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Grande Teatro di Eduardo in TV del 17 gennaio alle 21.15 su Rai 5: “Natale in casa Cupiello” con Vincenzo Salemme

natale

Anticipazioni per il Grande Teatro di Eduardo in TV del 17 gennaio alle 21.15 su Rai 5: “Natale in casa Cupiello” con Vincenzo Salemme – Un ciclo antologico dedicato al teatro di Vincenzo Salemme: lo propone Rai Cultura da sabato 17 gennaio alle 21.20 su Rai 5, a partire dal suo “Natale in casa Cupiello”. Ultimo erede della gloriosa commedia napoletana, che va da Scarpetta a Eduardo, è drammaturgo, regista e interprete di un repertorio popolare mai banale, che sa cogliere la profonda umanità di una quotidianità semplice, radicata nei valori della tradizione. Dopo il “Natale in Casa Cupiello, si prosegue sabato 24 gennaio con “Napoletano? … e famme ‘na pizza!” e sabato 31 gennaio con “Di mamma ce n’è una sola”, a febbraio è la volta di “Una festa esagerata”, in onda sabato 7, e di “Sogni e Bisogni” in onda il 14 febbraio. Si chiude sabato 21 febbraio con “La gente vuole ridere ancora”. In “Natale in casa Cupiello”, Vincenzo Salemme porta in scena ed interpreta la commedia “eduardiana” per eccellenza, in questa versione registrata in diretta all’Auditorium Domenico Scarlatti della sede Rai di Napoli il 26 dicembre 2024  Rispettando il testo originale, Salemme dimostra l’attualità di quest’opera senza tempo, una delle commedie più conosciute del teatro del ‘900: ” Portare in scena per la prima volta un’opera così fondamentale – dice Salemme – per il teatro italiano è stata una gioia immensa. Attraverso il meraviglioso testo di Eduardo, respirando le sue parole ho potuto riscoprire una civiltà culturale che credo si stia affievolendo nel mondo di oggi. Anche per questa ragione, quindi, non potrei essere più felice di averlo ritrovato sul palco”. Il testo viene ripreso rievocando un tempo nel quale lo stesso Salemme ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del teatro, incontrando proprio il Maestro Eduardo nel 1977: “Andai a Cinecittà per provare a fare la comparsa in qualcuna delle sue commedie che stava registrando per la Rai. E lo incontrai in una pausa della lavorazione. Aveva sulle spalle lo scialle color vinaccia pallido, un camicione da notte e i mutandoni che finivano dentro i calzettoni di lana. Era il costume della commedia più bella, più amara, più divertente, più sentimentale, più intensa, più malinconica, più festosa, più struggente della storia: Natale in casa Cupiello. Sono passati, da allora, molti anni. Nel frattempo, sono diventato attore a tempo pieno e, dopo aver avuto il privilegio di lavorare con Eduardo nei suoi ultimi due anni di palcoscenico, ho potuto continuare a frequentare il suo magnifico teatro grazie ai 12 anni nella compagnia del figlio Luca”. Da più di 30 anni Vincenzo Salemme scrive e mette in scena commedie e spettacoli, spesso portati anche al cinema e in tv, “ma – aggiunge – la voglia di tornare in quella casa degli anni ‘40 del secolo scorso, di sentire il freddo del dopoguerra addolcito dai preparativi del presepe, la voglia di rivedere quel prototipo di bamboccione, indimenticabile nelle sembianze di Luca De Filippo, la voglia di sentire le  zampogne a fare da colonna sonora alla forza travolgente e incontrollabile delle passioni della figlia, la voglia di rivedere la potenza disperata di Concetta/Pupella, le sue lacrime di fronte al pericolo della disgregazione familiare, la voglia di abbracciare la tenera impotenza di Luca Cupiello di fronte alle promesse disilluse della vita, quella voglia non mi ha mai lasciato. Ecco perché ho deciso di mettere in scena questo capolavoro. E di farlo come io ho imparato a fare in questo mestiere. Con semplicità e amore”. “Natale in casa Cupiello”, di Eduardo De Filippo, diretto ed interpretato da Vincenzo Salemme con: Antonella Cioli, Antonio Guerriero, Franco Pinelli, Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Fernanda Pinto, Oscarino Di Maio, Agostino Pannone, Pina Giarmanà, Geremia Longobardo, Nuvoletta Lucarelli, Gennaro Guazzo, Marianna Liguori. Scene, Luigi Ferrigno. Costumi, Francesca Romana Scudiero. Luci, Cesare Accetta. Le musiche sono di Nicola Piovani. Prodotto da Valeria Esposito per “Chi è di scena”. Produzione esecutiva dello spettacolo teatrale di Gianpiero Mirra e Daniela De Rosa per “Diana Or.i.s.”. 
Per Rai Cultura, curatrice Giulia Morelli, programmista multimediale Matilde Pieraccini, produttrice esecutiva Serena Semprini, coordinamento editoriale Felice Cappa e regia TV di Barbara Napolitano

