esclusività dei dirigenti.
Approfondisci sulla normativa intramoenia

Il rischio principale riguarda la confusione tra pubblico e privato: se svolta irregolarmente, l’intramoenia può creare disparità di accesso alle cure e minare la fiducia nel sistema sanitario.

Situazioni analoghe si sono verificate anche in altre regioni: in Calabria, nel luglio 2025, cinque medici furono arrestati per aver esercitato attività intramoenia in strutture private non autorizzate. Questo scenario evidenzia le potenziali criticità del sistema, tra disparità di accesso, pressioni sulle liste d’attesa pubbliche e crescente ricorso al privato.

I presunti fatti di Pescara

Secondo alcune segnalazioni, due medici in servizio presso un ospedale di Pescara sarebbero stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver svolto prestazioni intramoenia in modo illegittimo. L’ipotesi è che queste attività non fossero compatibili con gli obblighi contrattuali dei dirigenti del Sistema Sanitario Nazionale.

Va precisato che al momento non esistono conferme ufficiali su nomi, date o dettagli del procedimento. Le uniche vicende documentate riguardano altre regioni o denunce precedenti gestite dai NAS di Pescara, senza riferimento diretto ai medici pescaresi.

Implicazioni legali e sanitarie dell’intramoenia abusiva

Se confermata, la vicenda avrebbe conseguenze rilevanti:

  • Dal punto di vista giuridico, il rispetto del regime di esclusività è fondamentale. La Corte Costituzionale ha chiarito che i medici ospedalieri non possono svolgere intramoenia presso strutture private accreditate.
    Sentenza Corte Costituzionale
  • Dal punto di vista sanitario, abusi nell’intramoenia possono generare disuguaglianze nell’accesso alle cure e incentivare la migrazione verso il privato, minando l’equità del servizio pubblico.

Notizie e conferme mancanti

Dopo una verifica delle fonti disponibili, non ci sono elementi certi che confermino il rinvio a giudizio di due medici a Pescara per intramoenia illegale. Le notizie più recenti riguardano:

Le riforme e i dibattiti recenti sull’intramoenia

L’intramoenia è al centro di dibattiti e regolamentazioni recenti:

  • La Regione Piemonte ha approvato nel 2025 una legge quadro che definisce regole chiare per trasparenza, tracciabilità dei pagamenti e limiti all’attività privata.
    Legge intramoenia Piemonte
  • Alcune regioni hanno adottato il modello “super-intramoenia”, permettendo alle strutture pubbliche di erogare prestazioni private con le stesse risorse del SSN, suscitando preoccupazioni sulle disuguaglianze.
    Super-intramoenia in Lombardia
  • Sindacati e associazioni di categoria sottolineano che una restrizione indiscriminata potrebbe peggiorare le liste d’attesa e ridurre l’attrattiva della professione ospedaliera.
    Opinione CIMO-FESMED

Conclusioni e riflessioni finali

La presunta vicenda dei due medici di Pescara non è al momento verificata. Non ci sono fonti affidabili né atti pubblici che confermino l’esistenza del procedimento.

Resta però evidente che l’intramoenia solleva questioni cruciali: il confine tra pubblico e privato, la trasparenza, l’equità nell’accesso e la sostenibilità del sistema sanitario. Se ben regolamentata, l’intramoenia può alleviare le liste d’attesa senza compromettere i principi del SSN. Un uso scorretto, invece, rischia di generare ingiustizie e sfiducia.

Questa vicenda — reale o presunta — ricorda come la sanità pubblica non sia fatta solo di infrastrutture o personale, ma anche di valori etici. Quando un’ingiustizia viene “legalizzata”, come ammoniva Camus, la corruzione non è solo economica: è morale.

Carlo Di Stanislao

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