domenica, Aprile 12, 2026
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Cinquant’anni fa Bennato cantava “Viva la guerra”. L’attualità di una canzone

Cinquant’anni fa Bennato cantava “Viva la guerra”. L’attualità di una canzone

Cinquant’anni fa Bennato cantava “Viva la guerra”. L’attualità di una canzone

Più esplicite dei lunghi trattati filosofici di Kant e Rousseau sulla pace, più comprensibili dei dibattiti nelle assemblee legislative e più taglienti dei proclami politici — spesso astrusi e quasi sempre disattesi — sono alcune canzoni. In soli quattro o cinque minuti, esse riescono a trasmettere un’idea logica e precisa, grazie a un connubio tra musica e parole che si imprime profondamente nella mente e nell’animo dell’ascoltatore.

Cinquant’anni fa, Edoardo Bennato pubblicava il suo quarto album in studio, La Torre di Babele. Al suo interno spicca un brano dal titolo Viva la guerra. Come da consuetudine del cantautore partenopeo, l’ironia, la provocazione e la satira, anche amara, fanno da filo conduttore a un testo accompagnato da sonorità folk e rock, con una ritmica semplice e trascinante che si chiude con una coda al pianoforte.

Il brano parte con l’incitamento a combattere e le motivazioni addotte da generali e governanti: “Il nemico ti aspetta lontano oltre il mare e tu non puoi tirarti indietro, no questa guerra si deve fare!”. Prosegue poi con la classica propaganda usata per persuadere gli uomini a sparare: “Hai lasciato la tua donna e la tua terra ma è per il suo bene, è per la sua gloria che tu ammazzerai”. Ogni passaggio è intervallato dal ritornello che, con apparente leggerezza, rafforza il paradosso: “Viva la guerra. Santa, santa la guerra”.

Il punto più alto e amaro della canzone affronta il tema della religione: “Il crudele Saladino è bene armato e forte ma tu non lo temi, tu non hai paura e hai anche Dio dalla tua parte”

“Dio è con noi” è il grido che ha unito prelati cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani ed ebrei nelle epoche passate e nei conflitti attuali, che continuano a spargere sangue, specialmente tra i civili, le donne e i bambini.

La conclusione è straordinaria e riassume in parole semplici l’esito ultimo della propaganda bellica: “E se per caso tu morissi non devi temere perché ti faremo un bel monumento che tutti quanti potranno vedere!”.

Viva la guerra, pur non raggiungendo la popolarità di brani come La guerra di Piero di De André o Generale di De Gregori, si colloca in quel filone di musica che veniva definita in passato ”impegnata” e specificamente anti-militarista e contro la guerra. Questo genere di brani sono solo un piccolo e semplice spunto di riflessione sulla capacità dell’uomo di ignorare la logica e la razionalità. Come direbbe lo stesso Bennato, in fondo sono “solo canzonette” che possono cambiare veramente poco. E’ giusto però che la musica, anche come forma d’arte, svolga il  compito fondamentale di indurre alla meditazione sugli orrori della storia, che purtroppo non accennano a diminuire nemmeno ai giorni nostri.

Roberto Guidotti

Albo Giornalisti Marche

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net