.Natale in casa Cupiello è un’opera teatrale tragicomica scritta da Eduardo De Filippo nel 1931. Portata in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli (oggi Cinema Filangieri), il 25 dicembre 1931. Natale in casa Cupiello segna di fatto l’avvio vero e proprio della felice esperienza della Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo”, composta dai tre fratelli e da attori già famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno (Agostino SalviettiPietro CarloniTina PicaDolores Palumbo, Luigi De Martino, Alfredo Crispo, Gennaro Pisano). A giugno Eduardo aveva firmato un contratto con l’impresario teatrale che lo impegnava per soli nove giorni di recite per presentare il suo nuovo atto unico subito dopo la proiezione di un film. Il successo della commedia fu tale che la durata del contratto fu prolungata sino al 21 maggio 1932. Originariamente si trattava di una commedia ad atto unico (quello che, nella versione definitiva, costituisce oggi il secondo atto), ampliato successivamente in due distinte fasi: la prima, nel 1932, vide aggiungersi l’attuale primo atto e la conclusiva, nel 1934[1] (secondo anche quanto dichiarato da Eduardo sul numero 240 della rivista Il Dramma uscito nel 1936) o nel 1937[2] o addirittura nel 1943 (secondo un’ipotesi avallata più tardi dallo stesso autore[3]), che configurò l’opera nella sua versione attuale, composta da tre atti. La complessa genesi della commedia portò Eduardo stesso ad affermare che essa era nata come un “parto trigemino con una gravidanza di quattro anni”.

Trama

La scena si svolge nell’arco di circa cinque giorni nella casa della famiglia Cupiello, della quale vengono rappresentate la camera da letto (atti I e III) e la sala da pranzo (atto II).

I atto

È la mattina dell’antivigilia di Natale. Luca Cupiello e sua moglie Concetta si svegliano, ma il loro risveglio è reso comicamente faticoso dalle bizze dell’uomo, che si lamenta per il freddo e per il pessimo caffè che lei gli ha preparato. Luca è un fervente amante delle tradizioni natalizie, e non vede l’ora di potersi dedicare maniacalmente alla composizione del Presepe, nonostante le critiche della moglie e del figlio Tommasino (Nennillo), che lo ritengono anacronistico (questa situazione costituirà una gag ricorrente per tutta la messa in scena). La sua impresa è inoltre resa difficoltosa dall’intervento di suo fratello Pasqualino, scapolo collerico in perenne guerra col pestifero Nennillo; Luca sembra inoltre avere alcune difficoltà nei movimenti e nel ricordare le cose, tragicomiche anticipazioni del dramma che seguirà. Irrompe in casa la figlia Ninuccia, agitata per l’ennesima lite con suo marito Nicolino. Ninuccia, che non ha mai amato il marito, vuole scappare con il suo amante Vittorio e confessa alla madre di voler lasciare Nicolino a cui ha scritto una lettera di addio. La donna, a causa delle forti resistenze della madre, ha un attacco nervoso e, nell’impeto, rompe alcune suppellettili e la struttura del presepe. Nel caos che segue Concetta ha un mancamento, e riesce a strappare a Ninuccia la promessa di fare la pace con Nicolino; tuttavia nel trambusto la ragazza perde la lettera, che sarà ritrovata da Luca il quale, ignaro di tutto, la consegna a Nicolino.

II atto

In casa Cupiello è tutto pronto per festeggiare la vigilia di Natale. Tommasino, ignaro della relazione della sorella, arriva a casa accompagnato da Vittorio che, oltre a essere l’amante di sua sorella, è anche suo amico. Il ragazzo insiste perché si trattenga qualche minuto a casa sua. Rimasti soli, Concetta chiede a Vittorio di andarsene immediatamente e permettere a Ninuccia di salvare il suo matrimonio con Nicolino: quest’ultimo infatti, dopo aver letto la lettera consegnatagli incolpevolmente dal suocero, è a conoscenza della loro relazione, e solo i copiosi sforzi di Concetta hanno evitato il peggio. In quel momento tuttavia rincasa Luca che, anch’esso ignaro della relazione extraconiugale della figlia, insiste perché Vittorio si fermi a cena. La serata prosegue con una tensione di sottofondo, stemperata dai pasticci di Luca, Nennillo e Pasqualino e da mille disavventure che costellano la preparazione della cena. Approfittando di un momento di solitudine, Ninuccia e Vittorio hanno un drammatico incontro che sfocia nell’esplosione della passione tra i due; Nicolino li sorprende nell’atto di scambiarsi un dolce bacio, e accusa Ninuccia e Concetta di averlo ingannato. I due uomini e Ninuccia abbandonano quindi la casa per potersi sfidare a duello. Mentre Concetta, rimasta sola in scena, si dispera, giungono Luca, Pasqualino e Tommasino vestiti da re magi con i loro regali per lei.

