domenica, Luglio 12, 2026
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Siamo tornati all’appoggio esterno come nella prima Repubblica?

Siamo tornati all’appoggio esterno come nella prima Repubblica?

​”In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo; se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi a una donna. Ma se vuoi che qualcosa resti esattamente com’è, fonda una corrente.”

— Margaret Thatcher

​C’erano una volta le correnti, le scissioni dell’atomo socialista e i “cespugli” che fiorivano rigogliosi all’ombra della Balena Bianca. Pensavamo di aver archiviato tutto con il passaggio ai tweet e alla politica “fluida”, e invece no: guardando le ultime manovre in casa centrosinistra, il sospetto sorge spontaneo. Siamo tornati ufficialmente all’appoggio esterno.

​L’ultimo caso, quello di Marianna Madia che lascia il PD per accasarsi in Italia Viva, è un capolavoro di retorica che avrebbe fatto invidiare i grandi sottosegretari del 1982. La motivazione ufficiale? Non è un addio, è un atto di puro altruismo politico. “Me ne vado dal PD per rendere più forte anche il PD”. È la versione istituzionale del classico “ti lascio perché ti amo troppo”.

​L’altruismo del trasloco

​È una logica bellissima, quasi zen. In pratica, per aiutare la ditta, bisogna andare a lavorare dai concorrenti che però sono amici, ma anche un po’ avversari, ma comunque soci di minoranza. È il concetto di “Riformismo a distanza”. Se resti dentro, sei un ingombro; se te ne vai, diventi un valore aggiunto. È come se un attaccante chiedesse il trasferimento in un’altra squadra per permettere ai suoi vecchi compagni di avere più spazio in area di rigore. Generosità pura, o forse solo un modo elegante per cambiare aria senza bruciare i ponti attraverso un raffinato appoggio esterno.

​Il glossario della nuova-vecchia politica

  • L’analisi oggettiva: Termine moderno per indicare che nel vecchio ufficio non ti passavano più neanche le graffette.
  • Aggiungere un pezzo alla coalizione: L’equivalente politico del “prendiamoci una pausa” durante una crisi di coppia, sperando che l’altro paghi ancora l’affitto.
  • Il campo largo: Una versione 2.0 del Pentapartito, dove però tutti i partecipanti cercano di occupare lo stesso metro quadro di centro, pestandosi inevitabilmente i piedi.

​Nostalgia della democrazia cristiana?

​La sensazione è che il bipolarismo muscolare stia lasciando il posto a una geometria variabile che farebbe impazzire un professore di disegno tecnico. Si parla di “nuovi percorsi”, di “superare le appartenenze” e di “costruire forze riformiste fuori dal perimetro, ma dentro la coalizione”.

​In pratica, stiamo assistendo alla nascita del Bipolarismo in Condominio: viviamo in appartamenti separati, ci facciamo i dispetti sul pianerottolo, ma alla fine ci ritroviamo tutti in assemblea a discutere su chi debba pagare la luce delle scale. La Madia cita Veltroni e il Lingotto del 2008 come un’era geologica lontana, quasi mitologica, dimenticando che la transumanza politica è lo sport nazionale più praticato dai tempi di Agostino Depretis e del trasformismo d’annata.

​Il ritorno del cespuglio di lusso

​Mentre la destra sembra aver imparato la lezione del “marciare divisi per colpire uniti”, il centrosinistra ha optato per la strategia del “dividersi per poi cercarsi disperatamente con i segnali di fumo”. I commenti dei lettori non perdonano: c’è chi parla di “salto triplo” e chi ironizza sulla “straordinaria inesperienza” ormai diventata “straordinaria mobilità”.

​Ma forse hanno ragione i protagonisti: in un mondo dove tutto è smart e remote, perché la politica dovrebbe essere diversa? L’importante non è dove sei, ma quanto riesci a sembrare indispensabile mentre offri il tuo prezioso appoggio da fuori. Bentornati nella Prima Repubblica. Solo che stavolta, al posto di Andreotti, abbiamo i gruppi WhatsApp. E non è detto che sia un miglioramento.

Carlo Di Stanislao

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