Roma- (ACI Stampa). Cardinale Zuppi:”Desidero rinnovare la nostra vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate ancora una volta dalla violenza dei conflitti, dall’insicurezza, dalla paura, dalla sofferenza di popolazioni intere. La voce del Santo Padre sulla pace è tra le poche che richiamano a una visione umana e ragionevole dei rapporti tra i popoli. È una voce cristiana che dà voce all’anelito di pace e di libertà di tanti che non hanno voce, che non hanno possibilità o libertà per esprimere la loro grande sofferenza e le loro aspirazioni alla fine della violenza. E sempre desideriamo unirci coralmente alla voce del Papa, come abbiamo fatto nella recente Giornata di preghiera dedicata alla pace, in tutte le Chiese d’Italia”. Così il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo i lavori del consiglio episcopale permanente.

Secondo il porporato oggi “è necessaria un’estroversione missionaria e una capacità di dialogo: una Chiesa che si orienta tutta nella missione. Ma questa attitudine fondamentale non è disgiunta dalla necessità di costruire comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo. Questo chiama i sacerdoti, i laici, le religiose e i religiosi, tutti a una creatività, che si spenda nella fraternità tra i cristiani in senso comunitario, e a una santità incarnata: la santità infatti non è perfezione, ma riflesso dell’amore di Dio nella povertà della nostra vita”.
“Ci rendiamo conto – ha aggiunto il Cardinale Zuppi – che il clima polarizzato e protagonistico della società può spingere a sottovalutare il valore dell’unità, che impregna tutta la sua vita e che costituisce un saldo approdo per i credenti, per gli uomini e le donne di buona volontà. La Chiesa, nella società, si presenta sola e libera, amica, pronta a collaborare al bene comune. Ma non fa blocco con nessuna forza politica o sociale“.
“La Chiesa – ha rivendicato il Presidente della CEI – è ben di più che un museo di un’antica storia di fede e di cultura, ben di più di un’agenzia di valori, ben di più di un’organizzazione di servizio sociale o educativo! Lo diciamo con molta umiltà, ma con la consapevolezza della densità teologica, religiosa, umana, sociale che comporta il nostro essere Chiesa. Questo non è senso di superiorità o isolamento, tantomeno mancare alle nostre responsabilità”.
In Italia – ha proseguito l’Arcivescovo di Bologna – “la vita ordinaria delle nostre Chiese continua a custodire una trama di bene che tiene insieme il Paese molto più di quanto spesso si riconosca. Penso alla prossimità verso gli anziani soli, alla cura delle famiglie ferite, all’accompagnamento dei giovani, al sostegno a chi perde il lavoro o non riesce a trovarlo, all’attenzione verso chi si trova ad affrontare l’annoso problema abitativo, verso chi è povero, verso chi vive condizioni di marginalità, verso chi affronta prove interiori che non sempre hanno nome, verso chi emigra a causa delle guerre, delle violenze e delle catastrofi ambientali”.
“La presenza ecclesiale – ha ancora detto Zuppi – non nasce dalla ricerca di spazio, ma da una responsabilità evangelica. Non è un’occupazione del sociale, ma una forma dell’annuncio. Non è l’aggiunta pratica a una fede privata, ma il modo con cui la carità rende visibile il Vangelo. La Chiesa, infatti, non vive per sé stessa. La presenza ecclesiale nel tempo e nella storia è l’opposto della contrapposizione sterile, della polemica permanente, dell’irrigidimento che difende ma non genera, che delimita ma non incontra. Il dialogo non annacqua la verità. Una Chiesa che parla senza ascoltare finisce per non dire nulla. Una Chiesa che ascolta senza avere più nulla da dire tradisce il Vangelo. Una Chiesa che entra nel dialogo evangelicamente sa invece incontrare ogni persona senza perdere nulla della propria identità”.
Il Cardinale Zuppi ha poi chiarito: “Non spetta direttamente alla Chiesa fare politica. Ma proprio per questo spetta alla Chiesa, con ancora maggiore passione, formare coscienze laicali libere, mature, coraggiose, capaci di discernimento e di responsabilità. C’è poi il rischio di una politica o di organizzazioni sociali che pretendano di arruolare la Chiesa, di piegarne la libertà, di cercarne l’avallo, di utilizzarne la voce per i propri schieramenti. Quando questo accade,si fa male alla politica e si fa male alla Chiesa. La comunità cristiana, invece,resta fedele a una distinzione alta e necessaria: riconosce l’autorità politica come servizio al bene comune, ma conserva la libertà di parola e di giudizio quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, quando si calpestano i poveri, quando la forza prende il posto del diritto. Questo modo di essere Chiesa non ci può vedere chiusi in sacrestia”.
- Articolo di Marco Mancini-Fonte (ACI Stampa)
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net
