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La Concuranza di Francesco d’Assisi

La Concuranza

La Concuranza di Francesco d’Assisi – Si svolgerà il prossimo venerdì 6 marzo 2026, alle ore 21.15 presso il Teatro Giuseppe Verdi a Pollenza, provincia di Macerata nelle Marche, in occasione della celebrazione degli 800 anni della scomparsa del Santo Francesco di Assisi, il più amato nel mondo e Patrono d’Italia, l’annuale rassegna Laudato Sii che Arte Per Le Marche ha ideato e curato da sempre.

“La Concuranza di Francesco d’Assisi” è liberamente ispirata ad un pensiero, un ‘opera del letterato Accademico Mauro Alvisi, che sarà ospite il 6 marzo a Pollenza.

Importante la presenza di Sua Eccellenza, l’Arcivescovo Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.

Interverrà il poeta ed attore Emanuele D’Agapiti, che contribuirà ad esaltare una serata, non convenzionale, ma all’insegna dello stupore e della meraviglia, secondo la strada segnata da Francesco d’Assisi.

Importante il neologismo della “Concuranza”, coniato dal prof. Mauro Alvisi, nato durante un incontro che il Professore ebbe in una comunità di giovani.

Questi ponevano al Professore, che è anche un saggista, domande, ma soprattutto cercavano risposte e speranza per un futuro cosi incerto.

Fu allora che, tra il serio e il faceto prese “corpo’ una parola, la quale divenne oltre l’etere, opera viva dal libro alla vita e ricerca scientifica internazionale, in quanto percorso esperienziale di condivisione solidale tra gli uomini per “scongiurare l’abisso” come l’autore avvisa.

Ed è la Vita, di Francesco d’Assisi, come la vita di ogni Uomo, ad essere celebrata nella Laudato Sii 2026.

E’ in questa ottica che l’intervento di Sua Eccellenza, l’Arcivescovo Monsignor Vincenzo Paglia, rappresenta l’esprit più alto della manifestazione.

L’esegesi della sua parola sarà un’occasione straordinaria, più unica che rara, per il territorio in un tempo cosi avaro di segni spirituali.

La spiritualità troverà spazio anche nella performance laica del poeta, attore Emanuele D’Agapiti che, in un contrappunto, di sintassi, logica e parole, poesia e prosa insieme al Prof. Mauro Alvisi, rappresenterà quasi un’offerta liturgica alla bellezza inerente quella che è stata la vita di Francesco d’Assisi.

Un San Francesco che scuote le coscienze di allora come ora.

Così, Emanuele D’Agapiti poeta filosofico incisivo, intende scuotere le coscienze prendendo in prestito le parole di un grande cantautore, violinista, polistrumentista e compositore Italiano quale Angelo Branduardi.

“E così me ne vado da solo

sulla strada che sale ad Assisi

così solo da cercare ad ogni passo

la tua voce che ancora muove il grano

Francesco uomo santo e felice”.

E’ anche importante evidenziare come il Prof. Alvisi parli dell’Intelligenza Collettiva Cooperante e dell’Intelligenza Sociale della ConCuranza che possono essere viste come strumenti per trasformare il male in bene, per creare un mondo migliore, più giusto e più umano, magari riprendendo il significato della figura del lupo bianco.

Per i Nativi americani, il lupo bianco è un simbolo potente e sacro, che rappresenta la spiritualità, la saggezza e la protezione. In molte tribù, il lupo bianco è considerato un animale spirituale, un insegnante e un guida che aiuta gli individui a navigare nel mondo spirituale e a trovare la loro strada nella vita.

Il lupo bianco è spesso associato alla luna, alla notte e ai sogni, e si crede che abbia la capacità di vedere nel buio e di guidare gli altri attraverso l’ignoto. È anche un simbolo di lealtà, di fedeltà e di famiglia, poiché i lupi sono noti per la loro forte struttura sociale e la loro dedizione ai loro branchi.

In alcune tribù, il lupo bianco è considerato un messaggero degli dei, che porta messaggi e insegnamenti spirituali agli esseri umani. Altri lo vedono come un simbolo di trasformazione e di rinascimento, poiché il lupo è in grado di cambiare la sua forma e di adattarsi a nuove situazioni.

