giovedì, Marzo 12, 2026
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Trump salda i conti con gli ayatollah. Eliminati Khamenei e i vertici del regime islamico in Iran

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Trump regola i conti con gli ayatollah. Eliminati Khamenei e i vertici del regime islamico in Iran – Tanto tuonò che piovve. Dopo 47 di regime islamista iraniana salito al potere a Teheran nel 1979 e contrassegnato dall’assalto alla ambasciata americana e la presa degli ostaggi diplomatici nel 1980, dalla feroce repressione della opposizione interna con centinaia di migliaia di vittime mietute fra i giovani e le donne di Teheran e delle altre città e università persiane, dal finanziamento e dalla diffusione del terrorismo jihadista in Libano, Yemen e molti altri Paesi medio orientali le forze armate americane ed israeliane hanno colpito il regime degli ayatollah con raid aerei devastanti che hanno decapitato la sanguinaria dittatura islamista eliminandone i massimi vertici.

Infatti la tv di Stato iraniana ha confermato la morte di Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica Islamica, ucciso dai raid aerei Usa-Israele sulla capitale Teheran. Khamenei, “una delle persone più malvagie della storia, è morto”, aveva dichiarato Trump su Truth, annunciando l’eliminazione del leader iraniano. L’Iran ha annunciato anche la morte di Ali Shamkhani, stretto consigliere di Khamenei e capo del Consiglio nazionale di Difesa.

Anche il comandante delle Guardie rivoluzionarie, Pakpour, è stato ucciso negli attacchi congiunti di Israele e Usa. Morti anche il ministro della Difesa, Nasirzadeh, e il capo di Stato maggiore delle Forze armate, Mousavi. La conferma arriva dalla tv di Teheran. I media iraniani annunciano inoltre la morte della figlia, del genero e della nipote di Khamenei. Lo riferiscono diverse agenzie di stampa tra cui Fars.

Iran: “Nulla fermerà il nostro arricchimento nucleare, neppure la guerra” – “Nulla fermerà l’arricchimento nucleare dell’Iran, neppure in caso di guerra”. È il messaggio lanciato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha ribadito la fermezza della Repubblica islamica di fronte alle pressioni internazionali, in particolare quelle degli Stati Uniti. “La pressione militare americana non ci intimorisce”, ha dichiarato il capo della diplomazia di Teheran, sottolineando che l’Iran non intende rinunciare a quello che considera un proprio diritto sovrano.

“Non chiediamo il permesso a nessuno e non siamo spaventati dalle minacce e dalle pressioni militari degli Stati Uniti nel Golfo Persico”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna. Araghchi ha tuttavia ribadito che la via maestra resta quella diplomatica, purché fondata sul rispetto reciproco: “La diplomazia è l’unica strada, ma ha successo solo quando riconosce i nostri diritti intrinseci e quando c’è dialogo invece di minacce, pressioni o coercizioni”. “Il nostro è un Paese di diplomazia e di guerra – ha concluso – ma questo non significa che siamo alla ricerca del conflitto”, lasciando intendere che Teheran si dice pronta al confronto politico ma non arretrerà di fronte a eventuali escalation militari.

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