III atto

Venuto brutalmente a conoscenza della situazione familiare, Luca, per anni vissuto nell’illusione di aver creato una famiglia felice, ha un colpo apoplettico e si ritrova a letto in preda a difficoltà motorie e verbali per l’ictus sopravvenuto. L’intero vicinato è ormai costantemente presente al suo capezzale, dove Luca accusa deliri e allucinazioni che hanno come protagonista il genero Nicolino, che ha lasciato immediatamente la moglie e si è recato da alcuni suoi parenti a Roma. Pur nel delirio Luca spera ancora di vederlo riappacificato con sua figlia, la quale è distrutta dal dolore in quanto è perfettamente cosciente che su di lei ricadono le colpe della malattia del padre. Sopraggiunge il medico, che improvvisa una diagnosi incoraggiante alla moglie ed alla figlia di Luca, ma rivela invece al fratello la cruda verità: Luca non ha scampo e la sua morte è ormai questione di ore. Una improvvisa visita dell’amante Vittorio, che si sente moralmente responsabile dello stato di salute di Luca, ne provoca l’ennesimo equivoco allucinatorio e Luca, scambiandolo per Nicolino, arriva a benedire inconsapevolmente l’unione dei due amanti proprio all’arrivo del marito di lei, che viene subito trattenuto a viva forza e portato fuori dai presenti. Luca Cupiello, ormai definitivamente ripiegato nelle sue allucinazioni, si avvia così a morire ignaro ancora una volta della realtà.

Tommasino, alla domanda che suo padre gli rivolge in punto di morte, «Te piace ‘o presepio?» (“Ti piace il presepe?”), alla quale egli in precedenza aveva sempre risposto di no con stizzita protervia, finalmente si “scioglie” e tra le lacrime gli sussurra un laconico , proprio mentre suo padre sembra entrare nella gioiosa allucinazione di un “enorme presepe nei cieli”.

Personaggi
  • Luca Cupiello (chiamato affettuosamente Lucariello): è il protagonista della storia, capofamiglia dei Cupiello. Si tratta di un signore della bassa borghesia dai modi pacati e a volte eccessivamente pomposi, reso talvolta bizzoso e irascibile a causa dell’età (cosa che in realtà rimprovera a sua moglie). Molto legato ai valori famigliari e alla tradizione, è entusiasta di poter costruire il suo presepe, cui lavora alacremente ignorando le critiche di moglie e figlio. Pur essendo un personaggio prevalentemente comico, nel corso della commedia appare chiaro che nasconde una grave malattia, visibile nelle sue difficoltà motorie e linguistiche.
  • Concetta: moglie di Luca, è anche lei piuttosto avanti con l’età. Pragmatica e diretta, Concetta è un po’ il contraltare di Luca: è lei che sopporta le sue lamentele e, più in generale, tutte le piccole e grandi difficoltà della famiglia. Come il marito, nonostante la forte componente umoristica del suo personaggio, anche in lei è ravvisabile la negatività, data dalla pena di essere l’unica a conoscenza delle vicissitudini sentimentali di Ninuccia; spesso e volentieri nel corso del dramma sarà sopraffatta da tutti questi carichi, che spezzeranno l’apparente sua forza e le causeranno crolli emotivi.
  • Tommasino (detto Nennillo): secondogenito di Luca e Concetta, incarna il personaggio del giovane fannullone e sfaticato, in contrasto con la famiglia e apparentemente senza voglia di lavorare e atto a procurarsi soldi in tutti i modi, anche i meno puliti. Nel terzo atto queste caratteristiche avranno però un completo ribaltamento, e Nennillo si trasformerà in un figlio devoto che farà di tutto per confortare i genitori nella difficoltà.
  • Ninuccia: prima figlia di Luca e Concetta. La ragazza, intrappolata tra un matrimonio che la rende infelice (con Nicolino) e un amore impossibile (per Vittorio), appare quasi sempre scontenta e malinconica, arrivando talvolta a reazioni furiose. Da alcune frasi dette da Luca Ninuccia viene dipinta come una ragazza sognatrice e piena di voglia di libertà, tuttavia rimane sempre e comunque asservita alla sua famiglia.
  • Nicolino: marito di Ninuccia, è un grosso commerciante che incarna il ruolo del borghese arricchito. Nicolino appare infatti elegante e distinto, ma è in realtà rozzo, trasandato e per nulla adeguato allo status sociale che ha raggiunto. Inoltre vede Ninuccia come un oggetto di sua proprietà, e pur trascurandola e rendendola infelice ne è incredibilmente geloso.
  • Vittorio: l’amante di Ninuccia. Vittorio è dipinto come personaggio speculare a Nicolino: più povero, ma realmente distinto ed elegante, è bruciato dal desiderio di Ninuccia, che lo spinge anche ad azioni irrazionali.
  • Pasqualino: fratello di Luca e suo coinquilino, Pasqualino è uno scapolo di mezza età dai modi collerici e vittimistici; è il bersaglio preferito di Tommasino, che in effetti è particolarmente dispettoso nei confronti dello zio.

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