martedì, Giugno 9, 2026
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Adinolfi: “Macerata, ecco chi voteremo”

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Adinolfi: “Macerata, ecco chi voteremo”. “Il 7 giugno i nostri voti a chi proporrà un disabile in giunta” – Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, spiega per chi il partito voterà al ballottaggio a Macerata: “Tra i 6 comuni capoluogo che il 7 giugno andranno al ballottaggio c’è Macerata: il Popolo della Famiglia sarà decisivo e avrebbe potuto esserlo fin dal primo turno se non fosse stato sottovalutato il ruolo della nostra Cristiana Di Stefano, maltrattata e poi esclusa dalla lista Macerata Unica. Chi prova a dire che non ci fossimo accordati sul simbolo mente sapendo di mentire e ho pubblicato sui social il simbolo unitario su cui avevamo costruito l’intesa che avrebbe portato il sindaco Parcaroli a essere eletto al primo turno, visto che ha mancato il traguardo per appena dieci voti, che evidentemente Cristiana gli avrebbe garantito.

Ora, se Parcaroli dovesse vincere il ballottaggio del 7 giugno, Macerata Unica avrà il suo eletto in consiglio comunale, se dovesse perdere resterà fuori. Noi Moderati, nella persona di Maurizio Lupi, ha messo su di noi un veto simile a quello posto su Vannacci; il luogotenente di Lupi a Macerata si è poi conseguentemente permesso di essere screanzato con la nostra dirigente nazionale. Cristiana Di Stefano dice testualmente: ‘Sono gravemente disabile, forse credeva che lo fossi di testa, ma la mia disabilità è solo motoria e ricordo bene quel che è accaduto, davanti a testimoni’. Qui ora viene il tema politico: a Macerata ci sono circa duemila disabili che vivono quotidianamente il grave disagio legato alla loro condizione. Cristiana dagli Anni Novanta ne rappresenta le istanze, dal 2016 come dirigente nazionale del Popolo della Famiglia e oggi da coordinatore regionale del partito nelle Marche. A Parcaroli e Tittarelli il Popolo della Famiglia lancia una sfida: siano le proposte politiche e programmatiche a sostegno dei disabili maceratesi a orientare l’esito del ballottaggio. Noi proponiamo concretamente Cristiana Di Stefano come assessore maceratese ai servizi sociali: conosce ogni angolo della città come pochi, ogni barriera architettonica, ogni materiale disagio che migliaia di disabili maceratesi vivono sulla loro pelle.

Alla cultura dello scarto, appena stigmatizzata da Papa Leone nella sua enciclica Magnifica Humanitas in continuità con Francesco, Parcaroli e Tittarelli oppongano con un gesto concreto una cultura politica di valorizzazione della disabilità, fuori però dalle solite chiacchiere che ho letto anche oggi sui giornali. Per dimostrare che facciamo sul serio noi offriamo la disponibilità della nostra Cristiana, ma non ne facciamo una questione di poltrona da occupare: il candidato sindaco che indicherà il nome di una qualsiasi disabile per la carica di assessore ai servizi sociali avrà i voti evidentemente decisivi del Popolo della Famiglia, anche se il nome indicato non fosse quello di Cristiana. Però vogliamo una disabile protagonista della prossima giunta di Macerata, solo così i partiti dimostreranno di aver colto la lezione che la triste vicenda dell’esclusione di Cristiana Di Stefano dalle liste elettorali ha portato alla luce: a chiacchiere sono tutti schierati coi disabili, poi se una di essi turba magari qualche equilibrio politico scattano i veti.

I due candidati sindaco rimasti in campo per il ballottaggio di Macerata possono diradare la nebbia derivante del dubbio dell’ipocrisia. Chi farà questa scelta politica e programmatica concreta avrà i nostri voti. I disabili in Italia sono oltre cinque milioni ed è ora che siano adeguatamente rappresentati negli organismi esecutivi delle città, delle regioni, del governo del Paese contro ogni cultura dello scarto. Noi Moderati non a caso è uno dei partiti di un centrodestra che proporrà a giugno un ddl sul suicidio assistito nelle aule del Senato: è tra i partiti, purtroppo tutti tranne noi, che si sono resi complici della soppressione di 17 disabili in Italia negli ultimi due anni. Il Popolo della Famiglia propone una via opposta perché sappiamo che anche se Cristiana Di Stefano per alcuni rappresenta una vita inutile, da maltrattare e far avvertire come eliminabile dalle liste come dal vivere civile, per noi è invece una preziosa risorsa: non per il nostro partito ma per la sua città, per la sua regione, per il Paese. Da lei ho imparato molto, ora prendano appunti dalle sue indicazioni anche Parcaroli e Tittarelli”.

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