Delitto di Garlasco, nuova svolta nell’inchiesta: ex ufficiale dei carabinieri indagato per false informazioni ai pm – Nuovo colpo di scena nel caso del delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nell’agosto del 2007 e per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva. Al centro della nuova inchiesta della Procura di Pavia sarebbe finito anche Gennaro Cassese, ex capitano dei carabinieri che coordinò una parte significativa delle indagini dell’epoca.
Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, l’ex ufficiale dell’Arma, oggi in pensione con il grado di colonnello, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di false informazioni ai pubblici ministeri. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare su alcuni verbali relativi agli interrogatori del 4 ottobre 2008, tra cui quello di Andrea Sempio, tornato recentemente al centro dell’attività investigativa.
Cassese, contattato dall’ANSA e intervenuto anche al Tg1, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. “Fino a questo momento non ho ricevuto alcun avviso di garanzia”, ha spiegato, precisando di non poter escludere l’iscrizione nel registro degli indagati ma di non aver avuto notifiche formali né richieste relative alla nomina di un difensore.
Nel mirino degli investigatori vi sarebbero alcune presunte incongruenze nei verbali dell’epoca. In particolare, gli inquirenti stanno approfondendo quanto accaduto durante l’interrogatorio di Andrea Sempio, all’epoca ventenne, che quel giorno consegnò ai carabinieri il noto scontrino del parcheggio di Vigevano, elemento considerato per anni parte del suo alibi.
Secondo la Procura di Pavia, emergerebbero dubbi sulla gestione di quell’escussione. Durante le domande Sempio avrebbe accusato un malore, tanto da rendere necessario l’intervento del 118. Tuttavia, nei verbali ufficiali non vi sarebbe traccia né della sospensione dell’interrogatorio né dell’arrivo dell’ambulanza. Circostanze che oggi vengono ritenute rilevanti nell’ambito della nuova ricostruzione investigativa.
L’ex comandante ha dichiarato di non ricordare con precisione quei momenti. “Dell’ambulanza sinceramente non ricordo nulla”, avrebbe affermato, aggiungendo che, se vi fosse stata una sospensione dell’interrogatorio, questa avrebbe dovuto essere annotata nel verbale.
Uno degli aspetti su cui si concentrano gli accertamenti riguarda anche la sovrapposizione temporale di più interrogatori verbalizzati dagli stessi militari nella stessa fascia oraria. Secondo gli atti, mentre Andrea Sempio veniva sentito in caserma, sarebbero stati raccolti contemporaneamente anche altri verbali, tutti redatti dagli stessi operatori.
Nel corso degli interrogatori più recenti, i magistrati avrebbero contestato a Cassese possibili omissioni nelle dichiarazioni rese ai pm. Da qui l’ipotesi di false informazioni, che avrebbe portato all’iscrizione nel registro degli indagati.
L’ex ufficiale respinge però ogni accusa e difende il lavoro svolto durante le indagini originarie sul delitto di Garlasco. “Seguimmo tutte le piste”, ha dichiarato, ricordando che all’epoca furono ascoltate centinaia di persone e svolti accertamenti anche fuori dalla Lombardia. Cassese ha inoltre sottolineato che gli elementi scientifici disponibili in quegli anni conducevano verso Alberto Stasi, mentre eventuali nuove valutazioni sarebbero legate all’evoluzione delle tecniche investigative e scientifiche.
Parallelamente proseguono altri filoni investigativi. La Procura di Pavia starebbe riesaminando alcune presunte omissioni nelle indagini del 2017, mentre a Brescia continua un’inchiesta relativa alla gestione della vecchia archiviazione riguardante Andrea Sempio. Sotto osservazione anche alcune presunte fughe di atti riservati e il ruolo di consulenti e investigatori coinvolti negli anni nel complesso caso giudiziario.
A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua dunque a riservare nuovi sviluppi investigativi e giudiziari, riaprendo interrogativi mai del tutto sopiti sulle indagini che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
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