Pietrangeli oltre il mito: quel gesto gentile alla vigilia del sequestro De Megni
di Maurizio Verdenelli
Il grande cuore di Pietrangeli. Non si spegne l’ondata di cordoglio popolare seguita all’improvvisa scomparsa di colui che e’ stato definito ‘la leggenda del tennis’, il campione che ha fatto amare questo sport al Belpaese. Aveva una grande anima oltre che una classe cristallina, Nicola. Questo episodio lo chiarisce a perfezione. Attenzione alla data: 2 ottobre 1990. La sera prima di un fatto di cronaca che avrebbe cambiato – fu scritto- la storia d’Italia: il sequestro di Augusto De Megni. E’ trascorso un quarto di secolo ma e’ ancora nel cuore di tutti quel bambino allora di 10 anni primogenito di un importante famiglia perugina tenuto prigioniero dall’Anonima sarda per 110 giorni. Per lui quel Natale ’90 in mano a rapitori senza pieta’ (condannati complessivamente a 2 secoli e 6 mesi di reclusione) fu un incubo vissuto da tutti, in primis dai coetanei di De Megni jr..
La sera prima che l’incubo avesse inizio, Augusto era s bordo della Porsche del padre Dino al Tennis Club di Perugia a borgo XX Giugno. Dino noto imprenditore, figlio dell’avv. Augusto, era socio del Club (pure vicepresidente per un periodo) e in genere legatissimo al calcio: tra i suoi incarichi ci sarebbero poi stata la presidenza del Pisa e del Perugia dove fu il primo a mettere sotto contratto mister Maurizio Sarri.
Ma ritorniamo a quel giorno d’inizio ottobre. L’ultima sera di quiete. Quel 2 ottobre -mi ricorda Dino compagno di Liceo al Classico ‘Annibale Mariotti’- “una Porsche del tutto simile alla mia si affianco’: il finestrino si abbasso’ e vidi il volto famoso di Nicola Pietrangeli, al suo fianco riconobbi il volto della sua fidanzata, notissina come oggi; giornalista tv Lucia Colo. ‘C’e’ Poppi?” mi chiese con un sorriso. Gli risposi che Poppi Vinti era ‘passato’ dal Tennis Club allo Junior in via XX Settembre dove lo accompagnai”. Essendo legato da profonda amicizia con Vinti, Pietrangeli divento’ dopo quella serata una presenza non usuale dello Junior.
Intanto dopo il sequestro 24 ore dopo di quell’incontro al Tennis Club, passarono terribili mesi.Rilasciato il 22 gennaio 1991 Augusto divento’ un piccolo, grande eroe popolare. E’ l’ospite d’onore dei palcoscenici piu’ importanti.A Macerata insieme con tutta la sua classe delle scuole elementati di Borgo XX Giugno partecipo’ a ‘Piacere Raiuno’ spettacolo cult itinerante di Ra1 per una settimana al ‘Lauro Rossi’. Ho memoria in proposito di giovani e no a far la fila in piazza della Repubblica sferzata dalla nevesotto, per un posto in teatro.
Poi, il dopoteatro con tutti i bambini, ‘immortalati dal fotoreporter de Il Messaggero, Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni, ospiti a pranzo in un noto ristorante, allora, in fondo al corso. In quell’occasione Dino De Megni che accompagnava il gruppo, mi invio’ un messaggio pieno d’affetto.

Per Augusto palcoscenici anche e naturalmente sportivi. Cosi’ venne accolto con tanta simpatia da Arrigo Sacchi, Gullit e Van Basten a Milanello. A maggio eccolo a Roma agli Internazionali di tennis. E li’ sboccio’ ancora l’incontro -un incrocio ancora casuale ma intenso÷- con Pietrangeli, ‘divinita’ eponima del Foro Italico. Il grande campione, che oggi a 24 ore dalle esequie, l’Italia piange, abbraccio’ commosso il piccolo Augusto di cui aveva seguito passo passo la terribile esperienza.
“Tante feste da parte di Pietrangeli che rivelava ancora una volta di piu’ il suo gran cuore” mi ricorda Dino al telefono.
Gli anni trascorrono ma la Storia d’Italia scritta nell’anima del Paese a cavallo tra il 90 e il 91 non si dimenticano. Non si possono dimenticare.
Foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Pietrangeli#/media/File:Nicola_Pietrangeli_cropped.jpg
Il tennista italiano Nicola Pietrangeli a Palazzo Braschi, Roma, 30 ottobre 1996
User:Blackcat – Nicola Pietrangeli e il fotografo Augusto De Luca.jpg di Augusto De Luca
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