Il lupo bianco è anche associato alla figura del “Vecchio Uomo Lupo”, un essere spirituale che si crede abbia la capacità di cambiare forma e di insegnare la saggezza e la spiritualità agli esseri umani.

In generale, il lupo bianco è un simbolo potente e rispettato nelle culture dei Nativi americani, che rappresenta la connessione con la natura, la spiritualità e la saggezza ancestrale.

Da qui, il ricordo della leggenda del Lupo Bianco di Pollenza che fu ammansitom sito da un umile monaco di Rambona vestito di bianco anche lui , il cui Nome Amico rese possibile l’amicizia tra l’uomo e il lupo e il lupo di Gubbio di San Francesco d’Assisi. Due storie che condividono un tema comune: la trasformazione del male in bene attraverso la compassione e la comprensione.

La leggenda del Lupo Bianco di Pollenza è una leggenda che racconta di un lupo bianco che terrorizzava il paese, ma una volta guarito dopo essere stato ferito e malato, si trasformò in un protettore dei pastori guidandoli alla fondazione di un nuovo paese e proteggendo spiritualmente i suoi abitanti.

Il lupo di Gubbio, invece, è un episodio della vita di San Francesco d’Assisi, che racconta di come il Santo abbia incontrato un lupo feroce che terrorizzava la città di Gubbio e, attraverso la sua predicazione e la sua compassione, abbia addomesticato il lupo e lo abbia trasformato in un amico della città.

Entrambe le storie possono essere viste come metafore della lotta tra il bene e il male, rappresentati rispettivamente dal Lupo Bianco e dal Lupo Nero.

Il Lupo Nero rappresenta il super io che fagocita l’uomo, il suo lato oscuro e distruttivo, mentre il Lupo Bianco rappresenta il super noi della fratellanza universale, la capacità di amare e di comprendere.

La storia di Caino e Abele può essere vista come un esempio di come il male possa nascere dalla gelosia e dall’invidia, ma anche di come il pentimento e la compassione possano trasformare il male in bene.

L’Intelligenza Collettiva Cooperante e l’Intelligenza Sociale della ConCuranza possono essere viste come strumenti per trasformare il male in bene, per creare un mondo più giusto e più umano. Attraverso la cooperazione e la compassione, possiamo superare le nostre differenze e creare un futuro più luminoso.

Il Lupo Bianco rappresenta quindi la capacità di conversione del male in bene, del nero in bianco, attraverso la comprensione e l’amore. È un simbolo di speranza e di redenzione, un richiamo a non arrendersi mai alla violenza e alla distruttività, ma a cercare sempre la via della pace e della fratellanza.

Il lupo bianco di Pollenza sembra essere quindi un simbolo potente che rimanda a una profonda connessione con la natura e con la spiritualità dei primi nativi americani. La figura del lupo bianco come guida trasformativa e simbolo di fratellanza con l’uomo è un tema comune a molte culture indigene.

La connessione con San Francesco d’Assisi è particolarmente interessante, poiché il santo è noto per la sua capacità di comunicare con gli animali e per la sua visione di una fratellanza universale che include tutte le creature.

L’intelligenza sociale e la capacità di cooperazione sono infatti caratteristiche fondamentali della cosiddetta “concuranza”, un concetto che si riferisce alla capacità di lavorare insieme e di creare qualcosa di nuovo e di più grande della somma delle parti individuali.

Così, Il lupo bianco di Pollenza incarna questo spirito di fratellanza e di cooperazione e la sua connessione con la figura di San Francesco d’Assisi sottolinea l’importanza di questa visione in una prospettiva più ampia di spiritualità e di connessione con la natura.

È interessante notare come questo simbolo possa essere visto come un richiamo a una maggiore consapevolezza della nostra connessione con il mondo naturale e con gli altri esseri viventi e senzienti ed a una maggiore enfasi sulla cooperazione e sulla fratellanza come chiave per creare un mondo più giusto e più sostenibile.

Ricordiamo poi che questo evento La Laudato Sii, come ogni anno, Riceve la promozione corale: Pro Loco Coorporazione del Melograno, Pro Rambona, Cisl Marche, Assisi Strategic Forum, Club per l’Unesco Tolentino e Terre Maceratesi oltre che il Cenacolo della Chef internazionale Najada Frasheri la quale realizzerà in occasione di questo evento un viaggio esperienziale dell’Anima verso il Cibo per tutti i sensi.

Ettore Lembo

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