Roma-Due piani strategici che accompagneranno nel futuro l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Policlinico Gemelli con l’obiettivo, tra gli altri, del pareggio di bilancio dell’ospedale nel biennio 2028/2029. È quanto annunciato dalla rettrice dell’ateneo Elena Beccalli, durante l’inaugurazione dell’anno accademico svoltasi questa mattina, 29 gennaio. Nel prossimo triennio le attività dell’università, attiva a Roma dal 1961, ruoteranno intorno a cinque piani interconnessi che riguardano, ha affermato la rettrice, «l’istituzione di una scuola di integrazione dei saperi per rafforzare l’interdisciplinarità nell’affrontare le grandi questioni del nostro tempo; il rinnovamento di contenuti e metodologie dell’offerta formativa, privilegiando qualità e uso consapevole dell’intelligenza artificiale; la valorizzazione della ricerca e dei ricercatori; il rafforzamento dell’internazionalizzazione e lo sviluppo delle attività di fundraising. Allo stesso tempo – ha proseguito -, il Policlinico Gemelli, con un piano industriale quadriennale, intende consolidare il suo ruolo di grande academic hospital europeo, pur in un contesto economico complesso. Obiettivo del piano è realizzare un profondo lavoro interno di innovazione organizzativa e gestionale».

Tema dell’anno accademico è l’alleanza tra generazioni incentrata sulla trasmissione del sapere, la longevità e il dialogo tra giovani e anziani. «Per restituire all’umano tutte le età della vita – le parole della rettrice – occorre superare un vuoto di pensiero, andando a costruire con creatività e rigore contesti di vita inclusivi e comunità capaci di sostenere l’autonomia e al tempo stesso le relazioni tra le generazioni». Alla vigilia della Giornata per la vita, Beccalli ha ricordato che «l’ecosistema Gemelli è tra i principali centri nascita del Paese e il primo del Lazio, con oltre 4mila parti all’anno».

Volto al futuro anche il pensiero del ministro alla Salute Orazio Schillaci, il quale ha spiegato che il primo scopo del Sistema sanitario nazionale deve essere «quello che gli italiani non si ammalino più». Un futuro in cui sia davvero garantita equità nelle cure perché, ha rimarcato il titolare del dicastero, è «impensabile che l’accesso alle cure o le aspettative di vita dipendano dal codice di avviamento postale di residenza o dal reddito». Ha quindi invitato a dialogare con le nuove generazioni, «condizione essenziale per rendere il Servizio sanitario più giusto e moderno». L’imperativo è «passare da una sanità reattiva a una sanità proattiva».
La sede romana dell’ateneo è annessa al Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”, inaugurato nel 1964 e dal 2015 gestito dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, riconosciuta dal 2018 come Irccs. L’offerta formativa è specializzata e concentrata sulla facoltà di Medicina e Chirurgia e quella di Economia. Attivi anche 9 dipartimenti, 25 centri di ricerca, 40 corsi di laurea, 56 scuole di specializzazione. «La Regione Lazio è orgogliosa del vostro lavoro – ha detto il presidente Francesco Rocca -. Rappresentate un punto di riferimento per la ricerca e la sanità». Il futuro della sanità, per Rocca, è «la medicina di prossimità, è lì che ci giochiamo la credibilità».
Presenti alla cerimonia anche i cardinali Baldo Reina, Giovanni Battista Re, Giovanni Battista Re e Lorenzo Baldisseri. La prolusione è stata affidata a Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche farmacologiche “Mario Negri”, il quale ha esortato i giovani a fare una rivoluzione culturale, a «spostare l’attenzione dalle cure alla prevenzione. Il mercato – ha dichiarato – vuole farci credere che le malattie piovano dal cielo ma si possono evitare adottando corretti stili di vita. Ma a tutti fa comodo che le cose non cambino». Facendo riferimento alle sue note critiche a testare nuovi farmaci esclusivamente contro placebo, ha invitato gli studenti a «rifiutare di appartenere a studi che vanno contro l’etica. Voi potete cambiare questa situazione, noi non ci siamo riusciti – ha rimarcato -. Documentatevi, siate attivi, spingete i vostri professori a darvi tutte le informazioni necessarie».
La parte istituzionale della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico è stata preceduta dalla Messa presieduta dall’assistente ecclesiastico l’arcivescovo Claudio Giuliodori. Concelebranti gli arcivescovi Alfonso Amarante, rettore della Pontificia Università Lateranense, e Vincenzo Zani del cda della Cattolica. Giuliodori ha ricordato che chi lavora nella sanità è «chiamato a seguire lo stile del buon samaritano». Nell’VIII centenario del transito di san Francesco, ha affidato il nuovo anno alla benedizione del poverello di Assisi. «Come lui si è convertito abbracciando il lebbroso e il suo corpo piagato – ha detto nell’omelia – così anche noi possiamo sempre più dilatare il nostro cuore servendo con generosità e amore sincero il corpo malato delle nostre sorelle e dei nostri fratelli».
Articolo di Roberta Pumpo-Fonte-Roma Sette il settimanale diocesano della Chiesa di Roma
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